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Commissione europea – Comunicato stampa

La Commissione europea intende rafforzare la risposta dell'UE contro le nuove droghe sintetiche pericolose

Strasburgo, 25 ottobre 2011 – La Commissione europea ha dato oggi un nuovo slancio alla politica antidroga annunciando una revisione delle norme dell'UE per combattere le droghe illecite, in particolare le nuove sostanze psicoattive, che provocano effetti simili a quelli di droghe pericolose quali l'ecstasy o la cocaina e costituiscono un problema crescente. Nel 2010 l'UE ha individuato una quantità record di tali sostanze: 41 a fronte delle 24 dell'anno precedente. Grazie a Internet, che ne garantisce una disponibilità sempre maggiore, queste droghe si sono diffuse rapidamente in molti Stati membri, che incontrano difficoltà ad impedirne la vendita. Sempre più nuove droghe sono immesse sul mercato: negli ultimi due anni, una nuova sostanza ogni settimana. Gli Stati membri non sono in grado di arrestare da soli la diffusione delle droghe: l'applicazione di misure severe a livello nazionale potrebbe semplicemente spingere i criminali a spostare la produzione di droga nei paesi confinanti o a modificare le rotte del traffico. Con l'entrata in vigore del trattato di Lisbona, l'UE dispone ora di nuovi strumenti per combattere la piaga della droga. Nei prossimi mesi la Commissione elaborerà norme più chiare e più efficaci per contrastare la diffusione di nuove droghe pericolose e il traffico sia delle droghe illegali che delle sostanze chimiche utilizzate per produrle.

“Le nuove droghe sintetiche stanno diventando ampiamente disponibili ad un ritmo che in Europa è senza precedenti. Inoltre, il traffico di droga è diventato uno dei reati transfrontalieri più diffusi nell'Unione europea", ha dichiarato Viviane Reding, Commissaria per la Giustizia. "La risposta dell'Europa alla droga deve essere forte e incisiva. Ecco perché è necessaria un'azione concertata a livello dell'UE per arginare l'offerta di droga e ridurre la domanda, anche introducendo sanzioni penali dissuasive. Occorrono norme efficaci e solide per garantire che i giovani in particolare non cadano nella trappola della droga, il cui consumo rappresenta una seria minaccia per la loro salute e il loro benessere".

Secondo un recente sondaggio Eurobarometro, le nuove droghe sintetiche, che possono essere altrettanto pericolose delle sostanze vietate, sono sempre più diffuse e il 5% dei giovani ammette di averne fatto uso. La percentuale più alta si registra in Irlanda (16%), seguita da Polonia (9%), Lettonia (9%), Regno Unito (8%) e Lussemburgo (7%). Dal sondaggio risulta che in tutti e 27 gli Stati membri la grande maggioranza dei giovani tra i 15 e i 24 anni è a favore del divieto di tali sostanze.

Per fronteggiare questa minaccia crescente, la Commissione ha proposto un nuovo approccio per rafforzare la risposta dell'UE, che include:

  • una normativa rafforzata dell'UE in materia di nuove sostanze psicoattive che permetta all'Unione di reagire più velocemente, di contrastare la vendita online e che contempli la possibilità di imporre divieti temporanei;

  • una nuova normativa dell'UE che, mediante il diritto penale, combatta il traffico transfrontaliero di droga: la Commissione intende migliorare le definizioni di reato e sanzione e introdurre obblighi di presentare relazioni più rigidi per gli Stati membri;

  • nuove norme dell'UE per aumentare il controllo sulle sostanze chimiche utilizzate per produrre la droga;

  • norme più efficaci per sottrarre ai trafficanti di droga i loro proventi finanziari; nelle prossime settimane la Commissione proporrà norme sulla confisca e il recupero dei beni utilizzati nell'ambito di reati gravi, tra cui il traffico di droga;

  • una maggiore cooperazione a livello internazionale, soprattutto con i paesi terzi che sono interessati dal transito e dalla produzione della droga, nonché con quei paesi considerati i principali punti di ingresso della droga in Europa.

Contesto

Gli strumenti giuridici dell'UE in materia di politica antidroga, relativi in particolare al traffico di droga e al controllo delle sostanze chimiche utilizzate per produrre stupefacenti, nonché alla diffusione delle nuove sostanze psicoattive, risalgono rispettivamente al 2004 e al 2005 (decisioni del Consiglio 2004/757/JHA e 2005/387/JHA). Alla luce dei recenti cambiamenti sulle modalità con cui avviene il traffico di droga e della diffusione di nuove sostanze, si rivela ormai necessario aggiornare tali norme.

Con l'entrata in vigore del trattato di Lisbona, la risposta europea alle droghe può essere più forte e incisiva. Definendo il traffico di stupefacenti "un reato particolarmente grave [..] che "presenta una dimensione transnazionale", il trattato permette di adottare direttive che stabiliscono norme minime relative alla definizione dei reati e delle sanzioni (articolo 83, paragrafo 1, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea). La nuova normativa, che coinvolge il Parlamento europeo e sarà attuata dagli Stati membri, sarà oggetto di vigilanza da parte della Commissione europea e, in ultima istanza, della Corte di giustizia dell'Unione europea.

La lotta contro il traffico e il consumo di droghe illecite richiede un approccio integrato e coerente che unisca le politiche sociali e in materia di salute pubblica e istruzione, nonché la cooperazione tra le autorità incaricate dell'applicazione della legge e la cooperazione internazionale.

75,5 milioni di europei hanno dichiarato di aver consumato cannabis almeno una volta nella vita, mentre 14 milioni e 12 milioni di europei hanno provato rispettivamente cocaina e anfetamine. Da un recente sondaggio Eurobarometro sull'uso delle droghe tra i giovani emerge che un giovane su tre (32%) ammette di aver consumato cannabis almeno una volta nella vita, mentre per le donne la percentuale è di una su cinque (20%). Il 57% degli intervistati ha affermato di poter facilmente procurarsi la cannabis nel giro di 24 ore, mentre solo il 22% ha dichiarato che potrebbe fare lo stesso per l'ecstasy o la cocaina.

Diverse iniziative sono in atto in tutta Europa per ridurre la domanda di droga e le conseguenze dell'abuso di stupefacenti. Profonde differenze permangono tuttavia tra gli Stati membri. La Commissione intende rispondere al bisogno di estendere e potenziare i servizi legati alla droga, sviluppando nuovi strumenti per migliorare gli standard di qualità dei programmi di prevenzione, di cura e di riduzione dei rischi.

Il dialogo costante con i paesi terzi è fondamentale per ottenere risultati concreti quanto alla riduzione del consumo di droghe illecite e nella lotta al traffico di droga. L'UE intende consolidare le sue attività di assistenza esterna e di cooperazione con regioni chiave nel mondo (quali l'America Latina, i paesi dei Caraibi e dell'Africa, gli USA e la Federazione russa).

Per ulteriori informazioni

Politica antidroga della Commissione europea:

http://ec.europa.eu/justice/anti-drugs/index_it.htm

Homepage della Vicepresidente Viviane Reding, Commissaria per la Giustizia:

http://ec.europa.eu/reding

ANNEX

Stronger EU action to tackle Europe's drug problem

In the next two years, the Commission will present:

  • a drugs legislative package, proposing the revision of the Framework Decision on drug trafficking and of the Council Decision on new psychoactive substances;

  • legislative proposals on drug precursors;

  • legislative proposals on fighting organised crime, including drug trafficking, through confiscation and asset recovery, and new measures against money laundering;

  • indicators to monitor drug supply, drug-related crime and drug-supply reduction to help improve the effectiveness of supply-reduction interventions;

  • minimum quality standards to improve drug prevention, treatment and harm-reduction services.

 

Contatti:

Matthew Newman (+32 2 296 24 06)

Mina Andreeva (+32 2 299 13 82)


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