Navigation path

Left navigation

Additional tools

Other available languages: EN FR DE ES

Commissione europea – Comunicato stampa

Aiuti di Stato: la Commissione deferisce l’Italia alla Corte di giustizia per il mancato recupero di aiuti concessi ad imprese di navigazione in Sardegna

La Commissione europea ha deferito l'Italia alla Corte di giustizia dell'Unione europea per la non ottemperanza ad una decisione della Commissione del 2007 (cfr. IP/07/1048) che dichiarava un regime di aiuti a favore delle imprese di navigazione sarde incompatibile con le norme dell'UE in materia di aiuti di Stato. Non avendo notificato le anticipazioni concesse dalla Regione Sardegna a condizioni preferenziali, l'Italia era tenuta a recuperare la differenza tra i tassi praticati su tali anticipazioni e i tassi di mercato in vigore alla data in cui queste erano state concesse. Quattro anni più tardi ciò non è ancora avvenuto.

"Gli Stati membri hanno numerose possibilità di sostenere le attività commerciali nel rispetto delle norme dell'UE in materia di aiuti di Stato. Tuttavia, gli aiuti giudicati illegali devono essere recuperati rapidamente per ripristinare condizioni eque e preservare l'efficacia delle stesse norme", ha dichiarato Joaquín Almunia, Vicepresidente della Commissione e Commissario per la Concorrenza.

Il 10 luglio 2007 la Commissione ha ordinato il recupero degli aiuti di Stato illegali e incompatibili concessi dalla Regione Sardegna a imprese di navigazione intenzionate a costruire, acquistare, trasformare, modificare o riparare navi. Il regime di aiuti prevedeva anticipazioni e locazioni finanziarie a condizioni agevolate a favore di imprese con sede legale, domicilio fiscale e porto di armamento nel territorio della regione Sardegna conferendo a tali imprese un indebito vantaggio economico rispetto ai loro concorrenti. Sulle anticipazioni era praticato un tasso di interesse tra il 3,5 e il 4,5%, notevolmente inferiore al tasso che le imprese avrebbero ottenuto se avessero contratto prestiti sul mercato.

    Nell'ottobre 1997 la Commissione ha adottato una prima decisione in materia di aiuti di Stato sul regime di aiuti a favore delle imprese di navigazione sarde. Nell'ottobre 2000 tale decisione è stata annullata dalla Corte di giustizia che ha giudicato insufficienti le prove dell'incidenza della misura sugli scambi tra Stati membri (cause riunite C-15/98 e C-105/99). Nel luglio 2007 la Commissione ha nuovamente adottato la decisione con una motivazione rafforzata. Questa decisione non è stata contestata.

Contesto

Gli Stati membri sono tenuti a recuperare gli aiuti di Stato che la Commissione ritiene incompatibili entro il termine stabilito nella decisione della Commissione. Il rispetto del termine imposto è estremamente importante poiché eventuali ritardi nel recupero degli aiuti illegali mantengono la distorsione della concorrenza causata dagli aiuti stessi. Per questo motivo l'articolo 14 del regolamento n. 659/99 e la comunicazione sull'esecuzione delle decisioni che ingiungono di recuperare gli aiuti di Stato illegali e incompatibili (cfr. IP/07/1609) impongono agli Stati membri di procedere senza indugio al recupero effettivo degli aiuti concessi ai beneficiari.

Qualora uno Stato membro non esegua una decisione di recupero, la Commissione può deferire il caso alla Corte di giustizia in conformità dell'articolo 108, paragrafo 2, del trattato sul funzionamento dell'UE (TFUE), che consente alla Commissione di adire direttamente la Corte in caso di violazioni delle norme UE in materia di aiuti di Stato.

Qualora uno Stato membro non si conformi alla sentenza, la Commissione può chiedere alla Corte di giustizia di comminargli il pagamento di una penalità, ai sensi dell'articolo 260 del TFUE.

Contatti:

Amelia Torres (+32 2 295 46 29)

Maria Madrid Pina (+32 2 295 45 30)


Side Bar