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Bruxelles, 19 luglio 2010

I presidenti della Commissione, del Parlamento e del Consiglio europeo discutono sulla lotta contro la povertà e l'esclusione sociale con i massimi esponenti religiosi europei

Oggi circa venti autorevoli rappresentanti delle religioni cristiana, ebraica e islamica e delle comunità Sikh e Hindu hanno partecipato a Bruxelles, su invito del presidente Barroso, a un incontro copresieduto da Jerzy Buzek, presidente del Parlamento europeo, e Herman van Rompuy, presidente del Consiglio europeo, durante il quale hanno discusso modalità efficaci di lotta contro la povertà e l'esclusione sociale quale imperativo ai fini della governance europea.

Questo era il sesto di una serie di incontri annuali varata dal presidente Barroso nel 2005. Per la prima volta la riunione ha avuto luogo nell'ambito del nuovo contesto del trattato di Lisbona, il cui articolo 17 prevede che l'Unione intrattenga un dialogo "aperto, trasparente e regolare" con le chiese e le comunità religiose e di pensiero. L'incontro odierno conferma l'importanza che le istituzioni europee attribuiscono a tale dialogo.

Il presidente della Commissione José Manuel Barroso ha affermato: "In Europa svariati milioni di cittadini vivono al margine dell'esclusione sociale. Una triste testimonianza per una delle regioni più ricche del mondo! Mentre l'Europa si riprende dalla crisi, auspico che la nuova crescita integri i più vulnerabili nella società tradizionale." Il presidente ha aggiunto: "Le chiese e le comunità religiose forniscono importanti contributi in termini di servizi sociali negli Stati membri dell'Unione. Se vogliamo combattere efficacemente la povertà è essenziale ricorrere alla loro esperienza di lunga data e di ampia portata."

Jerzy Buzek, presidente del Parlamento europeo, ha aggiunto: "La promessa di una vita migliore per tutti, senza eccezioni, deve costituire il fulcro del progetto europeo. La lotta alla povertà e all'esclusione sociale è un compito che richiede la collaborazione di tutti, siano essi laici o esponenti religiosi, a livello locale, nazionale ed europeo. La nostra principale e più importante priorità è ripristinare la sicurezza sociale ed economica. Le chiese devono dare un contributo fondamentale in tal senso: con la loro lunga esperienza in materia, esse partecipano al lavoro svolto con i singoli e le comunità. Questa esperienza non è mai stata così importante come nella crisi attuale."

Herman van Rompuy, presidente del Consiglio europeo, ha affermato: "Come tutti sappiamo, si tratta principalmente di fornire una casa a chi non ce l’ha, di agevolare l’accesso al mercato del lavoro e di dare la possibilità di fruire dei servizi sanitari, garantendo quindi le cosiddette “condizioni materiali di vita". La lotta alla povertà e all'esclusione sociale, tuttavia, rappresenta sostanzialmente anche la volontà di ridare dignità umana a uomini e donne. Per questo motivo è necessario tenere conto anche degli aspetti sociali, culturali ed etici."

Nell'ambito dell'Anno europeo contro la povertà e l'esclusione sociale 2010 e attraverso la piattaforma europea della povertà, le istituzioni europee intrattengono un dialogo con la società civile, le ONG, le autorità e altri prestatori di servizi sociali per tentare di trovare nuovi approcci, azioni e partner per un'iniziativa su scala europea finalizzata ad sradicare la povertà.

Promuovere l'occupazione, la crescita inclusiva e la coesione sociale è un obiettivo fondamentale della strategia Europa 2020. Uno degli obiettivi condivisi a livello di UE è quello di ridurre almeno di 20 milioni il numero di europei esposti alla povertà e all'esclusione sociale entro il 2020. I progressi in tal senso saranno misurati mediante tre indicatori principali, nella fattispecie il rischio povertà, le privazioni materiali e il numero di nuclei familiari senza lavoro. Questi indicatori UE e il monitoraggio regolare dei progressi garantiranno l'assunzione di responsabilità da parte degli Stati membri.

Altri due obiettivi prioritari della strategia Europa 2020 riflettono l'esigenza di migliorare l'equità e la qualità nell'istruzione: ridurre l'abbandono scolastico a meno del 10% e portare la fascia dei cittadini di 30‑34 anni che hanno completato studi superiori o equivalenti ad almeno il 40% entro il 2020.

La discussione si è tenuta con uno spirito franco e aperto, mentre i leader religiosi di quattordici Stati membri (Francia, Regno Unito, Germania, Belgio, Italia, Paesi Bassi, Grecia, Romania, Bulgaria, Cipro, Ungheria, Slovacchia, Polonia e Danimarca) hanno espresso il loro sostegno alla strategia Europa 2020 e ai suoi obiettivi in materia sociale e di istruzione. Essi hanno incoraggiato le istituzioni europee ad incrementare ulteriormente lo slancio attuale, specialmente al fine di accrescere l'accesso al mercato del lavoro, offrire servizi sociali più mirati negli Stati membri e garantire pari opportunità per l'accesso all'istruzione e alla formazione.

Essi hanno ribadito il proprio costante impegno a favorire la coesione sociale e a incrementare il senso di solidarietà e di impegno civico tra i cittadini europei. Hanno altresì sottolineato che la soluzione della crisi attuale sarà possibile soltanto se le politiche europee saranno incentrate sul benessere della popolazione e sulla giustizia sociale.

All'incontro hanno partecipato anche i seguenti membri della Commissione europea: il Vicepresidente Viviane Reding, il Vicepresidente Antonio Tajani, il Vicepresidente Maroš Šefčovič, il Commissario Maria Damanaki e il Commissario László Andor.

Elenco dei partecipanti: vedere MEMO/10/342

Link a Europa 2020

Link a Anno europeo della lotta al la povertà e all'esclusione sociale 2010

Link a cifre chiave sull'inclusione sociale

Ulteriori informazioni in merito al dialogo UE con le religioni, le chiese e le comunità di pensiero.


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