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Antitrust: la Commissione infligge ammende per 622 milioni di euro a 17 produttori di attrezzature per sale da bagno che hanno partecipato ad un cartello per la fissazione dei prezzi

European Commission - IP/10/790   23/06/2010

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IP/10/790

Bruxelles, 23 giugno 2010

Antitrust: la Commissione infligge ammende per 622 milioni di euro a 17 produttori di attrezzature per sale da bagno che hanno partecipato ad un cartello per la fissazione dei prezzi

La Commissione europea ha inflitto a 17 produttori di attrezzature per sale da bagno ammende per un totale di 622 250 783 euro per avere partecipato a un cartello di fissazione dei prezzi, riguardante sei paesi dell'UE. L'elenco delle imprese multate, nel quale figurano aziende ben note, comprende Artweger, Cisal, Dornbracht, Duravit, Duscholux, Grohe, Hansa, Ideal Standard, Kludi, Mamoli, Masco, Roca, RAF, Sanitec, Teorema, Villeroy & Boch e Zucchetti. Il cartello, che ha funzionato per 12 anni, riguardava prodotti quali lavabi, vasche da bagno, rubinetteria ed accessori da bagno. Essendo stata la prima impresa a fornire informazioni sul cartello, Masco ha beneficiato dell'immunità integrale dal pagamento delle ammende prevista dal programma di trattamento favorevole operato dalla Commissione. Cinque imprese si sono viste ridurre l'ammenda, a causa della loro probabile incapacità contributiva determinata dalle rispettive condizioni finanziarie.

"Le 17 imprese hanno fissato per 12 anni i prezzi delle vasche da bagno, dei lavabi, della rubinetteria e di altri accessori da bagno in sei paesi, la cui popolazione complessiva ammonta a 240 milioni di persone. Il cartello ha danneggiato imprese quali, per esempio, i costruttori edili e gli idraulici e, in ultima analisi, un grande numero di famiglie. Tuttavia, poiché l'obiettivo dell'applicazione delle norme antitrust non è quello di provocare la rovina delle imprese in difficoltà finanziarie, la Commissione ha ridotto le ammende inflitte a cinque di queste, portando l'importo ad un livello adeguato alla loro situazione. Le imprese possono essere certe che la Commissione continuerà la sua lotta contro i cartelli e che il livello delle ammende continuerà ad essere tale da scoraggiarle dall'adottare pratiche illegali", ha dichiarato Joaquín Almunia, vicepresidente della Commissione e commissario responsabile della concorrenza.

Dalla decisione della Commissione risulta che, tra il 1992 e il 2004, 17 imprese hanno concordato il prezzo di vendita di attrezzature ed accessori per sale da bagno in Germania, Austria, Italia, Belgio, Francia e Paesi Bassi. Le operazioni di coordinamento si sono svolte nel corso delle riunioni di 13 associazioni nazionali di categoria in Germania (più di 100 riunioni), Austria (più di 80), Italia (65) e inoltre in Belgio, Francia e Paesi Bassi e nel quadro di contatti bilaterali. Il coordinamento si è concretizzato nella fissazione degli aumenti di prezzo, dei prezzi minimi e degli sconti e nello scambio di informazioni commerciali sensibili.

Tali pratiche rappresentano violazioni molto gravi delle norme UE in materia di concorrenza e sono vietate dall'articolo 101 del trattato UE.

Nel determinare le ammende, la Commissione ha tenuto conto dell'incidenza del cartello sulle vendite delle imprese, della natura molto grave dell'infrazione e della lunga durata del cartello.

Le ammende sono ripartite come segue:

Nome e Stato sede

dell'impresa

Ammenda
(€)

Riduzione prevista dalla comunicazione sul trattamento favorevole
(%)

Artweger (AT)

2 787 015

Cisal (IT)

1 196 269

Dornbracht (DE)

12 517 671

Duravit (DE)

29 266 325

Duscholux (AT)

1 659 681

Grohe (DE)

54 825 260

30%

Hansa (DE)

14 758 220

Ideal Standard (US)

326 091 196

30%

Kludi (DE)

5 515 445

Mamoli (IT)

1 041 531

Masco (US)

0

100%

RAF (IT)

253 600

Roca (ES)

38 700 000

Sanitec (SU)

57 690 000

Teorema (IT)

421 569

V&B (DE)

71 531 000

Zucchetti (IT)

3 996 000

TOTALE

622 250 783

(*) Le persone giuridiche all'interno dell'impresa possono essere ritenute responsabili in solido della totalità o di una parte dell’ammenda inflitta.

Masco, impresa statunitense le cui principali controllate sono Hansgrohe e Hüppe, ha ottenuto l'immunità integrale nel quadro del programma di trattamento favorevole, in quanto è stata la prima impresa a fornire alla Commissione informazioni sul cartello.

La Commissione ha inoltre tenuto conto della collaborazione di Grohe (Germania) e di Ideal Standard (Stati Uniti), riducendo ad entrambe le ammende del 30% .

Eccezionalmente, le ammende di tre imprese sono state ridotte del 50% e quelle di altre due imprese del 25%, a causa della loro difficile situazione finanziaria. Complessivamente, dieci imprese hanno invocato l'incapacità contributiva: per valutare tali dichiarazioni, la Commissione ha preso in esame i più recenti rendiconti finanziari, i rendiconti finanziari provvisori relativi all'anno in corso e le proiezioni future, numerosi parametri finanziari che misurano la solidità, la redditività, la solvibilità e la liquidità delle imprese, nonché i rapporti con le banche e con i soci.

La Commissione ha inoltre esaminato il contesto sociale ed economico di ciascuna impresa. Infine, essa ha valutato se gli attivi delle imprese avrebbero rischiato di perdere una parte consistente del loro valore nel caso queste si fossero trovate costrette alla liquidazione forzata a causa dell'ammenda. Tali analisi sono individuali e cercano di essere il più possibile oggettive e quantificabili, al fine di garantire un trattamento equo e allo stesso tempo mantenere il carattere deterrente delle norme UE in materia di concorrenza.

Riduzione del campo di applicazione della decisione

Come spesso succede, durante l'indagine, la Commissione ha ridotto la durata della violazione e il numero di destinatari della decisione. Originariamente, la Commissione riteneva che gli inizi del cartello risalissero al 1985. In base alle risposte delle parti alla comunicazione degli addebiti, tuttavia, la Commissione ha fissato l'inizio del cartello al 1992. Analogamente, la Commissione ha ritirato gli addebiti relativi a due imprese, dopo che queste hanno dimostrato che gli elementi di prova a loro carico non erano sufficienti per dimostrare la loro partecipazione al cartello.

Contesto

Le imprese che forniscono alla Commissione informazioni in merito a un cartello e/o collaborano all'indagine possono beneficiare dell'immunità dalle ammende o di una riduzione delle stesse ai sensi del programma di trattamento favorevole del 2002 (cfr. IP/02/247 e MEMO/02/23). Ulteriori informazioni sugli orientamenti della Commissione per il calcolo delle ammende del 2006 si possono trovare nei documenti IP/06/857 e MEMO/06/256.

Qualsiasi privato o impresa vittima di un comportamento anticoncorrenziale, quale quello descritto, può ricorrere ai giudici degli Stati membri per richiedere il risarcimento del danno. Tanto la giurisprudenza della Corte quanto il regolamento 1/2003 del Consiglio ribadiscono che, nelle cause davanti ai giudici nazionali, una decisione della Commissione costituisce una prova acquisita del sussistere del comportamento e della sua natura illecita. Anche se la Commissione ha inflitto ammende alle imprese in questione, l'importo del risarcimento non deve necessariamente tenerne conto. La Commissione ha pubblicato un libro bianco in materia di azioni di risarcimento del danno da violazione delle norme antitrust comunitarie (cfr. IP/08/515 and MEMO/08/216).

La decisione sul cartello in questione verrà pubblicata sulle pagine del sito web relativo alla concorrenza della Commissione, non appena sarà disponibile una versione non riservata.


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