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Aggiornare la direttiva sulle qualifiche professionali per semplificare la ricerca di un impiego qualificato in Europa

European Commission - IP/11/1562   19/12/2011

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Commissione europea – Comunicato stampa

Aggiornare la direttiva sulle qualifiche professionali per semplificare la ricerca di un impiego qualificato in Europa

Bruxelles, 19 dicembre 2011. La diminuzione della popolazione in età lavorativa in diversi Stati membri1 determina un aumento della domanda di personale altamente qualificato che entro il 2020 dovrebbe tradursi in almeno 16 milioni di nuovi posti di lavoro2. Se l’Europa vuole rispondere a questa esigenza, deve affrontare le attuali carenze di personale, ad esempio avvalendosi di professionisti altamente qualificati e disposti a trasferirsi in altri Stati membri dell’UE. Tuttavia questo potenziale di crescita può essere sfruttato solamente se i trasferimenti all’estero per motivi lavorativi risulteranno facili, il che a sua volta richiede un riconoscimento rapido, semplice e affidabile delle qualifiche professionali ottenute nell’UE. Per questo motivo la Commissione oggi ha adottato una proposta di revisione della direttiva sulle qualifiche professionali (direttiva 2005/36/CE).

La proposta è volta a semplificare le regole per la mobilità dei professionisti all’interno dell’UE introducendo una tessera professionale europea per tutte le professioni interessate che consente un riconoscimento più facile e rapido delle qualifiche. La direttiva precisa inoltre aspetti di rilevanza per i consumatori, invitando gli Stati membri a rivedere la normativa delle professioni da essi regolamentate e a rispondere alle preoccupazioni dell’opinione pubblica sulle competenze linguistiche e la mancanza di mezzi efficaci per la segnalazione di errori professionali, in particolare in ambito sanitario.

Il Commissario per il Mercato interno e i servizi, Michel Barnier, ha dichiarato: “L’Europa sta affrontando numerose sfide. Una di esse sarà l’aumento della domanda di personale altamente qualificato in tutta l’UE. La proposta odierna sulle qualifiche professionali risponde all’esigenza di disporre di un buon sistema di riconoscimento delle qualifiche per sostenere la mobilità dei professionisti di tutta Europa. In questo modo per coloro che dispongono delle necessarie qualifiche sarà più facile trasferirsi laddove si prospettano offerte di lavoro, contribuendo così alla crescita dell’economia europea. Sono convinto che l’idea di una tessera professionale europea, sotto forma di certificato elettronico, sia la giusta via da seguire. Essa consentirà di semplificare e accelerare le procedure di riconoscimento per i professionisti disposti a trasferirsi per lavoro”.

Elementi chiave della proposta

1. L’introduzione di una tessera professionale europea darà ai professionisti interessati la possibilità ottenere un riconoscimento più rapido e semplice delle loro qualifiche e dovrebbe favorire anche la mobilità temporanea. La tessera risponderà alle esigenze indicate dai professionisti (ad esempio, gli infermieri e le guide alpine hanno espresso un forte interesse per tale riconoscimento). La tessera professionale europea va di pari passo con un’ottimizzazione della procedura di riconoscimento realizzata all’interno dell’attuale sistema di informazione del mercato interno (IMI). Di fatto, si tratterà di un certificato elettronico che consentirà ad un professionista di offrire servizi o di stabilirsi in un altro Stato membro.

2. Un migliore accesso alle informazioni relative al riconoscimento delle qualifiche professionali: tutti i cittadini che chiedono il riconoscimento delle loro qualifiche professionali dovrebbero avere la possibilità di avere un unico interlocutore anziché dover fare la spola tra diversi organismi pubblici. Questo punto di riferimento dovrebbe essere rappresentato dagli sportelli unici, istituiti nel quadro della direttiva servizi, che consentiranno ai cittadini di ottenere informazioni in un unico punto di accesso sui documenti da sottoporre per il riconoscimento delle proprie qualifiche e che prevede anche la possibilità di optare per la procedura di riconoscimento online.

3. Aggiornare i requisiti minimi di formazione per medici, dentisti, farmacisti, infermieri, ostetriche, veterinari e architetti: l’armonizzazione dei requisiti minimi di formazione per queste professioni risale a 20-30 anni fa. I requisiti sono stati aggiornati per tenere conto dell’evoluzione di tali professioni e dei relativi percorsi formativi. Ad esempio, il requisito minimo di ammissione alla formazione per infermieri e ostetrici è stato aumentato da 10 a 12 anni di formazione scolastica generale.

4. L’introduzione di un sistema di allerta per gli operatori sanitari che godono del riconoscimento automatico: le autorità competenti dei singoli Stati membri saranno tenute a segnalare alle autorità preposte di tutti gli altri Stati membri i nominativi dei professionisti che lavorano in ambito sanitario cui è stato proibito di esercitare la propria attività professionale da un’autorità pubblica o un tribunale. Ciò è particolarmente importante perché in passato si sono verificati casi di medici che, a fronte del divieto di praticare nel proprio paese all’interno dell’UE, si sono trasferiti all’estero per esercitare la loro professione senza che altri Stati membri ne fossero a conoscenza.

5. L’introduzione di un quadro di formazione comune e di verifiche professionali comuni, che, in sostituzione delle piattaforme condivise, dovrebbero consentire di estendere il meccanismo di riconoscimento automatico a nuove professioni. Le professioni interessate potrebbero beneficiare di un riconoscimento automatico sulla base di un insieme condiviso di nozioni, abilità e competenze o di una verifica comune che valuti la preparazione richiesta per lo svolgimento di una data professione (test attitudinali).

6. Valutazione reciproca delle professioni regolamentate: la direttiva sulle qualifiche professionali introduce un nuovo sistema che, attraverso specifici requisiti di qualifica, garantisce una maggiore trasparenza e legittimazione delle professioni regolamentate. Gli Stati membri dovranno fornire un elenco delle proprie professioni regolamentate e giustificare la necessità di una regolamentazione. Dopodiché andrebbe effettuata una valutazione reciproca coordinata dalla Commissione europea.

Contesto

La direttiva sulle qualifiche professionali è essenziale per consentire agli operatori di avviare una nuova attività o di trovare un posto di lavoro in un altro Stato membro che richiede una qualifica specifica per poter esercitare una determinata attività professionale. L’aggiornamento delle qualifiche professionali figura tra le dodici leve per la crescita previste dall’Atto per il mercato unico (IP/11/469).

La proposta si fonda su un Libro verde che la Commissione ha pubblicato in giugno (IP/11/767). Una sintesi delle risposte al Libro verde è stata pubblicata oggi.

Si veda anche MEMO/11/923

Per maggiori informazioni:

http://ec.europa.eu/internal_market/qualifications/policy_developments/index_en.htm

Contatti:

Chantal Hughes (+32 2 296 44 50)

Carmel Dunne (+32 2 299 88 94)

1 :

Conformemente al sondaggio Europop 2010 condotto da Eurostat, nel 2020 il rapporto tra pensionati e persone in età lavorativa sarà di 1:3. Cfr.

http://epp.eurostat.ec.europa.eu/statistics_explained/index.php?title=File:Old_age_dependency_ratio_on_1_January_of_selected_years.PNG&filetimestamp=20110609135954

2 :

Skill supply and demand in Europe: medium-term forecast up to 2020 (2010), disponibile al seguente indirizzo: http://www.cedefop.europa.eu/en/Files/3052_en.pdf


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