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Un passo avanti nella politica comune dei visti: il codice UE dei visti diventa applicabile

European Commission - IP/10/387   30/03/2010

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IP/10/387

Bruxelles, 30 marzo 2010

Un passo avanti nella politica comune dei visti: il codice UE dei visti diventa applicabile

Dal 5 aprile sarà applicabile il codice UE dei visti, un corpus che riunisce tutte le disposizioni normative che disciplinano le decisioni sui visti. Il codice dei visti aumenta la trasparenza, migliora la certezza del diritto e garantisce la parità di trattamento dei richiedenti, armonizzando nel contempo le norme e le prassi degli Stati Schengen (22 Stati membri e 3 Stati associati) che applicano la politica comune dei visti.

"Dal 5 aprile le condizioni per il rilascio dei visti per lo spazio Schengen ai cittadini di paesi terzi diventeranno più chiare, più precise, più trasparenti e più eque. Ottenere un visto UE sarà più rapido", ha dichiarato Cecilia Malmström, commissario per gli Affari interni. "Il codice UE dei visti garantirà che la normativa europea sui visti venga applicata in modo armonizzato".

Il codice dei visti riunisce tutte le disposizioni vigenti in materia di visti e introduce norme comuni sulle condizioni e sulle procedure di rilascio. Contiene disposizioni generali e norme per la determinazione dello Stato membro competente per l'esame delle domande di visto. Inoltre armonizza le disposizioni riguardanti il trattamento delle domande e le decisioni.

Il modulo uniforme di domanda di visto è stato snellito. Il contenuto delle singole caselle è stato chiarito, a vantaggio sia dei richiedenti che del personale consolare.

Ulteriori categorie di persone beneficeranno della concessione gratuita del visto, e i diritti per i visti dei minori tra i sei e i dodici anni sono stati ridotti a 35 euro (l'importo generale dei diritti rimane di 60 euro).

I cittadini di paesi terzi con cui l'Unione ha concluso accordi di facilitazione del visto continueranno a pagare 35 euro per i diritti di visto.

Il codice aumenta la trasparenza e la certezza del diritto. Impone l'obbligo di motivare il rifiuto del visto e riconosce il diritto di ricorso contro le decisioni negative.

Infine, il codice rafforza il ruolo delle delegazioni dell'Unione nel coordinamento della cooperazione tra gli Stati membri nell’ambito della "cooperazione locale Schengen" nei paesi terzi. In tal modo contribuisce anche a una maggiore armonizzazione delle procedure.

Per garantire la parità di trattamento dei richiedenti, è stato redatto il manuale per il trattamento delle domande di visto (adottato dalla Commissione il 19 marzo 2010), che sarà a disposizione di tutto il personale consolare degli Stati membri.

Il codice dei visti è stato adottato nel giugno del 2009 dal Parlamento europeo e dal Consiglio.

Il video è disponibile all'indirizzo:

http://ec.europa.eu/commission_2010-2014/malmstrom/media/default_en.htm

MEMO/10/111


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