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IP/11/411

Bruxelles, 6 aprile 2011

Agenda digitale: consumatori italiani più tutelati contro il telemarketing selvaggio; la Commissione europea chiude il procedimento contro l'Italia

Grazie all'intervento della Commissione europea per una corretta applicazione della legislazione dell'UE, ora gli abbonati a servizi telefonici italiani sono più tutelati verso telefonate indesiderate da parte di operatori di telemarketing. L'Italia si è allineata alle disposizioni della direttiva UE sulla privacy e sulle comunicazioni elettroniche introducendo un nuovo sistema di opt-out, che garantisce ai cittadini italiani il cui numero figura negli elenchi telefonici pubblici di non ricevere telefonate a fini commerciali non richieste. Il cambio di rotta è avvenuto dopo l'apertura di un procedimento di violazione (IP/10/64), contro l'Italia da parte della Commissione, ora chiuso.

La Commissione aveva avviato un procedimento d'infrazione contro l'Italia in gennaio 2010, visto che banche dati istituite in passato per creare elenchi telefonici erano accessibili a società esterne che praticavano telemarketing senza che gli abbonati interessati ne fossero al corrente. La Commissione aveva sollevato dubbi sulla possibilità concreta da parte degli abbonati di avvalersi dell'opt-out qualora fossero stati contrari alla trasmissione dei loro dati.

Le autorità italiane hanno reagito al procedimento di infrazione introducendo nuove norme a salvaguardia della facoltà degli abbonati di rifiutare telefonate a fini commerciali non richieste ed effettuate contro la loro volontà. Le misure comprendono:

  • l'istituzione di un pubblico registro che raccoglie i nominativi degli utenti che si oppongono alle telefonate di telemarketing,

  • l'adozione di una regolamentazione sull'utilizzo dei registri di utenti emessa dalle autorità preposte alla protezione nazionale dei dati e

  • un'imminente campagna di sensibilizzazione dell'opinione pubblica sulla nuova regolamentazione.

Contesto

Le perplessità della Commissione si rifacevano alla direttiva dell'UE relativa alla vita privata e alle comunicazioni elettroniche (direttiva 2002/58/CE). Quest'ultima impone agli Stati membri di garantire che gli abbonati siano informati in anticipo dell'inclusione del loro nominativo in un registro pubblico di utenti e dell'uso futuro dei propri dati. Gli Stati membri devono provvedere affinché gli abbonati possano decidere se acconsentire all'inserimento dei propri dati personali in un elenco pubblico e in che misura i loro dati siano pertinenti per gli scopi di tale elenco.

Gli Stati membri devono inoltre fare in modo che le telefonate effettuate a fini di marketing diretto non siano permesse senza esplicito consenso degli abbonati interessati o nel caso in cui gli abbonati abbiano manifestato il proprio dissenso rispetto a questa pratica. Gli Stati membri sono liberi di scegliere quali opzioni recepire nell'ordinamento nazionale, ma devono garantire agli abbonati almeno la possibilità di opporsi all'uso dei loro dati.

Sito internet dell'Agenda digitale:

http://ec.europa.eu/information_society/digital-agenda/index_en.htm

Un riepilogo dei procedimenti di infrazione in materia di telecomunicazioni è disponibile nel sito:

http://ec.europa.eu/information_society/policy/ecomm/implementation_enforcement/infringement/

Per ulteriori informazioni sui procedimenti di infrazione dell'UE, v. MEMO/11/220.


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