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Diritto ad un processo equo: i governi dell’Unione europea si accordano sul diritto all’informazione nei procedimenti penali

European Commission - IP/11/1356   16/11/2011

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Commissione europea – Comunicato stampa

Diritto ad un processo equo: i governi dell’Unione europea si accordano sul diritto all’informazione nei procedimenti penali

Bruxelles, 16 novembre 2011 – I rappresentanti degli Stati membri dell’Unione europea hanno raggiunto oggi un accordo su un progetto di atto legislativo che garantirà ovunque nell’Unione il diritto degli imputati in procedimenti penali all'informazione.

«L’accordo di oggi è un passo fondamentale nel garantire che gli indagati possano beneficiare dei diritti per un processo più equo nel quadro di procedimenti penali nell’Unione europea», ha dichiarato Viviane Reding, Commissaria per la Giustizia. « L’Unione sta facendo progressi rilevanti nella creazione di uno spazio unico di giustizia. Questa misura, ideata per garantire che agli imputati di un reato siano riconosciuti tali diritti, contribuirà a rafforzare la fiducia reciproca tra autorità giudiziarie in Europa. Mi auguro che il Parlamento ed il Consiglio l’adottino al più presto».

La Commissione europea ha presentato questa proposta nel luglio 2010 (IP/10/989), segno del suo impegno a garantire che i cittadini godano del diritto ad un processo equo in tutta l'Unione europea. Essa costituisce la seconda di una serie di misure per definire norme minime comuni europee nei contenziosi penali. Nell’ottobre 2010 il Parlamento europeo ed il Consiglio avevano approvato la prima proposta che ha conferito agli indagati il diritto alla traduzione e all’interpretazione (IP/10/1305). La proposta di direttiva sul diritto all’informazione nei procedimenti penali passa ora al Parlamento europeo per essere adottata nelle prossime settimane, prima dell’adozione finale da parte dei ministri riuniti in sede di Consiglio.

Ai sensi della nuova normativa, gli indagati di un reato dovranno essere informati dei loro diritti in una lingua che comprendono. Il provvedimento garantirà che i paesi dell’Unione europea forniscano a chiunque venga arrestato – o sia oggetto di un mandato d’arresto europeo – una comunicazione dei diritti che elenca i loro diritti fondamentali nel quadro del procedimento penale. La Commissione ha predisposto per gli Stati membri un modello di comunicazione che sarà tradotto nelle 23 lingue dell’UE. Insieme al diritto alla traduzione e all’interpretazione (si vedano IP/10/1305 e MEMO/10/351), il diritto all'informazione nei procedimenti penali fa parte di una serie di misure in favore del diritto al processo equo che mirano a rafforzare la fiducia nello spazio unico europeo di giustizia.

Contesto

La direttiva garantirà che polizia e magistrati delle procure forniscano agli indagati informazioni sui loro diritti. In seguito ad un arresto, le autorità forniranno tali informazioni per iscritto, in una comunicazione dei diritti redatta in un linguaggio semplice e di uso corrente. Gli indagati riceveranno sistematicamente la comunicazione anche se non la chiedono e, se necessario, potranno ottenerne la traduzione.

La comunicazione dei diritti conterrà dettagli pratici sui diritti dell’indagato:

  • il diritto ad un avvocato;

  • il diritto ad essere informato dell’accusa e, se del caso, ad avere accesso al fascicolo;

  • il diritto alla traduzione e all’interpretazione se non si comprende la lingua del procedimento;

  • il diritto di essere prontamente tradotto dinanzi a un'autorità giudiziaria.

La comunicazione dei diritti consentirà di evitare errori giudiziari e di ridurre il numero degli appelli.

Ogni anno sono più di 8 milioni i procedimenti penali nell’Unione. Al momento nell’UE non vi è uniformità per quanto riguarda la possibilità per i cittadini di essere informati in maniera appropriata dei loro diritti qualora vengano arrestati e debbano rispondere di accuse penali. In alcuni Stati membri, gli indagati ricevono solo informazioni orali sui propri diritti processuali, mentre in altri le informazioni scritte vengono fornite solo se richieste.

Ai sensi dell’articolo 82, paragrafo 2, del trattato sul funzionamento dell’Unione europea, e al fine di facilitare il riconoscimento reciproco delle decisioni giudiziarie e la cooperazione di polizia e giudiziaria nelle materie penali aventi dimensione transnazionale, l'Unione europea può adottare misure per rafforzare i diritti dei cittadini europei, in conformità della Carta dei diritti fondamentali.

Il diritto a un processo equo e i diritti della difesa sono sanciti dagli articoli 47 e 48 della Carta dei diritti fondamentali dell'UE; ma anche dall’articolo 6 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo.

Nel giugno 2011, la Commissione ha presentato una terza misura che garantisce il diritto a consultare un avvocato e a comunicare con i familiari (IP/11/689). La proposta è attualmente in discussione al Parlamento e al Consiglio.

Per ulteriori informazioni

Sala stampa on line della Direzione generale Giustizia:

http://ec.europa.eu/justice/news/intro/news_intro_en.htm

Commissione europea – diritti degli indagati e imputati:

http://ec.europa.eu/justice/criminal/criminal-rights/index_en.htm

Homepage di Viviane Reding, Vicepresidente e Commissaria UE per la Giustizia:

http://ec.europa.eu/reding

Contatti:

Matthew Newman (+32 2 296 24 06)

Mina Andreeva (+32 2 299 13 82)


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