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Commissione europea - Comunicato stampa

Antitrust: la Commissione chiede alla Francia di garantire un'attribuzione non discriminatoria delle frequenze di telediffusione digitale

Bruxelles, 29 settembre 2011 – La Commissione si aspetta che la Francia renda conforme al diritto europeo la sua procedura di concessione delle frequenze di trasmissione televisiva digitale, permettendo così ai telespettatori francesi di beneficiare quanto prima di una più ampia offerta di canali digitali terrestri.

Secondo la Commissione, infatti, il meccanismo francese che attribuisce canali televisivi aggiuntivi ("canali compensativi") a tre operatori storici1, senza alcuna procedura di gara, è contrario al diritto dell'Unione, penalizza gli operatori concorrenti e priva i telespettatori di un'offerta più ricca.

La richiesta della Commissione assume la forma di un parere motivato, in applicazione delle procedure dell'UE in materia di infrazioni. La Francia dispone ora di due mesi per conformarsi alla legislazione dell'Unione. In caso contrario la Commissione potrebbe adire la Corte di giustizia dell'Unione europea.

La migrazione dalla radiodiffusione televisiva analogica a quella digitale entro il 2012 rappresenta uno degli obiettivi della politica dell'UE. Tale transizione implica la possibilità di riutilizzare una parte importante dello spettro delle radiofrequenze per offrire nuovi servizi e programmi supplementari ("dividendo digitale"). Onde garantire che il dividendo digitale permetta l'ingresso di nuovi operatori, in grado di dinamizzare il mercato e ampliare la scelta dei telespettatori, la Commissione vigila affinché l'assegnazione di detto dividendo avvenga mediante procedure di gara aperte, trasparenti, obiettive, non discriminatorie e proporzionate, tranne nel caso specifico di canali che perseguono obiettivi di interesse generale.

Il meccanismo francese di attribuzione dei canali televisivi aggiuntivi, introdotto nel 2007 per anticipare il passaggio alla telediffusione digitale (DTT) e che non prevede l'indizione di procedure di gara, è contrario al diritto europeo per diversi motivi. In primo luogo, una simile modalità di attribuzione delle frequenze può essere ammessa soltanto quando sia necessaria a perseguire un obiettivo di interesse generale, che non è ravvisabile nel caso di specie.

In secondo luogo, l'assegnazione delle frequenze a titolo compensativo non sembra proporzionata, poiché il presunto danno che gli operatori in questione avrebbero subìto a seguito dell'anticipazione di qualche mese dell'abbandono della TV analogica è minimo e potrebbe persino risultare già compensato dai vantaggi concessi. Infine, la Commissione ritiene che l'assegnazione d'ufficio di canali supplementari costituisca una discriminazione nei confronti dei nuovi operatori, i quali devono partecipare a un invito a presentare proposte senza alcuna garanzia di successo.

Legislazione europea applicabile

Direttiva 2002/77/CE della Commissione, del 16 settembre 2002, relativa alla concorrenza nei mercati delle reti e dei servizi di comunicazione elettronica (direttiva concorrenza), GU L 249 del 17.9.2002, pagg. 21-26.

Direttiva 2002/20/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 7 marzo 2002, relativa alle autorizzazioni per le reti e i servizi di comunicazione elettronica (direttiva autorizzazioni), GU L 108 del 24.4.2002, pagg. 21-32.

Per ulteriori informazioni sui procedimenti di infrazione dell’Unione europea, cfr. MEMO/11/646. Le statistiche aggiornate sulle infrazioni in generale sono disponibili al seguente indirizzo:

http://ec.europa.eu/eu_law/infringements/infringements_it.htm

Contatti :

Amelia Torres (+32 2 295 46 29)

Marisa Gonzalez Iglesias (+32 2 295 19 25)

Maria Madrid Pina (+32 2 295 45 30)

1 :

Canal+, TF1 e M6


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