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La Commissione europea propone un regime per i trasferimenti intrasocietari temporanei del personale qualificato di paesi terzi

European Commission - IP/10/931   13/07/2010

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IP/10/931

Bruxelles, 13 luglio 2010

La Commissione europea propone un regime per i trasferimenti intrasocietari temporanei del personale qualificato di paesi terzi

La Commissione europea propone una nuova direttiva che agevola il trasferimento temporaneo del personale qualificato non UE delle società multinazionali dalle sedi situate al di fuori del territorio dell’Unione verso succursali o filiali negli Stati membri.

"Occorre un approccio europeo alla migrazione per motivi di lavoro che permetta alle nostre economie di ricevere i migranti di cui hanno bisogno", ha dichiarato Cecilia Malmström, Commissaria per gli Affari interni. "Le società multinazionali che operano in Europa hanno bisogno delle persone giuste al momento giusto, con le competenze necessarie, ma questi lavoratori chiave non sempre sono disponibili in loco. Poter trasferire temporaneamente lavoratori verso l'UE e all’interno dell'UE è diventata negli ultimi anni un’esigenza cruciale per queste società. I lavoratori trasferiti apportano conoscenze e competenze specifiche in Europa, contribuendo a rafforzarne l'economia e ad attrarre nuovi investimenti negli Stati membri."

I lavoratori trasferiti all'interno della società sono una categoria di lavoratori particolarmente importante per l'economia UE: di norma sono specialisti e manager che hanno le conoscenze specificamente necessarie per la società e di cui non si trovano sostituti. Il trasferimento nell’UE di questi lavoratori qualificati può accrescere i flussi degli investimenti, rafforzare l’efficacia della gestione, aumentare le esportazioni dell'UE e potenziare la competitività delle sue imprese nei mercati esteri e la competitività dell'UE nel suo insieme, contribuendo così al raggiungimento degli obiettivi della strategia "Europa 2020".

Rimangono tuttavia ostacoli a questo tipo di migrazione temporanea. Le società situate al di fuori dell'UE che vogliono trasferire membri chiave del loro personale in succursali situate nei vari Stati membri si scontrano con una moltitudine di norme e procedure diverse. Per giunta, le procedure per ottenere permessi di lavoro in alcuni paesi UE sono lente e complesse, e i lavoratori trasferiti devono superare varie difficoltà per spostarsi tra gli Stati membri.

La Commissione propone un insieme comune di norme per istituire una nuova procedura accelerata di ammissione (termine di 30 giorni, permesso combinato di soggiorno e di lavoro) a favore di un gruppo ristretto di lavoratori altamente specializzati ("manager", "specialisti" e "laureati in tirocinio") provenienti da paesi terzi.

La proposta mira inoltre a creare condizioni di soggiorno più allettanti per i lavoratori trasferiti all'interno della società e i loro familiari e un sistema più facile per favorirne la mobilità all'interno dell'UE. A questo servirebbe il riconoscimento di uno status giuridico chiaro che garantisca le stesse condizioni di lavoro dei lavoratori distaccati da una società UE.

Gli Stati membri rimarrebbero competenti per quanto riguarda il numero di trasferimenti intrasocietari da consentire, e sono previste disposizioni per garantire il carattere temporaneo di queste migrazioni (massimo 3 anni per manager e specialisti e 1 anno per laureati in tirocinio).

Contesto

Il piano d’azione sull’immigrazione legale del 2005 illustra la visione della Commissione in relazione agli sviluppi della politica comune in materia di immigrazione legale e prevede l'adozione di varie proposte legislative sull'immigrazione per motivi di lavoro tra il 2007 e il 2009.

Nel maggio 2009 il Consiglio ha adottato la direttiva “Carta blu UE sulla migrazione di lavoratori altamente qualificati. La proposta della Commissione del 2007 su un permesso unico di lavoro e di soggiorno e un insieme di diritti per i migranti è tuttora all'esame dei colegislatori. Le due nuove proposte legislative sui lavoratori stagionali e sui trasferimenti intrasocietari integrano questo pacchetto.

Il programma di Stoccolma, adottato nel dicembre 2009 dal Consiglio europeo, approva il piano d'azione del 2005 della Commissione e chiede di adottare una politica europea globale in materia di migrazione, che è quindi un obiettivo primordiale per l'Unione europea.

Secondo la strategia "Europa 2020", una politica ben organizzata in materia di immigrazione legale svolgerà un ruolo importante non solo per ovviare alle carenze di manodopera e aumentare la competitività dell'UE, ma anche per raccogliere le sfide demografiche cui la maggior parte degli Stati membri deve o dovrà far fronte nel prossimo futuro.

Per ulteriori informazioni

Homepage di Cecilia Malmström, Commissaria per gli Affari interni:

http://ec.europa.eu/commission_2010-2014/malmstrom/welcome/default_en.htm

Sala stampa online Giustizia e affari interni:

http://ec.europa.eu/justice_home/news/intro/news_intro_en.htm

MEMO/10/324


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