Navigation path

Left navigation

Additional tools

Continua l'impegno della protezione civile europea ad Haiti: la prima squadra di coordinamento passa le consegne ad una nuova squadra

European Commission - IP/10/61   27/01/2010

Other available languages: EN FR DE DA ES NL SV PT FI EL CS ET HU LT LV MT PL SK SL BG RO

IP/10/ 61

Bruxelles , 27 gennaio 2010

Continua l'impegno della protezione civile europea ad Haiti: la prima squadra di coordinamento passa le consegne ad una nuova squadra

Mentre continua l'impegno di soccorso ad Haiti dopo il devastante terremoto del 12 gennaio, il meccanismo europeo di protezione civile sta ora fornendo assistenza da parte di 24 Stati membri. È la prima volta che una parte della capacità di risposta rapida dell'UE, finanziata dall'UE, viene utilizzata in un'emergenza e distribuisce acqua e assistenza medica. Una nuova squadra di protezione civile dell'UE è arrivata ad Haiti nel fine settimana per assumere il coordinamento in loco in sostituzione della prima squadra, giunta ad Haiti 36 ore dopo il sisma.

Stavros Dimas, Commissario UE responsabile della protezione civile, si è così espresso: "L'UE ha risposto con rapidità ed efficacia alla terribile tragedia di Haiti. La nostra squadra di protezione civile dislocata sul campo sta facendo un ottimo lavoro in circostanze difficili. Per la popolazione di Haiti si prospettano tempi difficili: molti dei feriti avranno ancora bisogno di assistenza mentre per gli sfollati servono altri alloggi e cibo. Assieme ai nostri colleghi responsabili degli aiuti umanitari e sotto la direzione della vicepresidente della Commissione, Catherine Ashton, continueremo ad aiutare gli abitanti di Haiti dopo questa terribile calamità."

La risposta rapida dell'UE

Oltre a coordinare l'assistenza europea, il meccanismo UE di protezione civile contribuisce direttamente agli interventi di soccorso. Per la prima volta una parte della capacità di risposta rapida finanziata dall'UE viene utilizzata per un'emergenza. Su richiesta della Commissione è stato inviato un modulo per la depurazione dell'acqua, sviluppato dalla Francia, che ora è operativo a Port-au-Prince e fornisce 20 000 litri di acqua al giorno. Una postazione medica avanzata sviluppata dall'Italia è stata installata vicino ad un ospedale pediatrico a Port-au-Prince e riesce a trattare circa 50 pazienti al giorno, di cui quasi tutti devono essere sottoposti a importanti operazioni chirurgiche per gravi traumi. A ciò si aggiunge il sostegno finanziario stanziato dall'UE o richiesto per il trasporto dell'assistenza ad Haiti, che per ora supera 3 milioni di euro.

Una squadra di sette persone sul campo

La prima squadra UE di protezione civile è tornata a Bruxelles mercoledì 27 gennaio, dopo quasi due settimane di permanenza ad Haiti, ed è stata sostituita da una nuova squadra di esperti provenienti dall'Italia, dalla Danimarca, dalla Francia, dalla Svezia e dai Paesi Bassi e da due funzionari di collegamento del Centro di monitoraggio e informazione della Commissione.

La nuova squadra opera in stretta collaborazione con le Nazioni Unite per individuare altre esigenze in materia di protezione civile e per agevolare il coordinamento dell'assistenza inviata nell'ambito del meccanismo europeo di protezione civile. La squadra è inoltre periodicamente in contatto con gli esperti di aiuti umanitari della Commissione che lavorano per la DG ECHO. Lunedì la squadra ha incontrato il Presidente di Haiti, Préval, e il primo ministro Bellerive per discutere delle esigenze più urgenti come gli alloggi e il cibo.

Il meccanismo UE di protezione civile

Il meccanismo facilita la cooperazione in caso di calamità. Vi partecipano 31 Stati (l'UE-27 più Croazia, Islanda, Liechtenstein e Norvegia), che in quest'ambito mettono insieme risorse che sono a disposizione dei paesi colpiti da una catastrofe in tutto il mondo. Quando viene attivato, il meccanismo garantisce il coordinamento degli interventi di assistenza all'interno e all'esterno dell'Unione europea. Tali attività sono coordinate dalla Commissione europea nell'ambito del Centro di monitoraggio e informazione (MIC) di Bruxelles.

Dal 2001, anno in cui è stato creato, il meccanismo è stato attivato per calamità avvenute in tutto il mondo, ad esempio nel 2005 in occasione dell'uragano Katrina che ha colpito gli Stati Uniti, nel 2008 per il terremoto in Cina e nel 2009 per gli incendi boschivi scoppiati nell'Europa meridionale.

Durante l'emergenza di Haiti 24 paesi europei (Austria, Belgio, Bulgaria, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Islanda, Italia, Lussemburgo, Malta, Norvegia, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia e Ungheria) hanno fornito assistenza attraverso il meccanismo UE di protezione civile, ad esempio squadre di ricerca e soccorso urbani, équipe e forniture mediche, alloggi temporanei, materiale e infrastrutture igienici.

Azione preparatoria sulla capacità UE di risposta rapida

Il Parlamento europeo e il Consiglio hanno stanziato 15 milioni di euro per un'azione preparatoria riguardante la capacità di risposta rapida dell'UE. Tale capacità è finalizzata a rispondere immediatamente alle esigenze critiche in caso di catastrofe grave ed è costituita da appositi moduli di protezione civile per gli interventi di protezione civile europei. Garantendo una riserva di risorse ed equipaggiamenti essenziali, l'azione preparatoria è finalizzata a potenziare la preparazione collettiva dell'Europa nell'eventualità di calamità gravi. Le prime unità sviluppate nell'ambito dell'azione preparatoria sono pronte per essere allestite. Nel 2009 il progetto pilota su una riserva tattica europea per la lotta contro gli incendi boschivi rientrava in questo programma.

Per ulteriori informazioni consultare:

http://ec.europa.eu/environment/civil/haiti_2010_news.htm

Capacità di risposta rapida: :

http://ec.europa.eu/environment/civil/prote/prep_action2008.htm


Side Bar

My account

Manage your searches and email notifications


Help us improve our website