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Bruxelles, 6 maggio 2010

La Commissione europea chiede maggiore protezione per i minori che giungono non accompagnati nel territorio dell’Unione

La Commissione europea ha adottato oggi un piano d'azione per una maggiore protezione dei minori che arrivano nell'Unione europea non accompagnati, comprendente norme comuni sulla tutela e la rappresentanza legale. Il piano d'azione definisce un approccio comune il cui scopo è garantire che le autorità competenti a decidere del futuro di questi bambini e ragazzi si pronuncino quanto prima, preferibilmente entro i sei mesi. Gli Stati membri dovranno anzitutto rintracciare le famiglie e seguire il reinserimento del minore nella società d'origine, ma dovranno anche trovare soluzioni alternative, se ciò è nell'interesse superiore del minore, riconoscendo eventualmente lo status di protezione internazionale o provvedendo al reinsediamento nell’UE.

Non è facile farsi un'idea chiara del numero di minori non accompagnati che approdano in Europa nel processo migratorio; che il fenomeno sia esteso, però, lo si capisce dai dati relativi alle domande di asilo presentate da cittadini di età inferiore ai 18 anni non accompagnati da adulti. Secondo Eurostat, nel 2009 hanno fatto domanda di asilo in 22 Stati membri (escludendo la Repubblica ceca, la Danimarca, la Francia, la Polonia e la Romania) ben 10 960 minori non accompagnati, il che indica un aumento del 13% rispetto al 2008 quando le domande erano state 9 695.

Questi bambini e ragazzi giungono nell'Unione per ragioni diverse: fuggono da guerre e conflitti, povertà e catastrofi naturali, discriminazioni e persecuzioni; a spingerli sono le famiglie stesse che sperano per loro in una vita migliore o che siano d’aiuto una volta rientrati in patria, oppure nel tentativo di inviarli presso familiari che già si trovano nell’Unione; altri sono vittime della tratta di esseri umani. Il piano d’azione propone un approccio dell’UE fondato su tre linee d’azione: prevenzione della tratta e della migrazione a rischio, accoglienza e garanzie procedurali nell'UE e ricerca di soluzioni durature.

"L'Europa deve agire immediatamente a tutela dei minori non accompagnati, che sono le vittime più indifese e vulnerabili della migrazione", ha dichiarato Cecilia Malmström, Commissario per gli Affari interni. "Questo piano d'azione definisce un approccio comune e coordinato per affrontare un fenomeno che andrà ampliandosi negli anni. È fondamentale che tutti gli Stati membri si impegnino per garantire ai minori non accompagnati elevati standard di accoglienza, protezione e integrazione, agendo sempre nel rispetto del principio dell’interesse superiore del minore. Dobbiamo in particolare concentrarci sulla ricerca delle famiglie dei minori che arrivano da soli nell'UE e garantire condizioni di rimpatrio finalizzate al ricongiungimento familiare".

Il piano d'azione si basa su dieci principi.

1. Il minore deve essere anzitutto e soprattutto considerato tale. L’interesse superiore del minore deve costituire la considerazione preminente per ogni atto concernente i minori non accompagnati.

2. Il minore deve essere trattato conformemente alle norme e ai principi dell'Unione europea e dei suoi Stati membri, in particolare la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti del fanciullo e la Convenzione europea dei diritti dell'uomo.

3. Bisogna compiere ogni possibile sforzo per creare un contesto che consenta al minore di crescere nel suo paese di origine con buone prospettive di sviluppo personale e di vita dignitosa.

4. Il minore va protetto dai trafficanti di esseri umani e dai gruppi criminali, come pure da altre forme di violenza e sfruttamento.

5. Non bisogna risparmiare sforzi per rintracciare la famiglia del minore ai fini di un ricongiungimento, purché ciò sia nell'interesse superiore del minore stesso.

6. Dacché il minore non accompagnato è individuato alla frontiera esterna o in uno Stato membro, fino a quando non si trovi una soluzione duratura, devono applicarsi misure di accoglienza e garanzie procedurali specifiche. È essenziale nominare un tutore o un rappresentante legale.

7. La decisione sul futuro di ciascun minore va presa quanto più rapidamente, preferibilmente entro sei mesi.

8. Il minore non accompagnato dovrebbe essere sempre accolto in strutture adeguate e trattato in modo del tutto compatibile con il suo interesse superiore. Il trattenimento, pur giustificato in casi eccezionali, deve costituire l'ultima risorsa a cui ricorrere soltanto per il più breve tempo possibile e considerando preminente l'interesse superiore del minore.

9. Le soluzioni durature vanno trovate sulla base della valutazione individuale dell'interesse superiore del minore. Si può trattare del rimpatrio nel paese d'origine dove occorrerà garantire il reinserimento; del riconoscimento dello status di protezione internazionale o di altro status giuridico che consenta al minore di integrarsi nello Stato membro di residenza; del reinsediamento nell'Unione europea.

10. Tutte le parti interessate – istituzioni UE, Stati membri, paesi di origine e transito, organizzazioni internazionali e organizzazioni della società civile – dovrebbero unire le proprie forze e raddoppiare gli sforzi per affrontare il problema dei minori non accompagnati e garantire la tutela del loro interesse superiore.

Dati e statistiche

La rete europea sulle migrazioni ha realizzato uno studio comparativo sui minori non accompagnati nell'UE. La relazione di sintesi e le 22 relazioni nazionali su cui questa si basa sono disponibili sul sito web della rete:

http://emn.sarenet.es/Downloads/prepareShowFiles.do;?directoryID=115.

Sala stampa online Giustizia e affari interni:

http://ec.europa.eu/justice_home/news/intro/news_intro_en.htm

Homepage di Cecilia Malmström, Commissario per gli Affari interni:

http://ec.europa.eu/commission_2010-2014/malmstrom/welcome/default_en.htm

Per maggiori informazioni

MEMO/10/168

MEMO/10/169


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