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La Commissione promuove il diritto all’informazione nei procedimenti penali

Commission Européenne - IP/10/989   20/07/2010

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IP/10/989

Bruxelles, 20 luglio 2010

La Commissione promuove il diritto all’informazione nei procedimenti penali

Un turista tedesco in Italia viene arrestato a seguito di una rissa in un bar. Non parlando la lingua, non capisce il perché dell’arresto né l’accusa a suo carico. La polizia gli consegna un documento in tedesco in cui sono elencati i suoi diritti: diritto a un avvocato, diritto a conoscere i capi d’accusa e diritto a un interprete. Sembrerebbe una fiction televisiva, invece è quasi realtà nell’Unione. Oggi la Commissione europea ha proposto nuove regole per garantire che chiunque sia indagato o imputato per un reato nei paesi dell’UE venga informato dei diritti di cui gode in una lingua a lui comprensibile. Le persone arrestate o colpite da mandato d’arresto europeo dovranno essere informate per iscritto, con una comunicazione dei diritti, dei loro diritti fondamentali nei procedimenti penali. Anche se la formulazione esatta della comunicazione è a discrezione degli Stati membri, la proposta della Commissione contiene un modello in 22 lingue dell'Unione. L’obiettivo è garantire la coerenza a beneficio di chi attraversa le frontiere e ridurre le spese di traduzione. La proposta è fondamentale per aumentare la fiducia nello spazio europeo di giustizia, soprattutto perché sono sempre più numerosi i cittadini dell’UE che viaggiano: il 47% dei tedeschi, il 34% dei cittadini del Regno Unito e il 16% degli italiani vanno in vacanza in altri paesi dell’UE. Per diventare legge la proposta odierna dovrà essere approvata dal Parlamento europeo e dai ministri della Giustizia dell'Unione.

“Abbiamo tutti presente il poliziotto delle fiction televisive che legge i suoi diritti all'indagato. L’effetto televisivo è buono, la finalità importante: dare a ciascuno la possibilità di conoscere e far valere i propri diritti, creare fiducia in una giustizia che seguirà il suo corso in tutta Europa”, ha dichiarato la Vicepresidente Viviane Reding, Commissaria UE per la giustizia, i diritti fondamentali e la cittadinanza. “Per esercitare pienamente i diritti della difesa bisogna conoscerli. Sapere quali sono i propri diritti e di che cosa si è accusati è fondamentale per un processo equo. Avere a che fare con la giustizia può far paura, e non si può pretendere da nessuno che esiga il rispetto dei suoi diritti processuali se nemmeno li conosce. Con la proposta della Commissione questi diritti saranno resi noti a tutti e ovunque nell’Unione.”

Ogni anno sono più di 8 milioni i procedimenti penali nell’Unione. Ora come ora, le probabilità che i cittadini siano informati correttamente dei propri diritti al momento dell'arresto o quando sono formulate accuse a loro carico variano da uno Stato membro all’altro, sebbene tutti e 27 abbiano sottoscritto il diritto a un processo equo sancito dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo. In alcuni Stati membri, gli indagati ricevono solo informazioni orali sui propri diritti processuali, mentre in altri le informazioni scritte sono tecniche, complesse e vengono fornite solo se richieste.

La proposta odierna, se adottata dal Parlamento europeo e dai ministri della Giustizia degli Stati membri, contribuirà a evitare errori giudiziari e a ridurre il numero degli appelli. Spetterà allo Stato membro che istruisce il procedimento garantire che gli indagati siano informati dei propri diritti. Al momento dell’arresto, questi riceveranno informazioni per iscritto, in una comunicazione dei diritti redatta con linguaggio semplice e comune. Gli indagati riceveranno sistematicamente la comunicazione anche se non la chiedono e, se necessario, potranno ottenerne la traduzione.

Nel 2004, quando per la prima volta la Commissione ha contemplato l’idea di una comunicazione dei diritti, questa esisteva solo in un paese. Ora è disponibile in 12 Stati. La Germania e i Paesi Bassi l'hanno introdotta rispettivamente in gennaio e in aprile. Secondo uno studio svolto l'anno scorso dall'Università di Maastricht, nove degli altri paesi garantiscono alcune informazioni per iscritto ma in un'altra forma (ad esempio, sul retro dei capi d’imputazione) e sei solo oralmente (vedi elenco). La proposta odierna accentuerà l’effetto moltiplicatore, inducendo un maggior numero di paesi a utilizzare la comunicazione dei diritti e ad offrire la certezza della parola scritta. Sarà questo un modo efficace di informare gli indagati dei loro diritti, che dovranno però essere usati effettivamente, non rimanere pura teoria.

In una causa recente, i giudici del Regno Unito hanno dato esecuzione al mandato d’arresto europeo contro un cittadino britannico condannato a tre anni di reclusione in Portogallo. Il processo di esecuzione è durato oltre 14 mesi e ha richiesto ben sei decisioni giudiziarie. I tempi e i costi della giustizia sarebbero stati di gran lunga inferiori se l’indagato avesse ricevuto informazioni sull’accusa a suo carico sin dall’inizio del procedimento penale. Si sarebbero poi evitati inutili ricorsi in appello.

Contesto

Il trattato di Lisbona, entrato in vigore il 1° dicembre 2009, autorizza l’UE a prendere provvedimenti per rafforzare i diritti dei suoi cittadini in linea con la Carta dei diritti fondamentali dell'UE, in particolare i diritti della persona nella procedura penale.

Il diritto a un processo equo e i diritti della difesa sono sanciti dagli articoli 47 e 48 della Carta dei diritti fondamentali dell'UE ma anche dall’articolo 6 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo.

La proposta di direttiva sul diritto all’informazione nei procedimenti penali presentata oggi dalla Commissione è la seconda di una serie di misure volte a fissare norme comuni all’Unione in materia penale. Il 30 novembre 2009 il Consiglio ha invitato la Commissione a presentare proposte "per tappe”, con l’intento di rafforzare gradualmente la fiducia reciproca tra le autorità giudiziarie nazionali. Questo pacchetto legislativo, che verrà presentato nel corso dei prossimi anni, è inteso a garantire un insieme minimo di diritti processuali nei procedimenti penali nell'Unione europea.

Sulla prima misura, che riguarda il diritto alla traduzione e all’interpretazione nei procedimenti penali, vi è già accordo politico tra il Parlamento europeo e il Consiglio (IP/10/746). Le prossime misure, previste dalla Commissione per il 2011, riguarderanno il diritto alla consulenza e assistenza legale e il diritto di comunicare con familiari, datori di lavoro e autorità consolari.

Per ulteriori informazioni:

Il testo della proposta di direttiva sul diritto all'informazione nei procedimenti penali è consultabile al seguente indirizzo:

http://ec.europa.eu/justice_home/news/intro/news_intro_en.htm

Homepage di Viviane Reding, Commissaria per il portafoglio Giustizia:

http://ec.europa.eu/commission_2010-2014/reding/index_en.htm

Sala stampa online Giustizia e affari interni:

http://ec.europa.eu/justice_home/news/intro/news_intro_en.htm

ANNEX

How Member States provide information about some or all procedural rights (2009)

(see MEMO/10/351 for breakdown of rights provided)

Country

Letter of Rights

Other type of written notification1

Oral

Austria

Yes

No

Yes

Belgium

No

Yes

Yes

Bulgaria

No

Yes

Yes

Cyprus

No

No

Yes

Czech Republic

Yes

Yes

Yes

Denmark

No

No

Yes

Estonia

No

Yes

Yes

Finland

No

No

Yes

France

No

No

Yes

Germany

Yes

Yes

Yes

Greece

No

No

Yes

Hungary

No

Yes

Yes

Ireland

No

Yes

Yes

Italy

Yes

No

Yes

Latvia

Yes

Yes

Yes

Lithuania

No

Yes

Yes

Luxembourg

Yes

Yes

Yes

Malta

No

Yes

Yes

The Netherlands

Yes

Yes

Yes

Poland

Yes

Yes

Yes

Portugal

No

Yes

Yes

Romania

No

Yes

Yes

Slovakia

Yes

No

Yes

Slovenia

No

No

Yes

Spain

Yes

No

Yes

Sweden

Yes

No

Yes

United Kingdom

Yes

No

Yes

Indicative model Letter of Rights for suspected and accused persons on arrest:

If you are arrested by the police you have the following rights:

A. to be informed of what offence you are suspected

B. to the assistance of a lawyer

C. to an interpreter and translation of documents, if you do not understand the language

D. to know for how long you can be detained

You are entitled to keep this Letter of Rights with you during your detention.

A. Information on the suspicion

  • You have the right to know why you are suspected of having committed a criminal offence immediately after deprivation of liberty, even if the police do not question you.

  • You or your lawyer can ask to see the parts of the case-file relating to your arrest and detention or be informed about their content in detail.

B. Help of a lawyer

  • You have the right to speak to a lawyer before the police start questioning you.

  • If you ask to speak to a lawyer, it does not make you look like you have done anything wrong.

  • The police must help you to get in touch with a lawyer.

  • The lawyer is independent from the police and will not reveal any information you give him without your consent.

  • You have the right to speak with a lawyer in private, both at the police station and/or on the telephone.

  • If you are not able to pay for a lawyer the police have to provide you with information about free or partially free legal assistance.

C. Help of an interpreter

  • If you do not speak or understand the language, an interpreter will be called for you. The interpreter is independent from the police and will not reveal any information you give him without your consent.

  • You can also ask for an interpreter to help you to talk to your lawyer.

  • The help of an interpreter is free of charge.

  • You have the right to receive a translation of any order by a judge allowing your arrest or keeping you in custody. You may also ask to have other essential documents in the investigation translated.

D. How long can you be deprived of your liberty?

  • If you are not released, you must be brought before a judge within * 2hours after you have been deprived of your liberty.

  • The judge must then hear you and can decide whether you are to be kept in custody or released. You have the right to receive a translation of the judge's decision if he decides that you will remain in custody.

  • You have the right to ask for your release at any time. Your lawyer can advise you on how to proceed.

1 :

This refers to written information not containing a detailed explanation of the rights in every day language. It may also not be given systematically but only for example if the suspected person actually requests it. It may also not be translated into other languages.

2 :

To be completed by the Member State authorities in accordance with national rules and the ECHR.


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