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Commissione europea – Comunicato stampa

La Commissione europea aspira a formare 700 000 professionisti in diritto dell’UE entro il 2020

Bruxelles, 13 settembre 2011 – La Commissione europea ha fissato un obiettivo chiaro per aumentare il numero di giudici, procuratori, avvocati e altri professionisti del diritto che ricevono formazione in diritto europeo. Secondo un documento programmatico approvato oggi, la Commissione intende assicurare che, entro il 2020, metà dei professionisti del diritto dell’Unione europea (circa 700 000) partecipino ad una qualche formazione giudiziaria europea. Lo scopo è di fornire ai professionisti del diritto gli strumenti per applicare il diritto europeo, mansione che fa parte del loro ruolo di giudici e avvocati in ambito nazionale. Questo contribuirà anche a costruire un clima di fiducia reciproca fra i diversi ordinamenti giuridici in Europa e migliorare l’applicazione della legislazione europea. Andrà inoltre a beneficio delle persone e delle imprese in Europa, le quali potranno contare su decisioni celeri e sul pieno rispetto delle regole.

«Una magistratura indipendente, ben formata ed efficiente è essenziale per far funzionare lo spazio giudiziario e il mercato unico in Europa: è in grado di adottare decisioni giudiziarie ben fondate e celeri che rafforzano la prevedibilità e la certezza del diritto. Poiché il diritto europeo fa parte della vita quotidiana, i cittadini e le imprese vogliono sapere che possono contare in tutta l’Unione su una magistratura esperta e ben formata, in grado di permettere loro di esercitare i loro diritti e di ottenere giustizia. Ma i giudici e gli avvocati che amministrano questa giustizia hanno bisogno di conoscere le norme per poterle applicare in modo efficace», ha affermato la Vicepresidente Vivian Reding, Commissaria UE per la Giustizia. «Ecco perché intendo fissare un obiettivo chiaro ed ambizioso per ampliare la formazione sul modo in cui i giudici applicano il diritto europeo in Europa. Questo permetterà di consolidare gli sforzi verso la creazione di uno spazio europeo di giustizia, che migliorerà il funzionamento del mercato interno. La formazione giudiziaria è fondamentale per una magistratura moderna ed efficiente, capace di ridurre i rischi più gravi ed i costi più elevati delle operazioni commerciali che ostacolano la crescita economica. La formazione giudiziaria europea è pertanto un investimento decisamente necessario per sviluppare una giustizia per la crescita.»

Contesto

Nell’Unione europea vi sono circa 1,4 milioni di professionisti del diritto, inclusi i giudici, i procuratori, gli avvocati, i notai, gli ufficiali giudiziari e il personale giudiziario. La Commissione intende permettere ad almeno la metà di detti professionisti, entro il 2020, di partecipare ad una formazione giudiziaria europea a livello locale, nazionale o europeo. Si è inoltre prefissata di fare in modo che tutti i professionisti del diritto possano beneficiare di almeno una settimana di formazione in diritto dell’Unione durante la loro carriera.

Per far questo, ha sollecitato i governi nazionali, i consigli della magistratura, gli ordini professionali e gli istituti di formazione giudiziaria, a livello sia dell’UE che nazionale, affinché si impegnino ad integrare il diritto dell’Unione nei loro rispettivi programmi di formazione e ad aumentare il volume dei corsi e il numero dei partecipanti.

La Commissione vuole facilitare di per sé l’accesso ai finanziamenti dell’Unione per sostenere progetti formativi di alta qualità, compresa la teledidattica. Nell’ambito del quadro finanziario pluriennale, la Commissione ha proposto di fare della formazione giudiziaria europea una priorità, nell’intento di fornire formazione entro il 2020 a più di 20 000 professionisti del diritto all’anno.

Per contribuire a costruire una cultura giudiziaria comune europea basata sulla fiducia reciproca, la Commissione avvierà un programma di scambi di due settimane per neo-giudici e neo-procuratori a partire dal 2014. La Commissione sosterrà la formazione attraverso il portale europeo della giustizia elettronica, lo sportello unico dell’Unione europea per il diritto e l’accesso alla giustizia in tutti i paesi dell’Unione, e condividendo gli orientamenti pratici sulle metodologie e la valutazione della formazione.

La Commissione incoraggerà anche i partenariati pubblico-privato per sviluppare soluzioni di formazione innovative, basandosi sulle capacità di tutti i formatori esistenti, compresi la Rete europea di formazione giudiziaria (REFG), l’Accademia di Diritto Europeo (ERA) e le organizzazioni professionali del settore giuridico di livello europeo: la Rete europea dei Consigli della Giustizia (ENCJ), l’Associazione dei Consigli di Stato e delle Corti Supreme Amministrative dell’UE, la Rete dei Presidenti delle Corti Supreme dell’UE, il Consiglio degli ordini forensi europei (CCBE), il Consiglio dei notariati dell’UE (CNUE), l’Unione internazionale degli ufficiali giudiziari (UIHJ) e l’Associazione europea degli interpreti e traduttori giuridici (EULITA).

La formazione giudiziaria europea può aver luogo durante periodi di formazione iniziali o nell’ambito della formazione continua e comprende:

  • la legislazione dell’Unione europea, incluso il diritto sostanziale e procedurale unitamente alla relativa giurisprudenza della Corte di giustizia dell’Unione europea,

  • la conoscenza degli ordinamenti giudiziari nazionali.

A queste materie può essere aggiunta la formazione linguistica. Il programma di formazione giudiziaria europea include due componenti complementari: le attività di formazione giudiziaria in generale, organizzate a livello locale, nazionale o europeo, e gli scambi transfrontalieri.

Base giuridica

La formazione giudiziaria è in primo luogo una responsabilità nazionale, come evidenziato in una risoluzione del Consiglio del 2008. Il trattato di Lisbona (articoli 81, paragrafo 2, lettera h) e 82, paragrafo 1, lettera c) del trattato sul funzionamento dell’Unione europea) invita l’Unione europea a fornire “un sostegno alla formazione dei magistrati e degli operatori giudiziari” in campo sia civile che penale.

Formare giudici e professionisti del diritto su come applicare il diritto europeo è una delle principali raccomandazioni contenute della relazione dell’ex-commissario europeo Mario Monti, del 9 maggio 2010, “Una nuova strategia per il mercato unico”. Nella relazione, i leader europei sono spronati a rimuovere i restanti ostacoli che frenano l'innovazione e ostacolano il potenziale di crescita dell’Europa.

Il Programma di Stoccolma, che descrive misure per creare uno spazio unico di giustizia nell’UE, è stato approvato dai governi nazionali nel dicembre 2009 e ha richiesto un intervento forte dell’Unione a sostegno degli sforzi nazionali per la formazione così come lo sviluppo di meccanismi di formazione a livello di UE. Analogamente, il Parlamento europeo ha a sua volta sottolineato che un'adeguata formazione giudiziaria contribuisce in maniera significativa al miglior funzionamento del mercato interno e a rendere più semplice per i cittadini l'esercizio dei loro diritti.

Alla fine del 2010, la Commissione ha consultato gli Stati membri, i membri del Forum sulla giustizia, la Rete di formazione giudiziaria europea ed i rispettivi membri. Una sintesi dei risultati della consultazione può essere consultata su questo sito.

Per maggiori informazioni:

Sala stampa on line della Direzione generale Giustizia:

http://ec.europa.eu/justice/news/intro/news_intro_en.htm

Formazione giudiziaria europea:

http://ec.europa.eu/justice/criminal/european-judicial-training/index_en.htm

Portale europeo della giustizia elettronica – sezione formazione giudiziaria

Homepage della Vicepresidente Viviane Reding, Commissaria UE per la Giustizia:

http://ec.europa.eu/reding

Referenti:

Matthew Newman (+32 2 296 24 06)

Mina Andreeva (+32 2 299 13 82)


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