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Bruxelles, 24 marzo 2010

La Commissione europea prepara nuovi negoziati con gli USA per il trasferimento di dati bancari a scopo di controterrorismo

La Commissione ha adottato oggi un progetto di mandato negoziale riguardante il trasferimento di dati bancari al governo degli Stati Uniti nell'ambito del programma di controllo delle transazioni finanziarie dei terroristi (TFTP). La Commissione conta di concludere un accordo quest'estate in modo da colmare le attuali lacune sul fronte della sicurezza.

"Il terrorismo resta una delle principali minacce per la sicurezza dell'UE; dobbiamo creare strumenti di contrasto all'altezza della situazione, che consentano un'efficace cooperazione internazionale" ha dichiarato Cecilia Malmström, commissario per gli Affari interni. "Il programma che proponiamo a sostegno di questo accordo UE-USA sul trasferimento dei dati di messaggistica finanziaria si è già dimostrato efficace in passato e sono certa che lo sarà anche in futuro poiché garantirà la massima protezione possibile dei dati personali dei cittadini dell'Unione, riconoscerà a questi ultimi il diritto di ricorrere in sede amministrativa e giurisdizionale, assicurerà un maggiore controllo grazie a un sistema di valutazioni periodiche e garantirà che le richieste di dati siano approvate da un'autorità pubblica giudiziaria. Farò in modo che in tutte le fasi dei negoziati il Parlamento europeo sia immediatamente e pienamente informato e che nei colloqui con le controparti USA si tenga debitamente conto delle preoccupazioni e dei suggerimenti del Parlamento europeo."

"Il nostro ruolo è assicurare che i diritti dei cittadini siano sempre rispettati e tutelati" ha dichiarato la vicepresidente Viviane Reding, commissario per la Giustizia, i diritti fondamentali e la cittadinanza. "Nel preparare il mandato per il nuovo accordo, Cecilia ed io abbiamo tenuto conto delle principali preoccupazioni espresse dal Parlamento europeo lo scorso settembre, specie per quanto riguarda il diritto al rispetto della vita privata e il diritto a un ricorso effettivo, amministrativo e giurisdizionale, basato sul principio della non discriminazione. Il futuro accordo prevede che la Commissione riferisca periodicamente al Parlamento europeo, garantendo così il controllo democratico. Per finire, il futuro accordo prevede espressamente la reciprocità da parte degli USA nell’eventualità che l'UE decida di istituire un proprio programma di controllo delle transazioni finanziarie dei terroristi. Penso che, con questi presupposti, l'Unione europea possa intraprendere fiduciosa un nuovo ciclo di negoziati con i partner USA."

La proposta odierna prevede che la Commissione debba ricevere il mandato per negoziare un livello elevato di protezione dei dati personali e si impegni a tenere il Parlamento europeo pienamente informato in tutte le fasi dei negoziati.

Stando alla proposta, il progetto di mandato contempla nuove e importanti garanzie per la protezione dei dati, quali la limitazione del trattamento ai soli fini di controterrorismo e il divieto assoluto di trasferire ai paesi terzi “dati alla rinfusa” (possono essere trasferite soltanto le cosiddette “informazioni indiziarie”). L'obiettivo è limitare potenzialmente il volume di dati personali trasferiti alle autorità USA.

Conformemente al diritto dell'UE, il mandato propone un termine massimo generale per la conservazione dei dati di cinque anni. L'UE potrà denunciare l'accordo in caso di violazione delle garanzie per la protezione dei dati.

Contesto

Nella sessione del Consiglio GAI del 25 febbraio 2010, si è registrato un consenso generale tra gli Stati membri circa la necessità di concludere con urgenza un nuovo accordo TFTP UE-USA per proseguire questo efficace programma di controterrorismo, dopo il rifiuto del Parlamento europeo dell’11 febbraio di approvare l'accordo interinale TFTP.

Conseguentemente al voto del Parlamento, il 22 febbraio il Presidente del Consiglio ha trasmesso al Segretario di Stato degli Stati Uniti una lettera nella quale comunicava che, a seguito della risoluzione del Parlamento, l'UE non poteva diventare parte dell'accordo interinale e poneva fine all'applicazione provvisoria dell'accordo.

Per maggiori informazioni

MEMO/10/101


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