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La Commissione europea propone un diritto comune europeo della vendita facoltativo al fine di stimolare il commercio e ampliare la scelta dei consumatori

European Commission - IP/11/1175   11/10/2011

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Commissione europea – Comunicato stampa

La Commissione europea propone un diritto comune europeo della vendita facoltativo al fine di stimolare il commercio e ampliare la scelta dei consumatori

Bruxelles, 12 ottobre 2011 – Il mercato unico rappresenta un successo dell'Unione ma persistono ancora barriere agli scambi transfrontalieri; la maggior parte di esse deriva dalle differenze tra i diritti dei contratti dei 27 Stati membri, che rendono complesso e costoso vendere all'estero, soprattutto per le piccole imprese. Scoraggiati dagli ostacoli posti dal diritto dei contratti, i professionisti rinunciano ogni anno a un business transfrontaliero di almeno 26 miliardi di euro. Parallelamente, 500 milioni di consumatori europei perdono la possibilità di accedere a una maggior scelta a prezzi inferiori, essendo poche le imprese che offrono i loro prodotti all'estero, soprattutto nei mercati nazionali più piccoli.

Oggi la Commissione europea propone un diritto comune europeo della vendita facoltativo che contribuirà ad abbattere tali barriere, garantendo ai consumatori più scelta e un livello più elevato di tutela, e agevolando gli scambi grazie a un corpus unico di norme applicabili ai contratti transfrontalieri in tutti i 27 paesi dell’Unione. Così, nell’ipotesi che un’impresa offra i propri prodotti nell’ambito del diritto comune europeo della vendita, il consumatore avrà la possibilità di concludere, con un semplice click, un contratto europeo di facile applicazione che per giunta gli offre un grado di tutela elevato. La proposta della Commissione deve ora essere approvata dagli Stati membri e dal Parlamento europeo, che aveva già manifestato il suo forte sostegno in una votazione agli inizi di quest’anno (IP/11/683).

"Il diritto comune europeo della vendita facoltativo contribuirà a rilanciare il mercato unico, motore della crescita economica dell’Europa. Offrirà alle imprese uno strumento facile ed economico per espandere le loro attività in nuovi mercati europei e nel contempo garantirà ai consumatori l'accesso a offerte migliori e un livello più elevato di protezione", ha dichiarato la Vicepresidente Reding, Commissaria europea per la Giustizia. "Anziché accantonare i diritti nazionali, la Commissione europea oggi adotta un approccio innovativo basato sulla libera scelta, sulla sussidiarietà e sulla concorrenza".

Il diritto comune europeo della vendita elimina le barriere e massimizza i benefici per i consumatori e le imprese.

1. Vantaggi per le imprese:

  • Un regime comune (ma facoltativo) di diritto dei contratti, identico per tutti i 27 Stati membri, grazie al quale i professionisti non dovranno più districarsi tra le incertezze derivanti dal fatto di essere confrontati con più sistemi contrattuali nazionali. Secondo un sondaggio Eurobarometro pubblicato oggi, il 71% delle imprese europee, se potesse scegliere, userebbe un unico diritto europeo dei contratti per tutte le vendite a consumatori di altri paesi UE.

  • Riduzione dei costi di transazione per le imprese che desiderano vendere oltre frontiera. Attualmente le imprese che intendono effettuare operazioni transfrontaliere devono adattarsi a ben 26 diritti nazionali dei contratti diversi, con quel che ne consegue in termini di traduzioni e consulenze legali, pari a un costo medio di 10 000 euro per ogni nuovo mercato di esportazione.

  • Sostegno alle piccole e medie imprese per espandersi in nuovi mercati. Attualmente solo il 9,3% di tutte le imprese europee esporta all'interno dell'UE: ogni anno si rinuncia così ad almeno 26 miliardi di euro.

2. Vantaggi per i consumatori:

  • Identico livello elevato di protezione dei consumatori in tutti gli Stati membri. Il diritto comune europeo della vendita sarà un attestato di qualità per il consumatore, che sarà libero, ad esempio, di scegliere i rimedi nel caso di un prodotto difettoso - anche vari mesi dopo l'acquisto. Il consumatore avrà infatti la possibilità di risolvere il contratto o di chiedere una riduzione di prezzo o la sostituzione o la riparazione del prodotto. Attualmente tale libertà di scelta del rimedio esiste solo in cinque Stati membri (Francia, Grecia, Lituania, Lussemburgo e Portogallo).

  • Maggior scelta di prodotti a prezzi inferiori. Attualmente i consumatori che si attivano per trovare le offerte migliori all'interno dell'UE, soprattutto on line, si imbattono spesso nel rifiuto del professionista di vendere o consegnare il prodotto, Come sperimentato da almeno 3 milioni di consumatori nell'arco di un anno.

  • Certezza dei diritti dei consumatori nelle transazioni transfrontaliere. Il 44% dei consumatori dichiara che è l'incertezza in merito ai propri diritti di consumatori a scoraggiarli dall'acquistare in altri paesi UE.

  • Maggior trasparenza e fiducia dei consumatori. I consumatori saranno sempre informati chiaramente e sarà necessario il loro consenso per applicare al contratto il diritto comune europeo della vendita. Inoltre i loro diritti saranno illustrati in modo chiaro nella loro lingua in una nota informativa.

Il diritto comune europeo della vendita sarà applicabile:

  • solo se entrambe le parti lo concordano volontariamente e in modo esplicito;

  • ai contratti transfrontalieri in cui si riscontra la maggior parte dei problemi legati ai costi di transazione aggiuntivi e alla complessità giuridica; gli Stati membri potranno scegliere di rendere applicabile il diritto comune europeo della vendita anche ai contratti nazionali;

  • ai contratti di vendita di beni (il grosso del commercio all'interno dell'Unione) e ai contratti relativi a contenuti digitali, come musica, video, software o applicazioni per smart phone;

  • alle transazioni tra imprese e consumatori e alle transazioni tra imprese;

  • se una parte è stabilita in uno Stato membro dell'UE. I professionisti potranno usare lo stesso corpus di clausole contrattuali nelle transazioni con altri professionisti stabiliti all'interno e all'esterno dell'Unione, conferendo al diritto comune europeo della vendita una dimensione internazionale.

Contesto

I contratti sono essenziali per l'attività delle imprese e le vendite ai consumatori. Essi formalizzano l'accordo tra le parti e possono avere ad oggetto svariate materie, tra cui la vendita di beni e la prestazione di servizi connessi, quali la riparazione e la manutenzione.

Quando operano nel mercato unico europeo, le imprese ricorrono a svariati tipi di contratti, disciplinati da diversi diritti dei contratti nazionali. Il sussistere di 27 corpus normativi nazionali diversi può comportare costi di transazione aggiuntivi, incertezza giuridica per le imprese e mancanza di fiducia dei consumatori. Ciò può dissuadere consumatori e imprese dall'acquistare e commerciare a livello transfrontaliero. Le piccole e medie imprese sono particolarmente sensibili ai costi di transazione più elevati.

Diversa è la situazione negli Stati Uniti: nel mercato interno statunitense un commerciante del Maryland può vendere facilmente i propri prodotti ad un consumatore in Alaska.

Nel quadro della strategia Europa 2020 (IP/10/225), la Commissione si sta adoperando per eliminare gli ostacoli al mercato unico e rilanciare la ripresa economica, anche avanzando verso un diritto europeo dei contratti.

Nel luglio 2010, la Commissione ha pubblicato un libro verde in cui ha illustrato varie opzioni per un approccio più coerente al diritto dei contratti. Ha inoltre avviato una consultazione pubblica, conclusasi il 31 gennaio 2011, da cui ha ricevuto 320 risposte (MEMO/11/55).

Il 3 maggio 2011, un gruppo di esperti istituito dalla Commissione ha presentato uno studio di fattibilità su una futura iniziativa relativa al diritto europeo dei contratti (IP/11/523). Durante la stesura dello studio di fattibilità la Commissione ha consultato le parti interessate e i cittadini, ricevendo 120 risposte.

L'8 giugno 2011 il Parlamento europeo si è espresso a favore di uno strumento facoltativo di diritto europeo dei contratti in una votazione in seduta plenaria su una relazione d'iniziativa dell'on. Diana Wallis (MEMO/11/236).

Per maggiori informazioni

MEMO/11/680

Comunicati stampa

http://ec.europa.eu/justice/newsroom/news/20111011_en.htm

Commissione europea – sito web sul diritto comune europeo della vendita

http://ec.europa.eu/justice/policies/consumer/policies_consumer_intro_it.htm

Homepage della Vicepresidente Viviane Reding, Commissaria per la Giustizia

http://ec.europa.eu/commission_2010-2014/reding/index_en.htm

Contatti:

Matthew Newman (+32 2 296 24 06)

Mina Andreeva (+32 2 299 13 82)


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