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Commissione europea – Comunicato stampa

Benessere degli animali: la Commissione sollecita gli Stati membri ad attuare il divieto relativo alle gabbie non modificate per galline se non vogliono rischiare un'azione legale

Bruxelles, 20 ottobre 2011 – La Commissione europea ha sollecitato oggi ancora una volta gli Stati membri a attuare il divieto d'uso di gabbie non modificate per le galline ovaiole, divieto che entra in vigore il 1° gennaio 2012, e li ha avvertiti che adotterà gli opportuni provvedimenti contro coloro che venissero meno all'obbligo di ottemperare alla pertinente legislazione UE.

"La decisione politica del divieto è stata adottata nel 1999. Sono trascorsi dodici anni e la situazione in certi Stati membri è dichiaratamente insoddisfacente. Le conseguenze per il benessere degli animali e i rischi di distorsioni del mercato sono reali. Ciò pregiudicherebbe gli investimenti e gli sforzi di messa in conformità già fatti e minerebbe la fiducia dei consumatori, fatto questo chiaramente inaccettabile" ha affermato John Dalli, Commissario responsabile per la salute e la politica dei consumatori, durante il suo intervento all'odierno Consiglio agricoltura in seno al quale si è discussa la questione. "La Commissione" ha aggiunto "non intende posporre la scadenza e non esiterà ad avviare procedure d'infrazione in caso di mancata ottemperanza."

Il Commissario Dalli ha anche annunciato che esperti del servizio ispettivo della Commissione, l'Ufficio alimentare e veterinario (UAV), inizieranno a visitare determinati Stati membri a decorrere dal gennaio 2012. Le eventuali decisioni in merito all'avvio di procedure d'infrazione si baseranno sui risultati di questi audit.

Contesto

Sforzi per accelerare l'attuazione

Negli ultimi anni la Commissione ha colto tutte le opportunità per rammentare agli Stati membri la loro responsabilità ad attuare la legislazione. Tra le altre cose essa ha chiesto agli Stati membri di presentarle piani d'azione specifici, comprendenti anche le sanzioni previste in caso di mancata ottemperanza, al fine di far rispettare il divieto entro la scadenza stabilita. Tra il 2008 e il 2010 l'UAV ha sottoposto a audit 20 Stati membri e ha esaminato il grado di ottemperanza che si registrava negli stessi.

Nel dicembre 2010 il Parlamento ha adottato una risoluzione che caldeggia l'attuazione del divieto senza indugio e sollecita la Commissione a fare il necessario per assicurare il rispetto della legislazione.

Nel gennaio di quest'anno la Commissione ha organizzato una riunione tra le molteplici parti interessate per discutere le eventuali opzioni volte ad assicurare la piena attuazione del divieto in tutta l'UE. Al fine di consentire un'adeguata valutazione dello stato di attuazione, la Commissione ha anche chiesto agli Stati membri di inviare entro il 1° aprile 2011 i dati relativi al numero di galline ovaiole, ripartiti per sistema di allevamento. Dai dati è emerso che in certi Stati membri alla fine dell'anno vi saranno ancora galline ovaiole rinchiuse in gabbie non modificate.

La posta in gioco

La legislazione sugli standard minimi per la protezione delle galline ovaiole è in vigore sin dal 1999 allorché gli Stati membri si sono accordati sulle sue disposizioni e su un calendario per realizzarne i requisiti.

Conformemente alla legislazione le gabbie non modificate devono essere ritirare progressivamente entro il 1° gennaio 2012. Esse saranno sostituite da altri sistemi maggiormente adatti a soddisfare i bisogni biologici e comportamentali degli animali. Le gabbie non modificate offrono alle galline un minore spazio vitale rispetto a quelle modificate e sono prive di strutture, come un nido o un posatoio, che contribuiscono a un allevamento più umano delle galline.

La necessità di sostituire le gabbie non modificate è corroborata da un parere dell'EFSA del 2005 sui diversi sistemi di allevamento delle galline ovaiole nell'ottica del benessere.

Sono disponibili finanziamenti a titolo dello sviluppo rurale per migliorare i sistemi di allevamento delle galline ovaiole, ma soltanto alcuni Stati membri (come ad esempio l'Irlanda) se ne sono avvalsi per assicurare una migliore ottemperanza ai requisiti legali. Alcuni Stati membri hanno migliorato i loro sistemi di allevamento anche prima che la direttiva diventasse applicativa. La Svezia (1999), il Lussemburgo (2007), l'Austria (2009) e la Germania (2010) hanno segnalato di essere al 100% in linea con le disposizioni di legge.

Stando ad uno studio eseguito nel 2010 ad opera del Parlamento europeo l'UE è autosufficiente per quanto concerne le uova in guscio. Le importazioni di uova riguardano essenzialmente gli ovoderivati e la loro quantità non è mai stata significativa.

I cittadini europei possono ottenere informazioni sul tipo di allevamento direttamente dai dati riportati sulle uova. Un numero, relativo al sistema di allevamento, è impresso direttamente sul guscio. Questo è l'unico sistema di etichettatura europeo obbligatorio per ora esistente per quanto concerne il tipo di allevamento. Grazie a questo sistema di classificazione l'UE ha registrato un importante aumento nel consumo di uova risultanti dall'allevamento all'aperto.

L'applicazione della direttiva sulle galline ovaiole (1999/74/CE) è di competenza esclusiva degli Stati membri.

Per ulteriori informazioni si rinvia al sito:

http://ec.europa.eu/food/animal/welfare/farm/laying_hens_en.htm

Persone da contattare:

Frédéric Vincent (+32 2 298 71 66)

Aikaterini Apostola (+32 2 298 76 24)


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