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Commissione europea – Comunicato stampa

La Commissione intende facilitare la restituzione di patrimoni nazionali sottratti illecitamente

Bruxelles, 29 novembre 2011 – L'aumento del traffico illegale di beni di elevato valore culturale quali dipinti, sculture, beni religiosi e reperti archeologici preoccupa sempre più. Il territorio dell'Unione europea, con un mercato interno illimitato e un immenso patrimonio culturale e artistico, ne è particolarmente colpito. Sebbene la maggior parte dei furti si verifichi in Francia, Polonia, Germania e Italia, secondo l'Interpol, tutti gli Stati membri sono coinvolti.

La Commissione europea ha quindi avviato una consultazione pubblica sulle possibilità di migliorare la custodia dei beni culturali e di restituire agli Stati membri i patrimoni nazionali sottratti illecitamente dal loro territorio. La consultazione fornirà un quadro delle opinioni di autorità pubbliche, cittadini e altri operatori sul modo più efficace per facilitare tale restituzione.

La protezione dei beni culturali dipende in ampia misura dalla normativa degli Stati membri. L'Unione europea contribuisce tuttavia alla loro protezione, in particolare attraverso la direttiva 93/7/CEE che stabilisce un meccanismo di restituzione di determinati patrimoni nazionali che sono usciti illecitamente dal territorio di uno Stato membro dopo il 1993. Attuando la direttiva gli Stati membri hanno sottolineato alcuni dei suoi limiti, come il termine di un anno per l'inizio delle procedure di recupero, con conseguenze dirette sulla sua efficacia.

Antonio Tajani, vicepresidente della Commissione europea e commissario responsabile per le imprese e la politica industriale, ha dichiarato: "Attualmente il traffico illecito di beni culturali è un problema grave che oltre ad avere una dimensione economica notevole colpisce anche l'essenza della nostra identità culturale. Condivido la crescente preoccupazione dei cittadini e degli Stati membri e mi sto prodigando affinché tale situazione migliori. Vi chiedo di contribuire a questo sforzo e comunicarci opinioni e idee".

Gli interessati possono far pervenire le loro opinioni ai seguenti indirizzi:

http://ec.europa.eu/enterprise/policies/single-market-goods/regulated-sectors/cultural-goods/

La consultazione pubblica rimane aperta fino 05 marzo 2012.

Ulteriori informazioni in merito all'attuale direttiva e ai rapporti finali d'esecuzione:

http://ec.europa.eu/enterprise/policies/single-market-goods/regulated-sectors/cultural-goods/index_en.htm

Contesto

La direttiva 93/7/CEE del Consiglio è stata adottata per consentire la restituzione di alcune tipologie di patrimoni nazionali sottratti illegalmente dal territorio dello Stato membro e fatti riapparire nel territorio di un altro Stato membro.

Lo scopo della direttiva è trovare un equilibrio tra la libera circolazione di beni culturali all'interno degli Stati membri e l'obiettivo legittimo di ciascuno Stato membro di salvaguardare i propri patrimoni nazionali dotati di valore artistico, culturale e archeologico. L'obbligo di restituzione sancito nella direttiva riguarda solo i beni portati via illegalmente dal 1 gennaio 1993.

In base alle informazioni fornite dagli Stati membri, la direttiva 93/7/CEE non è efficace. Il problema più grande riguarda il suo scopo e le condizioni da rispettare per le procedure di restituzione. È inoltre necessario un miglioramento della cooperazione e dello scambio di informazioni tra le competenti autorità nazionali. La Commissione ritiene pertanto necessario esplorare il miglior modo di ottenere la restituzione di patrimoni nazionali sottratti illegalmente.

Contatti :

Carlo Corazza +32 2 295 17 52


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