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La Commissione propone misure per far fronte ai problemi inerenti all'imposta di successione transfrontaliera

Commission Européenne - IP/11/1551   15/12/2011

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Commissione europea – Comunicato stampa

La Commissione propone misure per far fronte ai problemi inerenti all'imposta di successione transfrontaliera

Bruxelles, 15 dicembre 2011 – I cittadini dell'Unione che ereditano beni situati all'estero sono spesso tassati da più Stati membri. In casi estremi può addirittura accadere che il valore complessivo di un bene ereditato oltre confine debba essere pagato in tasse in quanto diversi Stati membri possono rivendicare diritti di imposizione sulla stessa successione o tassare le successioni estere più pesantemente di quelle interne. Talvolta i cittadini sono costretti a vendere i beni ereditati solo per poter pagare le tasse e le piccole imprese possono incontrare difficoltà di trasferimento alla morte dei proprietari. Per far fronte a questi problemi la Commissione ha oggi adottato un pacchetto esaustivo di misure sull'imposta di successione. In una comunicazione, una raccomandazione e un documento di lavoro la Commissione esamina i problemi e presenta soluzioni inerenti all'imposta di successione transfrontaliera nell'UE. Algirdas Šemeta, commissario per la Fiscalità e l’unione doganale, l’audit interno e la lotta antifrode, ha dichiarato:

"Benjamin Franklin disse una volta che non c'è nulla di certo tranne la morte e le tasse. Purtroppo l'incertezza sembra essere enorme quando sono presenti entrambe. L'onere dell'imposta di successione transfrontaliera può risultare eccessivo per i cittadini a causa della discriminazione e della doppia imposizione. Piccole modifiche alle norme degli Stati membri per renderle più coerenti fra loro … potrebbero comportare vantaggi reali per centinaia di migliaia di persone in tutta Europa. Questo è l'obiettivo che ci siamo prefissati."

La comunicazione odierna evidenzia che esistono due problemi principali derivanti dall'imposta di successione transfrontaliera nell'UE.

Il primo è rappresentato dalla doppia o multipla imposizione, ossia il caso in cui più Stati membri rivendicano il diritto di tassare la stessa successione. Norme nazionali differenti, carenza di convenzioni bilaterali sulle imposte di successione e misure nazionali inadeguate in materia di sgravio della doppia imposizione fanno sì che i cittadini possano essere tassati due o più volte sulla stessa successione. Gli Stati membri sono liberi di applicare le norme di successione nazionali che ritengono opportune purché siano conformi alla normativa dell'Unione in materia di non discriminazione e di libera circolazione. La Commissione non propone un'armonizzazione della normativa degli Stati membri sull'imposta di successione. Essa raccomanda invece un'applicazione più ampia e flessibile delle misure nazionali di sgravio della doppia imposizione in modo da offrire una soluzione pragmatica, rapida ed economicamente efficace ai considerevoli oneri fiscali cui molti cittadini si trovano a dover far fronte. La raccomandazione contenuta nel pacchetto adottato oggi propone come gli Stati membri potrebbero migliorare le misure nazionali vigenti al fine di evitare la doppia imposizione. Essa delinea soluzioni per i casi in cui più Stati membri dispongono di diritti impositivi. La Commissione invita gli Stati membri ad introdurre soluzioni appropriate nella legislazione nazionale o nelle prassi amministrative.

Il secondo problema legato all'imposta di successione che i cittadini possono incontrare è rappresentato dalla discriminazione. Alcuni Stati membri applicano un'aliquota di imposta più elevata se i beni, la persona deceduta e/o l'erede si trovano al di fuori del loro territorio. In tali casi il diritto dell'UE è chiaro: gli Stati membri sono tenuti a rispettare i principi fondamentali della non discriminazione e della libertà di circolazione sanciti dai trattati. Il documento di lavoro pubblicato oggi espone i principi per un'imposta non discriminatoria sulle successioni e sulle donazioni, illustrandoli con esempi tratti dalla giurisprudenza. Gli Stati membri avranno così un aiuto per allineare le rispettive disposizioni al diritto dell'UE, mentre i cittadini saranno sensibilizzati sulle norme che gli Stati membri devono rispettare.

Anche se i problemi inerenti all'imposta di successione transfrontaliera possono colpire gravemente singoli individui, il gettito derivante dalle imposte di successione interne e transfrontaliere corrisponde a una percentuale molto bassa – inferiore allo 0,5% - del gettito fiscale complessivo degli Stati membri. Presi singolarmente, i casi transfrontalieri rappresentano pertanto una percentuale ancora inferiore.

Fasi successive

La Commissione avvierà discussioni con gli Stati membri per assicurare che alla raccomandazione sia dato il seguito appropriato. Essa è inoltre pronta ad aiutare gli Stati membri ad allineare al diritto dell'UE le rispettive leggi in materia di successione. Fra tre anni la Commissione presenterà una relazione per valutare l'evoluzione della situazione e su tale base deciderà in merito alla necessità di ulteriori misure a livello nazionale o unionale. Nel frattempo, in quanto custode dei trattati, essa continua a prendere i provvedimenti necessari per opporsi agli elementi discriminatori contenuti nella normativa degli Stati membri in materia di tassazione.

Il testo integrale della comunicazione, della raccomandazione e del documento di lavoro dei servizi della Commissione è disponibile all'indirizzo seguente:

http://ec.europa.eu/taxation_customs/taxation/personal_tax/inheritance/index_en.htm

Per ulteriori informazioni, cfr. MEMO/11/917.

Contatti:

Emer Traynor (+32 2 292 15 48)

Natasja Bohez Rubiano (+32 2 296 64 70)


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