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Maggiore protezione contro la sottrazione internazionale dei minori nell'UE

European Commission - IP/11/1582   21/12/2011

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Commissione europea – Comunicato stampa

Maggiore protezione contro la sottrazione internazionale dei minori nell'UE

Bruxelles, 21 dicembre 2011 – Oggi la Commissione europea ha proposto che l'UE accetti l'adesione della Russia e di altri sette paesi a una convenzione internazionale intesa a prevenire la sottrazione di minori. La convenzione dell'Aia del 1980 garantisce il ritorno immediato dei minori sottratti da un genitore nel loro paese di residenza abituale nonché la tutela del diritto di visita. La sottrazione internazionale da parte di un genitore è un problema globale che interessa ogni anno diverse migliaia di minori. La proposta odierna permetterà di estendere efficacemente la tutela dei minori nell'UE a otto nuovi paesi: Russia, Albania, Andorra, Armenia, Gabon, Marocco, Seychelles e Singapore. Ad oggi la convenzione è stata ratificata da 86 paesi, tra cui figurano tutti gli Stati membri dell'UE.

"Prevenire la sottrazione dei minori è una componente essenziale del programma dell'UE per i diritti dei minori" ha dichiarato Viviane Reding, Vicepresidente e Commissaria europea per la Giustizia. "Disponiamo già di norme rigide intese a garantire il ritorno dei minori sottratti e la risoluzione pacifica delle controversie in seno all'UE. Accettando la domanda di adesione della Russia e di altri paesi a questa convenzione internazionale, possiamo fare in modo che i minori siano tutelati secondo modalità simili anche a livello globale."

Quando, in un caso di sottrazione, un genitore proviene da un paese al di fuori dell'UE, la convenzione dell'Aia si applica esclusivamente qualora il paese d'origine del genitore in questione sia membro della convenzione. Tutti gli Stati membri dell'UE sono parti della convenzione; la Commissione europea promuove attivamente l'adesione alla convenzione a livello internazionale in modo che i minori europei possano essere meglio tutelati in tutto il mondo.

Questo trattato multilaterale non vuole essere uno strumento di decisione nei casi di affidamento, bensì fornisce una procedura da seguire per fare in modo che un minore sottratto possa far ritorno quanto prima al suo paese d'origine. Una volta rimpatriato, le autorità locali possono decidere dove e con chi il minore debba vivere. La convenzione mira inoltre a garantire la tutela del diritto di visita.

Nel caso in cui un genitore sottragga un minore sul territorio dell'UE, il cosiddetto regolamento Bruxelles II bis (regolamento 2201/2003 del Consiglio) impone severi obblighi volti a garantire il rientro del minore. Secondo il regolamento, i tribunali degli Stati membri dell'UE in cui il minore sottratto è stato condotto non possono opporsi a una decisione che dispone il rientro di un minore nel suo Stato membro d'origine.

Dati recenti dimostrano che il regolamento funziona: in generale, le controversie tra Stati membri dell'UE relative alla sottrazione di un minore sono risolte più efficacemente e prontamente proprio grazie all'abolizione della gravosa procedura di exequatur. Ciò significa che i tribunali riconoscono e danno esecuzione alle decisioni prese in altri Stati membri in tempi più brevi.

Contesto

L'articolo 38, quarto comma, della convenzione del 1980 stabilisce che la stessa avrà effetto solo nei rapporti tra lo Stato aderente e gli Stati contraenti che avranno dichiarato di accettare detta adesione. Pertanto, l'Unione europea deve decidere se accettare l'adesione della Russia e degli altri paesi.

Dal momento che la sottrazione internazionale di minori è di competenza esterna esclusiva dell'Unione europea, la decisione con cui l'UE, attraverso i suoi Stati membri, accetta o meno l'adesione di un paese alla convenzione del 1980 deve essere presa tramite decisione del Consiglio.

Nel febbraio 2011 la Commissione europea ha presentato un programma che, dando applicazione pratica ai principi della Carta dei diritti fondamentali dell'UE, intende garantire una maggiore tutela ai diritti dei minori (IP/11/156). Il programma individua una serie di azioni concrete con cui l'Unione può contribuire in modo significativo alle politiche mirate al benessere e alla sicurezza dei minori, tra l'altro promuovendo una giustizia a loro misura, informando meglio i bambini e gli adolescenti dei loro diritti e garantendo sicurezza ai piccoli cibernauti.

Per ulteriori informazioni:

Newsroom della Direzione generale Giustizia:

http://ec.europa.eu/justice/news/intro/news_intro_en.htm

Commissione europea – Diritti dei minori

http://ec.europa.eu/justice/fundamental-rights/rights-child/index_en.htm

Homepage della Vicepresidente Viviane Reding, Commissaria europea per la Giustizia:

http://ec.europa.eu/reding

Contatti:

Matthew Newman (+32 2 296 24 06)

Mina Andreeva (+32 2 299 13 82)


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