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Bruxelles, 12 maggio 2010

Cinque anni di politica europea di vicinato hanno aumentato gli scambi commerciali, il volume degli aiuti e i contatti interpersonali

Le relazioni annuali sulla politica europea di vicinato confermano ancora una volta i chiari vantaggi che l'Unione europea comporta per i paesi limitrofi. Da cinque anni a questa parte, l'Unione europea si è adoperata per aumentare gli scambi, gli aiuti e i contatti interpersonali instaurando inoltre una cooperazione molto più approfondita tra l'UE e i suoi vicini riguardo a tutte le loro riforme economiche, politiche e settoriali. Il nostro partenariato si è notevolmente sviluppato in settori come i trasporti, l'energia, l'ambiente e il cambiamento climatico, la ricerca, la sanità e l'istruzione, grazie a un aumento del 32% dei relativi stanziamenti nel quadro finanziario attuale, che nel 2013 supereranno i 2 miliardi di euro all'anno.

"La politica europea di vicinato si è rivelata un successo, come dimostrano i numerosi risultati concreti ottenuti sul campo", ha commentato Catherine Ashton, vicepresidente della Commissione e Alto Rappresentante dell'Unione per gli Affari esteri e la politica di sicurezza. "Tuttavia, possiamo e dobbiamo fare molto di più per rendere la parte del mondo in cui viviamo più sicura, stabile e prospera. In quanto paesi europei e mediterranei, dobbiamo aiutarci a vicenda per far fronte alla crisi economica in un mondo globalizzato. Dobbiamo unire le nostre forze per affrontare le nuove minacce e le nuove sfide del nostro tempo, come il terrorismo internazionale, la tratta degli esseri umani e la criminalità organizzata transfrontaliera. Dobbiamo collaborare per risolvere le controversie e i conflitti che ancora frenano lo sviluppo di parti della nostra regione e privano molti cittadini dei vantaggi della globalizzazione. Vogliamo che i nostri vicini contribuiscano ai nostri sforzi per far regnare pace e sicurezza in altre parti del mondo meno fortunate di noi. In quanto Unione basata su valori comuni, inoltre, vogliamo che i nostri vicini usufruiscano della stabilità e della prosperità che derivano da una società aperta e democratica e dall'applicazione dello Stato di diritto. Considero prioritario questo programma ambizioso, che si inserisce nel nostro processo di attuazione del trattato di Lisbona e di istituzione del Servizio europeo di azione esterna. I nostri amici del vicinato europeo e mediterraneo saranno fra i primi a trarre vantaggio da una politica estera europea più attiva, coerente e efficace."

Štefan Füle, commissario per l'allargamento e la politica europea di vicinato, ha aggiunto: "Potenziare ulteriormente la PEV significa, né più né meno, investire nella stabilità e nella prosperità della stessa UE, cosa che deve riflettersi nella nostra offerta ai nostri partner. La PEV comporta vantaggi per tutte le parti interessate: il vigore della nostra risposta dipenderà dal grado di ambizione delle riforme dei nostri partner. Le riforme economiche hanno registrato notevoli progressi in tutti i paesi del vicinato, a est come a sud. Quello che conta per il futuro è accelerare le riforme democratiche e politiche laddove i progressi sono stati reali ma generalmente lenti.

Risultati ottenuti dalla politica europea di vicinato nel periodo 2004-2009

Entro il 2004 sono stati conclusi accordi di associazione bilaterali con la maggior parte dei partner meridionali della PEV e si stanno intensificando le relazioni con la maggior parte dei partner più progrediti (nel 2008, ad esempio, è stato riconosciuto al Marocco lo "status avanzato"). A est, in linea con gli obiettivi del partenariato orientale, gli accordi di partenariato e di cooperazione esistenti vengono gradualmente sostituiti dai più ampi accordi di associazione.

La PEV punta altresì a migliorare la governance. Si rileva qualche progresso nel processo democratico, come dimostrano le recenti elezioni presidenziali in Ucraina, il secondo turno delle elezioni politiche in Moldova e il miglioramento qualitativo delle elezioni in Marocco e in Libano. I paesi PEV hanno fatto progressi anche in termini di libertà di associazione, pena di morte, libertà dei media, diritti delle minoranze e altri diritti umani e libertà fondamentali, che in genere non sono però all'altezza delle ambizioni espresse congiuntamente nella PEV e nei piani d'azione. C'è ancora molto da fare anche per attuare le riforme del sistema giudiziario e della pubblica amministrazione e per combattere efficacemente la corruzione.

Per quanto riguarda la mobilità, nel 2008 sono stati rilasciati nei paesi limitrofi oltre 2 milioni di visti europei Schengen. Sono già in vigore accordi di facilitazione del visto e di riammissione con l'Ucraina e la Moldova e sono stati conclusi i negoziati con la Georgia. A ciò si aggiungono i partenariati per la mobilità conclusi con la Moldova e la Georgia per promuovere la migrazione legale. Occorre tuttavia adoperarsi ulteriormente per sfruttare appieno il potenziale della PEV, anche elaborando roadmap finalizzate all'instaurazione con Ucraina e Moldova di un regime di esenzione dal visto per i brevi soggiorni.

Nel periodo 2004-2008 si è registrata una crescita degli scambi commerciali dell'UE con la regione PEV, con un aumento delle esportazioni e delle importazioni UE del 63% e del 91% rispettivamente (il 2009 ha segnato un lieve rallentamento dovuto alla crisi economica e finanziaria mondiale). L'UE è pronta a negoziare accordi di libero scambio globali e approfonditi con tutti i suoi vicini non appena saranno disposti a farlo e soddisferanno le necessarie condizioni. Sono state prese altre misure a favore di una maggiore integrazione economica, tra cui il negoziato di una serie di accordi settoriali riguardanti, ad esempio, l'agricoltura, i prodotti della pesca e lo spazio aereo comune.

La cooperazione in materia di energia è stata intensificata per mezzo di memorandum d'intesa o dichiarazioni con l'Azerbaigian, la Bielorussia, l'Ucraina, l'Egitto, la Giordania e il Marocco. Nel 2009 l'Ucraina e la Moldova sono state autorizzate, a determinate condizioni, ad aderire al trattato che istituisce la Comunità dell’energia, mentre la Georgia ha acquisito lo status di osservatore.

Per il periodo 2007-2013 la PEV ha stanziato quasi 12 miliardi di euro per l'attuazione della sua politica di vicinato. Il Fondo investimenti per la politica di vicinato, alimentato dai bilanci dell'UE e degli Stati membri, offre un sostegno finanziario per l'erogazione di prestiti (oltre 4,7 miliardi di euro nel 2007-2009) a favore di investimenti concreti in materia di trasporti, ambiente, energia, settore privato e settore sociale.

Contesto

La politica europea di vicinato punta ad aumentare la stabilità, la prosperità e la sicurezza comuni. Sulla base di un piano d'azione congiunto, l'UE aiuta i paesi partner ad attuare le riforme necessarie per innalzare i propri standard di democrazia e diritti umani, aumentare il proprio accesso al mercato unico dell'UE, migliorare l'ambiente e intensificare la cooperazione con l'UE su temi come il cambiamento climatico, l'energia, i trasporti o la migrazione.

Oggi la Commissione ha pubblicato il suo "Pacchetto PEV" annuale composto da: una comunicazione che valuta i risultati conseguiti dal 2004, cioè l'anno in cui è stata varata questa politica, 12 relazioni sui progressi compiuti nel 2009 dai 12 paesi che hanno concordato piani d'azione PEV con l'UE e una relazione sui progressi settoriali.

I documenti disponibili sono:

  • la comunicazione "Bilancio della politica europea di vicinato" (Bruxelles, 12 maggio 2010),

  • le relazioni individuali 2009 su Armenia, Azerbaigian, Egitto, Georgia, Israele, Giordania, Libano, Marocco, Repubblica di Moldova, territori palestinesi occupati, Tunisia e Ucraina,

  • la relazione settoriale: http://ec.europa.eu/world/enp/documents_en.htm

Per ulteriori informazioni sulla PEV: http://ec.europa.eu/world/enp/index_en.htm


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