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Bruxelles, 9 giugno 2010

La Commissione definisce la sua politica relativa al personale del Servizio europeo per l'azione esterna

In data odierna, la Commissione europea ha adottato un progetto di proposta che modifica lo statuto del personale in vista della creazione del Servizio europeo per l'azione esterna. Le modifiche, che sono state oggetto di intense discussioni con le organizzazioni sindacali del personale, sono finalizzate a garantire la parità di trattamento tra i funzionari provenienti dai tre diversi servizi di origine, il Consiglio, la Commissione e i servizi diplomatici nazionali. Tali proposte preparano il terreno per la costituzione del quadro di riferimento di base delle politiche in materia di personale del Servizio europeo per l'azione esterna, ma non riguardano l'organigramma né contengono dettagli delle strategie future in materia.

L'obiettivo principale delle modifiche proposte è soddisfare le esigenze di base in materia di risorse umane necessarie per costituire il SEAE, mediante l'organizzazione del trasferimento verso tale servizio di funzionari della Commissione e del Consiglio e l'assunzione di diplomatici nazionali. Maroš Šefčovič, vicepresidente della Commissione e commissario europeo per le Relazioni interistituzionali e l'amministrazione ha affermato: "La creazione di questo nuovo servizio diplomatico rappresenta una grande opportunità per l'UE. Il nostro obiettivo è fare in modo che al SEAE venga assegnato, nella maniera più efficace, trasparente ed equa possibile, il personale di cui ha bisogno, conformemente alle finalità del trattato. È di cruciale importanza garantire una rappresentazione adeguata e l'equilibrio geografico del personale proveniente dai servizi diplomatici nazionali ed abbiamo proposto una serie di misure per raggiungere tale obiettivo".

Composizione del SEAE

Quando entrerà in vigore la decisione sull'istituzione del SEAE, numerosi funzionari saranno trasferiti direttamente al servizio dalla Commissione e dal Consiglio, sia singolarmente sia in quanto membri di un'unità. Tuttavia, tutti i posti vacanti saranno pubblicati e accessibili ai candidati provenienti dai servizi diplomatici nazionali. Per garantire un'adeguata rappresentazione di questi ultimi, l'alto rappresentante potrà decidere che, fino al 30 giugno 2013, a parità sostanziale di qualifiche, per alcuni posti del SEAE venga data la precedenza ai candidati provenienti dai servizi diplomatici nazionali. Dopo tale prima fase, le stesse possibilità di accesso potranno essere estese ai funzionari del Parlamento europeo e di altre istituzioni UE.

Parità di trattamento

Oltre a introdurre procedure di selezione aperte, le proposte prevedono, per quanto riguarda le condizioni di lavoro, parità di trattamento per tutto il personale. I candidati selezionati provenienti dai servizi diplomatici nazionali verrebbero assunti in qualità di agenti temporanei, alle stesse condizioni di impiego dei funzionari. I contratti relativi a tali agenti temporanei potrebbero essere rinnovabili al di là dell'attuale limite di sei anni. Inoltre, nel caso di funzionari trasferiti dalla Commissione o dal Consiglio che desiderino rientrare nelle istituzioni d'origine, queste ultime faciliteranno tale mobilità trattando i funzionari in questione alla stregua di candidati interni all'istituzione.

Contesto

Il trattato di Lisbona, entrato in vigore il 1° dicembre 2009, ha istituito l'ufficio dell'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza e vicepresidente della Commissione e prevede che il titolare della carica sarà assistito dal Servizio europeo per l'azione esterna (SEAE). Per istituire il SEAE sono necessarie una decisione di istituzione, che è stata presentata al Consiglio il 22 aprile, modifiche del regolamento finanziario e dello statuto del personale, nonché l'adozione di un bilancio rettificativo. Secondo l'articolo 27 del trattato, il SEAE sarà composto da funzionari provenienti dai servizi competenti del Consiglio e della Commissione e da personale distaccato dai servizi diplomatici degli Stati membri.


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