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Commissione europea – Comunicato stampa

Studenti, alunni, tirocinanti e volontari di paesi terzi non possono avvalersi pienamente del vantaggio di muoversi e soggiornare nell’UE

Bruxelles, 28 settembre 2011 – Secondo una relazione pubblicata oggi dalla Commissione, gli studenti stranieri che vengono nell’UE per motivi di studio incontrano ancora difficoltà a causa di un’attuazione non uniforme della normativa UE pertinente. La prima relazione riguardante l'attuazione, da parte degli Stati membri, delle norme UE sull'ingresso e il soggiorno di studenti, alunni, tirocinanti non retribuiti e volontari di paesi terzi indica che il ricorso a queste forme di immigrazione temporanea potrebbe essere ulteriormente migliorato: potrebbero essere aumentati e rafforzati, in particolare, il livello di armonizzazione della direttiva e i diritti che ne conseguono.

"La mobilità degli studenti va a vantaggio dello sviluppo economico globale poiché promuove la circolazione di conoscenze e di idee. La Commissione continuerà a impegnarsi per creare un quadro legislativo efficace che permetta ai cittadini dei paesi terzi di acquisire competenze e conoscenze attraverso un periodo di formazione in Europa", ha dichiarato Cecilia Malmström, Commissario per gli Affari interni.

Nel 2009, più di 200 000 cittadini di paesi terzi sono entrati nell'Unione europea per motivi di studio, scambio di alunni, tirocinio non retribuito o volontariato1. La maggior parte dei cittadini di paesi terzi arriva nell’UE ai fini di istruzione e di studio. Nel 2009 gli Stati membri che hanno accolto più studenti sono: Francia (53 563), Italia (32 634), Germania (31 345), Spagna (22 068) e Svezia (13 968).

La relazione odierna valuta lo stato del recepimento della direttiva e individua i punti problematici che ostacolano l'esercizio del pieno potenziale di questo strumento dell'UE.

Dalla relazione emerge una forte esigenza di modificare la direttiva, specialmente per quanto riguarda i seguenti aspetti: rafforzamento delle garanzie procedurali (fissazione di termini specifici per il trattamento delle domande; obbligo, per gli Stati membri, di motivare il rifiuto); rafforzamento delle clausole di mobilità (che riguardano gli studenti ammessi in un primo Stato membro e che presentano domanda per continuare gli studi in un secondo Stato membro); promozione di sinergie con i programmi UE che facilitano la mobilità dei cittadini dei paesi terzi nell'Unione europea; miglioramento del livello di armonizzazione per quanto riguarda i volontari, i tirocinanti non retribuiti e gli alunni (cosa che potrebbe contribuire all'elaborazione di un quadro giuridico europeo globale nel settore dell'istruzione, della formazione e degli scambi culturali con i paesi terzi).

La Commissione intende pertanto proporre modifiche alla direttiva nel 2012.

La Commissione continuerà a garantire che la direttiva venga correttamente recepita e attuata in tutta l'Unione europea, anche avviando, se necessario, procedure d'infrazione. Continuerà inoltre a lavorare con gli Stati membri a livello tecnico e intende informare e assistere meglio sia gli Stati membri che i cittadini dei paesi terzi, utilizzando al meglio Internet, principalmente attraverso il futuro portale per l'immigrazione.

Inoltre, senza interferire con la competenza degli Stati membri a determinare il volume dei migranti, potrebbe essere specificamente affrontata in futuro la questione dell'accesso all'occupazione, alla fine degli studi, per gli studenti provenienti dai paesi terzi.

Contesto

La direttiva 2201/114/CE2 introduce norme comuni per l'ammissione di cittadini di paesi terzi in uno Stato membro dell'UE per motivi di studio, scambio di alunni, tirocinio non retribuito o volontariato.

L'obiettivo generale della direttiva è promuovere l'immagine dell'Europa in quanto centro mondiale d'eccellenza per gli studi. In questo contesto, la direttiva mira a istituire un quadro giuridico comune che faciliti ai cittadini di paesi terzi l'ingresso e il soggiorno nell'UE a fini di studio. L'esistenza di un quadro legislativo coordinato e trasparente rende l'UE più visibile, accessibile e interessante per gli studenti di paesi terzi come luogo di istruzione superiore.

La direttiva stabilisce inoltre una serie di norme di base relative alle condizioni per l’ingresso e il soggiorno di alunni, tirocinanti non retribuiti e volontari nell'UE. Diversamente da quanto accade per le norme relative agli studenti, gli Stati membri possono decidere se applicare o meno la direttiva a questi tre gruppi di migranti.

Promuovendo queste forme di immigrazione, la direttiva intende incoraggiare l'"arricchimento reciproco" fra vari soggetti e una "maggiore comprensione fra culture". I primi anni di istruzione hanno un'influenza fondamentale sui valori, gli atteggiamenti, le aspirazioni e le conoscenze dei giovani. Le attività di tirocinio e la formazione professionale consentono loro di acquisire importanti competenze che possono giovare sia a loro che ai loro datori di lavoro in future situazioni lavorative. Le attività di volontariato possono essere fonte preziosa di scambi culturali per i volontari desiderosi di acquisire nuove competenze ed esperienze.

La relazione risponde all'obbligo incombente alla Commissione ai sensi dell'articolo 21 della direttiva. È basata su uno studio svolto per la Commissione e su altre fonti, fra cui richieste specifiche fatte attraverso la Rete europea sulle migrazioni, denunce, domande e petizioni inviate da privati e discussioni con gli Stati membri su questioni pratiche derivanti dall'applicazione della direttiva.

Per ulteriori informazioni

Homepage di Cecilia Malmström, Commissario per gli Affari interni

http://ec.europa.eu/commission_2010-2014/malmstrom/welcome/default_en.htm

Homepage della DG Affari interni:

http://ec.europa.eu/dgs/home-affairs/index_en.htm

Contatti:

Michele Cercone (+32 2 298 09 63)

Tove Ernst (+32 2 298 67 64)

1 :

I dati riguardano solo i 24 Stati membri vincolati dalla direttiva. La Danimarca, l'Irlanda e il Regno Unito non lo sono. Fonte: Eurostat.

2 :

GU L 375 del 23.12.2004, pag. 12.


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