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La Commissione intende tutelare le imprese dell’UE da truffe e pratiche sleali

Commission Européenne - IP/11/1224   21/10/2011

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Commissione europea – Comunicato stampa

La Commissione intende tutelare le imprese dell’UE da truffe e pratiche sleali

Bruxelles, 21 ottobre 2011 – In tutta Europa, le piccole imprese sono vittime di operatori senza scrupoli che ricorrono a pratiche sleali quali la pubblicità ingannevole. I truffatori si nascondono dietro i confini nazionali e sfruttano la vulnerabilità delle aziende – specialmente le più piccole – nel corso delle attività svolte in altri paesi dell’Unione europea. Anche professionisti come medici o avvocati, nonché associazioni della società civile, possono essere bersaglio di tali macchinazioni. Per meglio tutelarli, la Commissione europea avvia una consultazione pubblica volta a raccogliere presso le aziende e altre parti interessate maggiori informazioni sulla natura e sulla portata delle pratiche sleali, comprese le truffe online. In seguito a tale consultazione, la Commissione valuterà il modo migliore di impedire ai truffatori di sfruttare i vuoti giuridici esistenti e garantire una tutela efficace degli operatori che agiscono nel rispetto della legalità.

Le piccole imprese costituiscono il nerbo dell’economia europea e non possono permettersi il lusso di perdere denaro nelle truffe”, ha dichiarato Viviane Reding, vicepresidente e commissaria per la Giustizia. “Abbiamo bisogno di regole forti ed efficaci a livello europeo per contrastare queste pratiche sleali e impedire ai truffatori di nascondersi dietro le frontiere nazionali."

Ogni giorno imprese, professionisti e associazioni della società civile con sede nell’UE sono vittime di pratiche sleali, che possono spaziare dall’omessa comunicazione di informazioni importanti o dalla trasmissione di informazioni false o fuorvianti sull’offerta - in particolare sotto forma di pubblicità ingannevole -, fino al ricorso alle molestie, alla costrizione o a indebiti condizionamenti.

I 23 milioni di piccole e medie imprese (PMI) dell’UE rappresentano il 99% delle società dell’Unione e sono particolarmente esposte alle truffe. Talvolta, però, anche le grandi imprese europee sono vittime di raggiri.

Un comune meccanismo di truffa è quello messo in atto dalle società di compilazione di elenchi commerciali, che trasmettono alle imprese moduli con la richiesta – apparentemente gratuita – di aggiornare i loro dati. Una volta dato il proprio accordo, tuttavia, le imprese scoprono di aver sottoscritto un contratto a titolo oneroso, che prevede il pagamento annuo di un importo elevato. Un’indagine del Parlamento europeo del 2008 ha registrato 13 000 denunce concernenti truffe da parte di società di compilazione degli annuari - presumibilmente solo la punta dell’iceberg. La cifra generalmente chiesta alle società era di 1 000 euro.

Spesso, poi, le società non denunciano neppure le pratiche sleali di cui sono vittime, per mancanza di tempo o perché non sanno a chi rivolgersi.

La consultazione pubblica della Commissione permetterà di raccogliere dati provenienti da singoli e imprese e dalla società civile. Sulla scorta della consultazione, nella prima metà del 2012 la Commissione presenterà le opzioni per un futuro intervento dell’UE nel settore, comprese possibili modifiche legislative.

Gli interessati possono inviare il proprio contributo tramite:

http://ec.europa.eu/justice/consumer-marketing/opinion/

La consultazione pubblica resterà aperta fino al 16 dicembre 2011.

Contesto

La normativa dell’Unione europea in materia di pubblicità ingannevole e comparativa (direttiva 2006/114/CE del 12 dicembre 2006) fissa uno standard giuridico minimo contro la pubblicità ingannevole in tutta l’UE, compresa quella diretta contro le imprese, ma stabilisce anche che la pubblicità comparativa deve mettere a confronto dati analoghi, non deve screditare i marchi di altre imprese, né creare confusione tra gli operatori economici. Tuttavia, mentre la legislazione UE in vigore tutela i consumatori da qualsiasi forma di pratica commerciale sleale (direttiva 2005/29/CE dell’11 maggio 2005), questo non vale per gli operatori commerciali.

Per rafforzare la protezione di questi ultimi e migliorare la cooperazione transfrontaliera tra le autorità di contrasto, la Commissione intende pubblicare nel primo semestre del 2012 una comunicazione che passerà in rassegna le modalità di attuazione negli Stati membri della legislazione UE sulla pubblicità ingannevole e comparativa, individuerà gli aspetti problematici ed esaminerà le opzioni per un’eventuale revisione.

L’importanza della questione è stata altresì sottolineata a più riprese dal Parlamento europeo, che ha dedicato al problema specifico delle società di compilazione di annuari due importanti risoluzioni, una nel 2008 e una più recente il 9 giugno 2011.

Per ulteriori informazioni

Normativa UE in materia di pubblicità ingannevole e comparativa

http://ec.europa.eu/justice/consumer-marketing/unfair-trade/false-advertising/index_en.htm

Sala stampa online della DG Giustizia:

http://ec.europa.eu/justice/newsroom/index_en.htm

Homepage di Viviane Reding, vicepresidente e commissaria europea per la Giustizia:

http://ec.europa.eu/reding

Contatti:

Matthew Newman (+32 2 296 24 06)

Mina Andreeva (+32 2 299 13 82)


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