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Antitrust: la Commissione infligge un'ammenda di 8.9 milioni di euro al cartello delle banane

European Commission - IP/11/1186   12/10/2011

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Commissione europea – Comunicato stampa

Antitrust: la Commissione infligge un'ammenda di 8.9 milioni di euro al cartello delle banane

Bruxelles, 12 ottobre 2011 – In una decisione adottata mercoledì, la Commissione europea ha concluso che i gruppi Chiquita e Pacific Fruit hanno costituito un cartello per la fissazione dei prezzi nell'Europa meridionale dal luglio 2004 all'aprile 2005, in violazione del divieto, previsto dalla normativa antitrust dell'Unione europea, di cartelli e pratiche commerciali restrittive. A causa del cartello, i consumatori europei non hanno potuto beneficiare per quasi un anno degli effetti di una concorrenza non falsata.

Per la violazione della normativa dell'UE, la Commissione ha inflitto a Pacific Fruit un'ammenda di 8 919 000 euro. Chiquita ha ottenuto l'immunità dalle ammende per aver fornito alla Commissione informazioni circa il cartello. SI tratta della seconda decisione dell'UE in merito a cartelli nel settore delle banane. Questa volta vittime del cartello sono stati i consumatori italiani, greci e portoghesi. Il primo cartello, oggetto di una decisione del 2008, riguardava la Germania e altri sette paesi settentrionali dell'UE (cfr. IP/08/1509).

"Le imprese devono rendersi conto che la Commissione applica molto seriamente la normativa anticartello. Nel caso dei cartelli di fissazione dei prezzi, esistono solo due modi per evitare un'ammenda: evitare di entrare a far parte di un cartello o, se già se ne fa parte, ravvedersi al più presto e informare la Commissione della sua esistenza" ha dichiarato Joaquín Almunia, Vicepresidente della Commissione e Commissario per la Concorrenza.

Il cartello era stato costituito da Pacific Fruit e Chiquita, due dei principali importatori e venditori di banane nell'UE. Tra il luglio 2004 e l'aprile 2005 le due imprese fissavano i prezzi di vendita settimanali e si scambiavano informazioni sui prezzi relativamente ai rispettivi marchi. In questo modo arrecavano un pregiudizio diretto ai consumatori dei paesi interessati.

Si stima che, nel periodo in cui è stata commessa tale violazione, le vendite annue delle banane in Italia, Grecia e Portogallo ammontassero complessivamente a 525 milioni di euro.

A seguito delle risposte delle parti alla comunicazione degli addebiti, inviata nel dicembre 2009, la Commissione ha ridotto di circa 9 mesi la durata accertata della violazione.

Contesto

L'indagine della Commissione è cominciata con una serie di accertamenti a sorpresa nel novembre 2007 (cfr. MEMO/07/534).

Nell'ottobre 2008 la Commissione ha inflitto a Dole e Weichert un'ammenda di 60 milioni di euro per aver costituito dal 2000 al 2002 un cartello di fissazione dei prezzi in otto Stati membri dell'UE settentrionali. Anche Chiquita aveva fatto parte del cartello, ma anche in quel caso era stata la prima impresa a informare la Commissione (cfr. IP/08/1509). La differenza di entità tra le ammende comminate allora e adesso è determinata dalla dimensione ben più ampia del mercato interessato, dalla maggiore durata della violazione e dal fatto che, nel caso del 2008, le imprese coinvolte fossero tre.

Le pratiche in oggetto costituiscono una grave violazione dell'articolo 101 del TFUE1 che vieta cartelli e pratiche commerciali restrittive.

L'importo dell'ammenda è stato calcolato conformemente agli orientamenti della Commissione per il calcolo delle ammende del 2006 (cfr. IP/06/857 e

MEMO/06/256).

Chiquita ha ottenuto l'immunità completa nel quadro del programma del 2002 della Commissione sul trattamento favorevole (cfr. IP/02/247 e MEMO/02/23).

Azioni di risarcimento del danno

Le persone o imprese vittime del comportamento anticoncorrenziale descritto nel presente caso possono adire i tribunali degli Stati membri per chiedere il risarcimento dei danni subiti. Sia la giurisprudenza della Corte che il regolamento n. 1/2003 del Consiglio ribadiscono che, nelle cause dinanzi ai giudici nazionali, una decisione della Commissione costituisce una prova acquisita del sussistere del comportamento e della sua natura illecita. Anche se la Commissione ha inflitto ammende alle imprese in questione, l'importo del risarcimento non deve necessariamente essere ridotto per tenerne conto. La Commissione ritiene che le richieste di risarcimento fondate devono mirare all'equo indennizzo delle vittime di una violazione per il danno subito. Maggiori informazioni sulle azioni di risarcimento del danno da violazione delle norme antitrust, compresi i risultati della consultazione pubblica e una sintesi per i cittadini, sono disponibili all'indirizzo:

http://ec.europa.eu/comm/competition/antitrust/actionsdamages/documents.html

Per ulteriori informazioni sull’azione della Commissione contro i cartelli, cfr. MEMO/10/290.

Ulteriori informazioni sul caso saranno disponibili al seguente indirizzo: 39482 Exotic Fruit (Banane).

Contatti :

Amelia Torres (+32 2 295 46 29)

Marisa Gonzalez Iglesias (+32 2 295 19 25)

Maria Madrid Pina (+32 2 295 45 30)

1 :

Il trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE) è uno dei risultati del trattato di Lisbona che, entrato in vigore il 1° dicembre 2009, ha modificato i precedenti trattati europei.


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