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Cambiamenti climatici: l'Unione europea pubblica i propri obiettivi di riduzione delle emissioni a seguito dell'accordo di Copenaghen

European Commission - IP/10/97   28/01/2010

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IP/10/ 97

Bruxelles, 28  gennaio 2010

Cambiamenti climatici: l'Unione europea pubblica i propri obiettivi di riduzione delle emissioni a seguito dell'accordo di Copenaghen

L'Unione  europea ha formalizzato oggi il proprio sostegno all'accordo di Copenaghen sui cambiamenti climatici e ha presentato il proprio impegno in termini di obiettivi di riduzione delle emissioni. In una lettera congiunta scritta con la Presidenza spagnola del Consiglio, la Commissione europea ha comunicato formalmente l'intenzione dell'UE di essere associata all'accordo e ha trasmesso per informazione gli obiettivi dell'Unione di riduzione delle emissioni dei gas a effetto serra per il 2020. Gli obiettivi consistono in un accordo unilaterale volto a ridurre le emissioni totali dell'UE del 20% rispetto ai livelli del 1990 e in un'offerta condizionale di portare la riduzione al 30%, a condizione che altri paesi responsabili di ingenti emissioni contribuiscano adeguatamente allo sforzo globale di riduzione. L'accordo prevede che le notifiche devono essere inoltrate entro il 31 gennaio 2010.

Il Presidente della Commissione José Manuel Barroso ha dichiarato: "L'UE è determinata ad attuare rapidamente l'accordo di Copenaghen per avanzare verso l'accordo necessario a contenere il surriscaldamento del pianeta al di sotto di 2 °C. L'accordo di Copenaghen costituisce una base su cui costruire questo accordo futuro, pertanto esorto tutti i paesi ad associarsi e a stabilire ufficialmente azioni e obiettivi ambiziosi in termini di emissioni, come sta facendo l'UE.".

Stavros  Dimas, commissario europeo per l'Ambiente, ha dichiarato: "Occorre agire rapidamente per rendere operativi gli elementi centrali dell'accordo, come i finanziamenti rapidi per i paesi in via di sviluppo, la lotta contro la deforestazione e lo sviluppo e il trasferimento di tecnologie a basse emissioni di carbonio.".

L'accordo di Copenaghen

L 'accordo di Copenaghen è stato l'esito principale della conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici svoltasi a Copenaghen dal 7 al 19 dicembre 2009. L'accordo, di 2 pagine e mezzo, è stato concluso l'ultimo giorno della conferenza dai leader di 28 paesi sviluppati e in via di sviluppo e dalla Commissione europea. Questi paesi sono responsabili di oltre l'80% delle emissioni globali di gas a effetto serra. La Conferenza ha poi preso nota dell'accordo di Copenaghen. Il segretariato della convenzione delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici ha invitato le parti a dichiarare, entro il 31 gennaio, se desiderano essere associate all'accordo di Copenaghen. In base all'accordo, entro la stessa data i paesi sviluppati devono comunicare i propri obiettivi di riduzione delle emissioni mentre i paesi in via di sviluppo devono comunicare le azioni di mitigazione delle emissioni.

Notifica dell 'UE

Nella lettera scritta dalla Commissione e dalla Presidenza del Consiglio, l'UE ribadisce il proprio impegno a portare avanti i negoziati per raggiungere l'obiettivo strategico di contenere l'aumento della temperatura media del pianeta al di sotto dei 2 °C rispetto al livello preindustriale. L'accordo di Copenaghen condivide il parere scientifico secondo cui il riscaldamento globale non dovrà superare i 2 °C rispetto al livello preindustriale se si vogliono prevenire cambiamenti climatici più pericolosi, ma non comprende obiettivi globali di riduzione delle emissioni per rispettare tale limite.

La lettera ribadisce la posizione dell'UE secondo la quale per rispettare l'obiettivo dei 2 °C occorre che le emissioni mondiali raggiungano un picco entro il 2020 per poi scendere almeno al 50% rispetto ai livelli del 1990 entro il 2050 e in seguito continuare a scendere progressivamente. A tal fine, si afferma nella lettera, e conformemente alle conclusioni del Gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici (IPCC) dell'ONU, entro il 2020 i paesi sviluppati dovrebbero ridurre complessivamente le loro emissioni del 25-40% rispetto ai livelli del 1990 e sempre entro la stessa scadenza i paesi in via di sviluppo dovrebbero scendere significativamente al di sotto del tasso di crescita delle emissioni attualmente previsto (15-30%).

La lettera sottolinea l'impegno incondizionato dell'UE e degli Stati membri a portare avanti i negoziati con l'obiettivo di raggiungere al più presto, nel quadro dell'ONU, un accordo internazionale giuridicamente vincolante per il periodo successivo al 1° gennaio 2013, quando scadrà il primo periodo di impegno del Protocollo di Kyoto.

Obiettivi di riduzione delle emissioni dell'UE

Nella lettera si afferma che l'UE e gli Stati membri si impegnano a perseguire un obiettivo, indipendente e per tutti i settori economici, di riduzione delle emissioni del 20% entro il 2020 rispetto ai livelli del 1990 e che tale riduzione potrebbe essere portata al 30% alle condizioni stabilite dal Consiglio europeo. Secondo tali condizioni, nell'ambito di un accordo globale e complessivo per il periodo dopo il 2012, gli altri paesi sviluppati si impegnano a ridurre le emissioni in misura analoga e i paesi in via di sviluppo contribuiscono adeguatamente, sulla base delle loro responsabilità e capacità rispettive.

Prossime tappe

I capi di Stato e di Governo valuteranno la situazione post-Copenaghen durante il Consiglio europeo informale dell'11 febbraio.

La prossima tornata di negoziati delle Nazioni Unite si svolgerà per due settimane in maggio-giugno.


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