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La Commissione vuole rating del credito di qualità migliore

European Commission - IP/11/1355   15/11/2011

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Commissione europea – Comunicato stampa

La Commissione vuole rating del credito di qualità migliore

Bruxelles, 15 novembre 2011 – Le agenzie di rating del credito sono tra i protagonisti del mondo della finanza in quanto la loro attività ha un impatto diretto su quella di investitori, mutuatari, emittenti e pubbliche amministrazioni. Ad esempio il declassamento di una società può ripercuotersi sul capitale che la banca deve detenere e il declassamento di un debito sovrano rende più oneroso l’indebitamento del paese. Nonostante la legislazione europea adottata sulle agenzie di rating del credito nel 2009 e 2011, recenti sviluppi nell’ambito della crisi del debito nella zona euro hanno dimostrato che il quadro normativo attualmente in vigore non è sufficiente; la Commissione ha pertanto presentato oggi proposte intese a potenziarlo ulteriormente e a combatterne le principali debolezze.

Michel Barnier, commissario responsabile per il Mercato interno e i servizi, ha dichiarato: “I rating hanno un impatto diretto sui mercati e sull’economia più in generale e quindi sul benessere dei cittadini europei, non sono affatto semplici pareri; e le agenzie di rating hanno commesso errori gravi in passato. Mi ha anche stupito la tempistica di taluni rating sovrani: ad esempio annunciati nel bel mezzo dei negoziati su un programma di aiuti internazionali per un paese. Non possiamo permettere che i rating aumentino ulteriormente la volatilità dei mercati. Il mio primo obiettivo è ridurre l’affidamento eccessivo ai rating e al tempo stesso migliorare la qualità delle procedure di rating. Le agenzie di rating del credito dovranno seguire regole più rigorose, operare con maggior trasparenza e rispondere dei loro errori. Voglio inoltre vedere più concorrenza nel settore.”

Quattro obiettivi principali nelle proposte di direttiva e di regolamento

1. Evitare che gli enti finanziari si affidino ciecamente ai rating del credito per i loro investimenti

Attualmente i rating hanno un peso semi-istituzionale: dobbiamo ridurlo. Le nostre proposte del luglio 2011 sulla IV direttiva sui requisiti patrimoniali riducono il numero di riferimenti ai rating esterni e obbligano gli enti finanziari ad esercitare la loro propria dovuta diligenza. Oggi apportiamo modifiche analoghe per quanto riguarda le norme relative ai gestori di fondi in un progetto di direttiva complementare; il tutto sarà completato l’anno prossimo con le modifiche alle norme in materia di assicurazione. La proposta di oggi contiene anche l'obbligo generale per gli investitori di elaborare la loro propria valutazione.

Inoltre, le agenzie di rating e le entità valutate dovranno rendere accessibili al pubblico maggiori e più chiare informazioni in merito alle valutazioni stesse, in modo che gli investitori professionali siano informati meglio al momento di decidere. Ad esempio, le agenzie dovranno comunicare i rating all’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (AESFEM), che farà sì che tutti i rating disponibili sul mercato per uno strumento di debito siano pubblicati in un indice europeo di rating (EURIX), liberamente consultabile dagli investitori.

Parallelamente, le agenzie dovranno consultare emittenti e investitori sulle eventuali modifiche che intendono apportare alle proprie metodologie di valutazione; queste saranno comunicate all’AESFEM che verificherà il rispetto delle norme applicabili per quanto riguarda la forma e la procedura.

2. Rating del debito sovrano più trasparenti e frequenti

Gli Stati membri saranno valutati più sovente (ogni sei mesi anziché dodici); investitori e Stati membri stessi saranno informati dei dati di fatto e delle ipotesi su cui è basata ciascuna valutazione. Per evitare perturbazioni del mercato i rating sovrani dovranno essere pubblicati solo dopo la chiusura delle attività e almeno un'ora prima dell'apertura delle sedi di negoziazione nell'UE. L’eventuale sospensione dei rating sovrani è questione complessa che riteniamo richieda ulteriore esame.

3. Maggiore diversità e indipendenza delle agenzie di rating del credito per evitare conflitti d’interesse

Gli emittenti dovranno cambiare agenzia di rating ogni tre anni. Inoltre, per strumenti finanziari strutturati complessi saranno necessarie due agenzie diverse e il grande azionista di un'agenzia di rating del credito non potrà essere contemporaneamente grande azionista di un’altra agenzia.

4. Le agenzie devono rispondere dei rating

L’agenzia dev’essere tenuta responsabile laddove emetta un rating in violazione del regolamento in questione, intenzionalmente o per negligenza grave, e arrechi in tal modo danno agli investitori che su quel rating hanno fatto affidamento. Gli investitori dovranno introdurre ricorso per responsabilità civile dinanzi ai tribunali nazionali. L’onere della prova spetterà all’agenzia di rating del credito.

Contesto

Il regolamento dell’UE relativo alle agenzie di rating del credito (regolamento CRA1, in vigore dal dicembre 2010) è stato parte della risposta dell’Europa agli impegni assunti nel vertice del G20 che si è tenuto a Washington nel novembre 2008. Il regolamento è stato modificato nel maggio 2011 per conformarsi all’istituzione dell’AESFEM2.

Gli attuali regolamenti CRA vertono sulla registrazione, l’attività e la vigilanza delle agenzie di rating del credito.

1) Registrazione: ai fini della registrazione, un'agenzia di rating deve soddisfare diversi requisiti in merito alla propria attività (cfr. punto 2) volti a garantire l'indipendenza e integrità della procedura di rating e a rafforzarne la qualità. Dal luglio 2011 l’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (AESFEM) è competente della registrazione delle agenzie di rating nell’UE; 28 agenzie di rating (tra le quali alcune appartenenti allo stesso gruppo) sono attualmente registrate presso l’AESFEM.

2) Attività: in base al regolamento vigente le agenzie di rating sono tenute ad evitare conflitti d'interesse (ad esempio un analista di rating alle dipendenze di un'agenzia non può valutare un'entità nella quale ha un diritto di proprietà), garantire la qualità dei rating, (ad esempio attraverso un controllo costante dei rating del credito) e delle metodologie (che devono essere, tra l’altro, rigorose e sistematiche) e un elevato livello di trasparenza (ad esempio, ogni anno le agenzie devono pubblicare una relazione di trasparenza).

3) Vigilanza: dal luglio 2011 l’AESFEM esercita in esclusiva la competenza di vigilanza sulle agenzie di rating del credito registrate nell'UE e dispone di poteri d'indagine estesi che comprendono la possibilità di chiedere documenti e dati, convocare in udienza persone, condurre indagini in loco e imporre sanzioni amministrative, pecuniarie e reiterate. Ciò accentra e semplifica la vigilanza delle agenzie di rating a livello europeo. L'accentramento della vigilanza garantisce un punto di contatto unico per le agenzie di rating, un aumento sensibile dell'efficienza dovuto a procedure di registrazione e vigilanza più rapide e snelle e ad una maggior coerenza nell'applicazione delle regole. Le agenzie di rating sono attualmente gli unici enti finanziari sotto la supervisione diretta di un'autorità di vigilanza europea.

Le regole dell’UE si applicano ai rating delle entità pubbliche all’interno dell’UE ma anche al di fuori, purché i rating sovrani siano emessi da un’agenzia registrata nell’UE.

Le proposte di oggi sono trasmesse al Parlamento europeo e al Consiglio (Stati membri) per discussione e adozione.

Cfr. MEMO/11/788

Per ulteriori informazioni: http://ec.europa.eu/internal_market/securities/agencies/index_en.htm

1 :

Regolamento (CE) n. 1060/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 settembre 2009, relativo alle agenzie di rating del credito, GU L 302 del 17.11.2009. Il regolamento (UE) n. 1060/2009 è spesso citato come regolamento CRA I.

2 :

Regolamento (UE) n. 513/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio dell'11 maggio 2011 che modifica il regolamento (CE) n. 1060/2009. Il regolamento (UE) n. 513/2011 è spesso citato come regolamento CRA II:

http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=OJ:L:2011:145:0030:0056:IT:PDF


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