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Commissione europea – Comunicato stampa

Rendimento energetico degli edifici: si chiede all’Italia di conformarsi alle norme UE

Bruxelles, 29 settembre 2011 – Gli edifici consumano il 40% dell’energia e producono il 36% delle emissioni di CO2 dell’Unione europea. Se adottiamo le misure in materia di efficienza energetica previste dalla legislazione europea per il settore edile, entro il 2020 riusciremo a ridurre in maniera significativa il consumo energetico e le emissioni di CO2 dei nostri edifici. Edifici efficienti sul piano dell’energia significano anche risparmi per le famiglie, perciò è fondamentale che gli Stati membri applichino tutte le disposizioni in materia. Per queste ragioni la Commissione ha chiesto formalmente all’Italia di conformarsi all’integralità delle norme UE in materia di rendimento energetico dell’edilizia e ha deciso di inviarle un parere motivato.

Già nel novembre dello scorso anno la Commissione aveva informato l’Italia circa l’inosservanza della normativa pertinente (IP/10/1561); sebbene nel frattempo le autorità italiane abbiano preso misure supplementari, la Commissione ritiene che la legislazione italiana non soddisfi completamente gli obblighi unionali.

Grazie alle norme UE sugli attestati di rendimento energetico i cittadini europei sono più attenti ai consumi energetici delle proprie abitazioni e al modo in cui ridurli. Questi attestati devono essere rilasciati da esperti qualificati indipendenti per tutti gli edifici nuovi e per quelli già esistenti. La legislazione italiana però autorizza i proprietari ad autocertificare il rendimento energetico se dichiarano che il loro edificio appartiene alla classe di consumo inferiore (G) e che i costi energetici per l’eventuale inquilino o acquirente saranno molti alti. In pratica, ciò significa che il nuovo proprietario o inquilino dell’edificio non riceve alcuna informazione sui futuri costi energetici né alcun ragguaglio su come migliorare nella maniera più conveniente il rendimento energetico dell’edificio.

Perdipiù, quando si tratta di affitto, la legge italiana prescrive questi attestati solo per i nuovi edifici, mentre non li considera obbligatori per gli edifici esistenti che non ne abbiano già uno al momento della conclusione del contratto d’affitto.

L’Italia non ha peraltro ancora messo in atto misure adeguate per garantire controlli regolari degli impianti di condizionamento dell’aria. Questi controlli servono ad assicurare il rendimento ottimale degli impianti e devono includere anche consigli e informazioni sulle possibili migliorie e soluzioni alternative.

Se entro due mesi l’Italia non adotta le opportune misure la Commissione può decidere di adire la Corte di giustizia dell’Unione europea.

Contesto

Direttiva 2002/91/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 2002, sul rendimento energetico nell’edilizia (Gazzetta ufficiale L 1 del 4.1.2003 pagg. 65-71).

La direttiva prevede che gli Stati membri introducano un metodo per il calcolo del rendimento energetico degli edifici e fissino standard minimi di rendimento energetico per gli edifici nuovi e per gli edifici esistenti di grande metratura sottoposti a importanti ristrutturazioni.

Gli Stati membri devono inoltre garantire la certificazione del rendimento energetico degli edifici e prescrivere lo svolgimento di ispezioni periodiche delle caldaie e degli impianti di condizionamento dell’aria. Tale regime di certificazione e un regime per il controllo regolare di caldaie e impianti di condizionamento sono obbligatori dal 4 gennaio 2009.

Ulteriori informazioni

La direttiva sull’efficienza energetica nell’edilizia può essere consultata qui.

Pagina web della Commissione sull’efficienza energetica nell’edilizia:

http://ec.europa.eu/energy/efficiency/buildings/buildings_en.htm

Una breve sintesi delle fasi della procedura d’infrazione è reperibile qui.

I dati aggiornati sui casi di infrazione in generale si trovano alla pagina:

http://ec.europa.eu/eu_law/infringements/infringements_it.htmhttp://ec.europa.eu/eu_law/infringements/infringements_it.htm

Per ulteriori informazioni sui procedimenti d’infrazione nell’UE, cfr. MEMO/11/646

Contatti:

Marlene Holzner (+32 2 296 01 96)

Nicole Bockstaller (+32 2 295 25 89)


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