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L'UE adotta nuove misure per semplificare la gestione dei fondi e aiutare così le regioni a far fronte alla crisi

European Commission - IP/10/838   25/06/2010

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IP/10/838

Bruxelles, 25 giugno 2010

L'UE adotta nuove misure per semplificare la gestione dei fondi e aiutare così le regioni a far fronte alla crisi

In data 24 giugno 2010 l'UE ha adottato nuove misure che mirano a semplificare le regole di gestione dei fondi strutturali e di coesione. Le modifiche introdotte dovrebbero agevolare l'accesso ai finanziamenti e accelerare i flussi di investimenti in un momento di particolare pressione per i bilanci pubblici. Nel quadro delle misure intese a contrastare la crisi economica, ad alcuni Stati membri saranno versati anticipi addizionali per un totale di 775 milioni di euro per far fronte ai problemi immediati di liquidità.

Johannes Hahn, commissario UE per la politica regionale, ha dichiarato: "La crisi ha intaccato la fiducia delle imprese, ha fatto crescere il numero di disoccupati e sta esercitando un'enorme pressione sulle finanze pubbliche. Queste misure dovrebbero contribuire a far fronte ai problemi di liquidità e a ridurre le procedure amministrative, agevolando così l'accesso ai finanziamenti. In questi tempi di crisi una maggiore rapidità nell'attuazione dei progetti sul campo darà una mano alle economie regionali e nazionali."

László Andor, commissario UE per l'occupazione, gli affari sociali e l'integrazione, responsabile per il Fondo sociale europeo (FSE), ha aggiunto: "La crisi ha dimostrato la pertinenza e il valore dell'FSE. Le misure cui negli ultimi mesi si è fatto maggiormente ricorso rientrano nelle politiche attive del mercato del lavoro intese a creare occupazione. La formazione e la riqualificazione offerte ai cittadini in cerca di un posto di lavoro stanno dando i loro frutti e la semplificazione farà sì che gli Stati membri possano aiutare in maniera ancora più efficace quanti sono stati maggiormente colpiti dalla recessione."

Grazie ai tre fondi della politica di coesione – il Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), il Fondo sociale europeo (FSE) e il Fondo di coesione – i 455 programmi della politica di coesione stanno investendo un totale di 347 miliardi di euro tra il 2007 e il 2013 in tutte le regioni dell'UE.

Una delle principali conseguenze della crisi è che gli Stati membri e le regioni stanno incontrando difficoltà nel fornire i cofinanziamenti necessari per completare gli investimenti europei. Onde ovviare a tale situazione, le modifiche annunciate mirano a superare queste difficoltà per accelerare l'attuazione dei programmi e semplificarne la gestione quotidiana.

Tra le principali nuove misure figurano:

  • introdurre un massimale unico generale di 50 milioni di euro per tutti i tipi di grandi progetti che richiedono l'approvazione della Commissione: questo nuovo massimale uniforme farà sì che i progetti ambientali di dimensioni più ridotte possano essere approvati dagli stessi Stati membri, il che ne consentirà un avvio più rapido;

  • consentire che i progetti di maggiori dimensioni siano finanziati da più di un programma: ad esempio, la costruzione di un grande tratto di autostrada che attraversa varie regioni potrà ora essere cofinanziata da vari programmi regionali, mentre ciò non era possibile con le norme precedenti;

  • introdurre procedure più semplici per la revisione dei programmi in modo da rendere possibile un adeguamento più rapido ai problemi attuali;

  • rafforzare il ricorso all'ingegneria finanziaria: sarà possibile introdurre programmi di credito intesi a stimolare la spesa nel campo dell'efficienza energetica e delle energie rinnovabili nelle abitazioni;

  • alleggerire l'obbligo di mantenere gli investimenti: queste norme si applicheranno d'ora in avanti solo a determinati progetti, come nel caso dei settori delle infrastrutture e degli investimenti produttivi. Non si applicheranno invece alle imprese vittime di fallimento involontario. Per le operazioni nel quadro dell'FSE, questa misura è inoltre in linea con le norme sugli aiuti di Stato;

  • semplificare le norme relative ai progetti "generatori di entrate" (come le autostrade a pedaggio o i progetti che comportano la locazione o la vendita di terreni): al fine di ridurre l'onere amministrativo a carico degli Stati membri, le entrate saranno ora sottoposte a controllo solo fino alla conclusione del relativo programma;

  • destinare anticipi supplementari per un totale di 775 milioni di euro (4% dall'FSE e 2% dal Fondo di coesione) agli Stati membri che hanno ricevuto un prestito nel quadro del programma dell'FMI per il risanamento della bilancia dei pagamenti o che hanno registrato una diminuzione del PIL superiore al 10%: sulla base di questi due criteri, questa misura si applica a Estonia, Lettonia, Lituania, Romania e Ungheria;

  • posticipare l'applicazione della regola di "disimpegno N+2": in base a tale regola, un finanziamento stanziato nel 2007 che non è stato speso entro la fine del 2009 viene automaticamente riversato nel bilancio dell'UE. Grazie alle modifiche introdotte gli impegni per il 2007 potranno essere spesi su un periodo più lungo. Questo consentirà di evitare la perdita di circa 220 milioni di euro (125 milioni di euro per la Spagna, 56 milioni di euro per l'Italia, 9 milioni di euro per il Regno Unito, 6 milioni di euro per la Germania, 4 milioni di euro per i Paesi Bassi e 20 milioni di euro per progetti di cooperazione fra vari paesi).

Queste modifiche vengono a integrare le altre numerose iniziative adottate dall'inizio della crisi nel quadro del piano europeo di ripresa economica:

http://ec.europa.eu/regional_policy/funds/recovery/index_it.htm

http://ec.europa.eu/social/main.jsp?langId=it&catId=736

Nota all'attenzione dei redattori

La Commissione ha presentato la sua proposta nel luglio 2009 e questa è stata poi discussa dal Parlamento europeo e adottata dagli Stati membri in sede di Consiglio in data 3 giugno 2010. Le modifiche entrano in vigore il 25 giugno 2010.


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