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Sicurezza interna: L'UE ha bisogno di migliori strumenti per combattere la criminalità, il terrorismo e l'estremismo

Commission Européenne - IP/11/1453   25/11/2011

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Commissione europea – Comunicato stampa

Sicurezza interna: L'UE ha bisogno di migliori strumenti per combattere la criminalità, il terrorismo e l'estremismo

Bruxelles, 25 novembre 2011 – Un sondaggio Eurobarometro pubblicato oggi dalla Commissione europea rivela che per quattro cittadini europei su dieci l'UE ha bisogno di strumenti migliori per combattere la criminalità organizzata, il terrorismo e l'estremismo. Allo stesso tempo, la Commissione ha anche pubblicato la prima relazione sulla Strategia di sicurezza interna, avviata l'anno scorso, che passa in rassegna i progressi realizzati e individua gli aspetti che richiedono ulteriore attenzione.

L'UE deve essere pronta a reagire di fronte a minacce per la sicurezza emergenti e in evoluzione. In Norvegia, nel luglio scorso, un estremista di destra ha portato a termine un attentato terroristico con conseguenze devastanti; in agosto la polizia del Regno Unito ha sequestrato 1,2 tonnellate di cocaina in una retata senza precedenti; in tutta l'UE, attacchi informatici hanno causato perturbazioni sempre più gravi nei sistemi informatici pubblici e privati. Questi fatti ci ricordano l’importanza di agire per tenere sotto controllo le minacce alla sicurezza interna.

"Gli attentati in Norvegia dell'inizio dell'anno hanno reso drammaticamente chiaro che le nostre società sono esposte a minacce per la sicurezza sempre più sofisticate ed estese. Nessuno Stato membro può rispondere a tali minacce da solo; dobbiamo lavorare assieme per raggiungere i nostri obiettivi di sicurezza e rispondere in modo efficace alle preoccupazioni che i cittadini europei esprimono sulla loro sicurezza" ha dichiarato Cecilia Malmström, Commissaria europea per gli Affari interni.

Come risulta dal nuovo sondaggio Eurobarometro, quattro Europei su dieci chiedono all'Unione europea di fare di più per affrontare le sfide in materia di sicurezza evidenziate dalla Strategia di sicurezza interna. Molti Europei ritengono anche che le minacce si intensificheranno nei prossimi tre anni e che i rischi maggiori per la sicurezza verranno con ogni probabilità dalla criminalità informatica (cfr. MEMO/11/829).

Tali timori non sono infondati; la relazione sulla SSI individua infatti almeno tre nuove minacce particolarmente preoccupanti: innanzitutto Internet - ora parte integrante ed indispensabile della nostra vita quotidiana – che sta diventando un facilitatore online per una vasta gamma di attività illecite e un veicolo di propaganda terroristica; in secondo luogo, l’impatto della crisi economica in atto lascia alle autorità pubbliche minori risorse disponibili per contrastare le minacce interne contro la sicurezza; infine, i recenti sviluppi nei paesi vicini dell'UE, compresi gli sviluppi democratici oltremodo positivi della "primavera araba", sono all'origine di considerevoli movimenti di persone. Ciò a sua volta crea pressioni alle frontiere esterna dell’UE e, in alcuni casi, favorisce le condizioni per un aumento delle attività criminose.

Per dare seguito concreto alle priorità individuate dalla strategia di sicurezza interna, nel 2012 la Commissione europea intende, tra l'altro, adottare un pacchetto legislativo relativo alla confisca e al recupero dei proventi di reato, organizzare una conferenza ad alto livello per la lotta contro l'estremismo violento e sviluppare una strategia europea globale per la sicurezza in Internet.

Contesto

Nel novembre 2010, nell'ambito del programma di Stoccolma la Commissione ha adottato la Strategia di sicurezza interna in azione e delineato cinque priorità dell'Unione per i prossimi quattro anni (cfr. IP/10/1535 e MEMO/10/598).

La prima relazione annuale, pubblicata oggi, mette in evidenza i principali progressi compiuti nei settori seguenti:

  • Lotta alla criminalità organizzata. La proposta della Commissione relativa ad una normativa europea in materia di raccolta dei dati sulle prenotazioni dei passeggeri aerei in entrata e in uscita dall'UE e il pacchetto anticorruzione, adottato nel giugno 2011, hanno registrato progressi significativi. Ulteriori progressi sono necessari in materia di cooperazione giudiziaria e di polizia e per lo sviluppo di un approccio amministrativo di lotta alle forme gravi di criminalità.

  • Terrorismo e radicalizzazione. La Commissione ha istituito una rete europea di sensibilizzazione alla radicalizzazione e ha adottato una comunicazione relativa a un sistema europeo di controllo delle transazioni finanziarie dei terroristi. Ulteriori sforzi sono necessari per definire un quadro di misure amministrative connesse al congelamento dei beni delle organizzazioni terroristiche e al miglioramento della sicurezza nel settore dei trasporti terrestri.

  • Criminalità informatica. Sono stati compiuti progressi verso la creazione di un Centro europeo per la lotta alla criminalità informatica e Gruppi di pronto intervento informatico (CERT). In futuro, diversi Stati membri dovranno adottare misure urgenti volte a ratificare la Convenzione di Budapest, che fornisce un quadro per la cooperazione internazionale in questo settore.

  • Gestione delle frontiere. Sono stati compiuti progressi significativi nel 2011 con l'avvio del Sistema di informazione visti (VIS), lo svolgimento delle operazioni HERMES (flussi migratori nel Mediterraneo) e RABIT (alla frontiera greco-turca) dell'Agenzia FRONTEX e le proposte della Commissione per un migliore meccanismo di valutazione e monitoraggio Schengen, e per la creazione del sistema europeo di controllo delle frontiere (EUROSUR) entro il 2013. Nel 2012 la Commissione avanzerà inoltre proposte su come migliorare il coordinamento dei controlli di frontiera effettuati dalle varie autorità nazionali (polizia, guardie di frontiera e dogane).

  • Gestione delle emergenze e delle catastrofi. L’UE attinge alle conoscenze specialistiche di Europol, Frontex, SitCen (Joint Situation Centre dell'UE) e del Centro di monitoraggio e informazione della Commissione (MIC) ai fini della raccolta delle informazioni, analisi, valutazione della minaccia e risposta alle emergenze in vari settori della sicurezza interna. In futuro, l'Europa deve gradualmente mettere in atto una politica coerente di gestione dei rischi, che crei collegamenti tra la valutazione delle minacce e dei rischi e la formulazione e l'attuazione delle politiche. Al riguardo risulta fondamentale la cooperazione tra gli Stati membri, la Commissione e il Servizio europeo per l'azione esterna (SEAE).

  • Dimensione esterna della sicurezza dell'Unione. Diverse iniziative sono state sviluppate nel 2011 per promuovere la cooperazione e il coordinamento interistituzionale nei settori del terrorismo, della criminalità transnazionale e dell'immigrazione illegale nei Balcani occidentali, nel Corno d'Africa e nel Sahel. Il SEAE e la Commissione hanno anche presentato un documento comune relativo ad un maggior collegamento tra le autorità operanti nel settore della politica di sicurezza e di difesa comune (PSDC) e del settore "libertà, sicurezza e giustizia" (GAI), comprese le possibilità di cooperazione tra le missioni PSDC per il controllo del territorio ed Europol.

Per ulteriori informazioni

Si legga la relazione sulla strategia di sicurezza interna

http://ec.europa.eu/home-affairs/news/intro/news_201111_en.htm#20111125

Relazione sullo Speciale Eurobarometro in materia di sicurezza interna:

MEMO/11/829

Homepage di Cecilia Malmström, Commissaria per gli Affari interni:

http://ec.europa.eu/commission_2010-2014/malmstrom/welcome/default_en.htm

Homepage della Direzione generale degli Affari interni:

http://ec.europa.eu/dgs/home-affairs/index_en.htm

Contacts :

Michele Cercone (+32 2 298 09 63)

Tove Ernst (+32 2 298 67 64)


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