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Bruxelles, 15 luglio 2010

L'Unione europea avvia una consultazione pubblica sul miglioramento dei diritti delle vittime di reato e di violenza

Ogni anno in Europa sono segnalati 30 milioni di reati gravi. L'UE sostiene la cooperazione per perseguire i criminali, ma cosa accade ai milioni di vittime di reato? La loro esperienza devastante può essere aggravata da un'indagine o da un processo difficili, da un'intrusione nella loro vita privata o dal trattamento poco rispettoso del loro caso. Ovunque si trovino nell'UE – sia nel loro paese, sia all'estero – le vittime hanno il diritto di essere trattate con rispetto, di ricevere sostegno, tutela, un risarcimento e di avere accesso alla giustizia. La Commissione europea ha avviato oggi una consultazione pubblica sulla tutela e sul tipo di sostegno che ricevono le vittime e sulla necessità di miglioramenti. La Commissione utilizzerà i risultati per preparare un pacchetto completo di norme e di misure pratiche da proporre nella prima metà del 2011. La consultazione avrà termine il 30 settembre 2010.

"Ognuno di noi potrebbe essere vittima di reato e di violenza. Purtroppo accade a molti milioni di persone ogni anno. Non si può cancellare il danno causato, ma si possono attenuare le conseguenze del reato, aiutare le persone a riprendersi e assicurarsi che ricevano un trattamento adeguato e la giustizia che meritano" ha affermato la Vicepresidente Viviane Reding, Commissaria europea per la giustizia, i diritti fondamentali e la cittadinanza. "Le vittime non devono soffrire doppiamente – soprattutto se decidono di esercitare il loro diritto di libera circolazione all'interno dell'UE. Occorre altresì trovare un solido strumento giuridico per trattare gli ordini di protezione emessi in uno Stato membro in modo tale che siano riconosciuti alle vittime anche in un altro paese. La Commissione si adopererà per garantire la giustizia a livello internazionale, sulla scorta del valido lavoro preparatorio svolto dalla presidenza spagnola dell'UE durante gli ultimi sei mesi in materia di tutela delle vittime".

Chiunque può essere vittima di un reato. Nel 2007 sono stati registrati 30 milioni di reati gravi e la maggior parte non vengono mai segnalati. Ogni anno un quarto circa della popolazione dell'UE (125 milioni di persone) subisce direttamente un reato. Sebbene nell'ultimo decennio le misure adottate dall'UE in vari settori delle politiche di giustizia abbiano risolto alcune esigenze delle vittime, il loro impatto varia considerevolmente all'interno dell'UE. Per esempio i risarcimenti accordati e le procedure per richiederli differiscono da uno Stato membro all'altro. Le vittime devono affrontare procedure spesso lunghe e complicate prima di essere risarcite o di far valere i loro diritti.

Per affrontare tali questioni, la Commissione ha avviato oggi una consultazione pubblica i cui risultati serviranno a elaborare un pacchetto completo di norme e di misure pratiche da proporre nella prima metà del 2011. Con tale pacchetto la Commissione intende fornire sostegno alle vittime durante tutto il procedimento giudiziario e oltre. Durante il procedimento è opportuno tutelare le vittime dall'autore del reato e risparmiare loro ulteriori sofferenze, garantendo il rispetto dei loro diritti durante i processi e offrendo loro il supporto necessario per riprendersi e ottenere un risarcimento.

La consultazione riguarda le esigenze delle vittime in cinque campi:

  • Trattamento. Le vittime sono trattate con dignità e rispetto? Sono interrogate con tatto e ricevono risposte rapide alle loro domande?

  • Tutela. Le vittime sono protette contro le ritorsioni e ulteriori ingiurie sia prima che dopo un reato? Come sono evitati i contatti con l'autore del reato? La tutela diminuisce se si attraversano le frontiere?

  • Sostegno. Dopo un reato, viene fornita un'assistenza fisica e psicologica a lungo termine? È prevista un'assistenza pratica per fornire aiuto per la richiesta di indennizzo o per le pratiche funerarie?

  • Accesso alla giustizia. In quale modo le vittime possono venire a conoscenza dei loro diritti e partecipare al procedimento giudiziario?

  • Risarcimento. Le vittime devono portare avanti da soli la pretesa risarcitoria e fare eseguire la decisione rivolgendosi all'autore del reato?

La Commissione desidera ricevere risposte soprattutto da cittadini, organizzazioni, associazioni, organismi, istituzioni ed esperti che trattano le problematiche delle vittime sia a livello locale che internazionale.

Contesto

L'UE ha cominciato ad affrontare la questione dei diritti delle vittime nel 1999. Nel 2001 una decisione quadro ha stabilito norme minime per il trattamento delle vittime durante le azioni penali. La direttiva del 2004 relativa all'indennizzo delle vittime di reato obbliga tutti gli Stati membri dell'UE a mettere in atto sistemi di indennizzo statali per le vittime di un reato intenzionale violento nonché a fornire assistenza per le richieste di indennizzo transfrontaliere.

Questa ampia attività a favore delle vittime integra altre azioni quali la decisione di riservare il numero 116 006 alle linee di assistenza telefonica alle vittime, il lancio del portale E-justice, che mette a disposizione schede d'informazione per le vittime, i negoziati sulle direttive relative alla lotta contro lo sfruttamento sessuale dei minori e la tratta degli esseri umani. Le misure future terranno conto dei progressi già compiuti dalla presidenza spagnola dell'UE in materia di tutela delle vittime.


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