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La Commissione europea propone condizioni comuni di ingresso e soggiorno per i lavoratori stagionali provenienti da paesi terzi

European Commission - IP/10/930   13/07/2010

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IP//10/930

Bruxelles, 13 luglio 2010

La Commissione europea propone condizioni comuni di ingresso e soggiorno per i lavoratori stagionali provenienti da paesi terzi

La Commissione europea ha presentato oggi una proposta di direttiva sul lavoro stagionale che istituisce una procedura comune per l’ingresso e il soggiorno nell’Unione dei lavoratori stagionali che sono cittadini di paesi terzi, e ne definisce i diritti.

"I datori di lavoro dell’Unione dipendono sempre più dalla manodopera non europea in settori come l’agricoltura, l’orticoltura e il turismo, prevalentemente perché i cittadini dell’UE si prestano sempre meno per questo tipo di lavori stagionali. Dal canto nostro, dobbiamo offrire ai lavoratori stagionali dei paesi terzi, spesso vulnerabili, condizioni di lavoro migliori e uno status giuridico certo che li protegga dallo sfruttamento. La nuova direttiva servirà proprio a questo, e non ho dubbi che la proposta odierna contribuirà a una gestione efficace dei flussi migratori stagionali”, ha dichiarato Cecilia Malmström, Commissaria per il portafoglio Affari interni.

La proposta di direttiva riguarda i cittadini di paesi terzi che entrano negli Stati membri per esercitare un lavoro stagionale nel territorio dell’UE sulla base di uno o più contratti a tempo determinato conclusi direttamente tra il cittadino del paese terzo e il datore di lavoro stabilito in uno Stato membro.

La proposta introduce una procedura speciale per l'ingresso e il soggiorno dei lavoratori stagionali cittadini di paesi terzi e ne definisce i diritti, e prevede nel contempo incentivi alla migrazione circolare per impedire che il soggiorno temporaneo diventi permanente.

In particolare la proposta:

  • stabilisce una procedura semplificata per l'ammissione di lavoratori stagionali cittadini di paesi terzi, sulla base di definizioni e criteri comuni, come l'esistenza di un contratto di lavoro o di un'offerta vincolante di lavoro che specifichi la retribuzione;

  • fissa un periodo standard di soggiorno per lavoro stagionale nell’UE (sei mesi per anno di calendario);

  • prevede un permesso di lavoro multistagionale di tre anni o una procedura di reingresso agevolata per le stagioni successive;

  • definisce le disposizioni giuridiche applicabili alle condizioni di lavoro dei lavoratori stagionali;

  • riconosce ai lavoratori stagionali un trattamento uguale a quello riservato ai cittadini degli Stati membri in determinati settori (libertà di associazione e di adesione a organizzazioni di lavoratori, sistemi di sicurezza sociale, pagamento delle pensioni legali, accesso a beni e servizi, ecc.);

  • lascia agli Stati membri la facoltà di esaminare la situazione dei loro mercati del lavoro per decidere le quote di ammissione dei lavoratori stagionali; la proposta non dà luogo a un diritto di ammissione.

Contesto

La proposta fa parte di un pacchetto globale di misure, proposto nell’ambito del piano d’azione sull’immigrazione legale del 2005 e approvato dal programma di Stoccolma che il Consiglio europeo ha adottato nel dicembre 2009. Nell’Unione europea si conferma un fabbisogno strutturale di manodopera stagionale; si ritiene infatti che la disponibilità di lavoratori dell’Unione in questo settore andrà viepiù calando. Una politica ben organizzata in materia di immigrazione legale continuerà pertanto a svolgere un ruolo importante nell’ovviare alle carenze di manodopera e raccogliere le future sfide demografiche cui l’Unione dovrà far fronte.

Per ulteriori informazioni

Homepage di Cecilia Malmström, Commissaria per gli Affari interni:

http://ec.europa.eu/commission_2010-2014/malmstrom/welcome/default_en.htm

Sala stampa online Giustizia e affari interni:

http://ec.europa.eu/justice_home/news/intro/news_intro_en.htm

MEMO/10/323


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