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Cambiamenti climatici: la Commissione europea definisce la strategia per dare nuovo impulso all 'azione globale dopo Copenaghen

European Commission - IP/10/255   09/03/2010

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I P/10/255

Bruxelles , 9 marzo 2010

Cambiamenti climatici: la Commissione europea definisce la strategia per dare nuovo impulso all 'azione globale dopo Copenaghen

La Commissione europea ha definito oggi una strategia per mantenere l 'impulso delle iniziative globali volte ad affrontare i cambiamenti climatici. La comunicazione propone che l'UE cominci a mettere in atto in tempi brevi il testo approvato lo scorso dicembre a Copenaghen e soprattutto l'assistenza finanziaria "rapida" ai paesi in via di sviluppo. Parallelamente l'UE dovrebbe continuare a insistere per concludere un accordo valido e giuridicamente vincolante che coinvolga tutti i paesi in una vera azione per il clima. Per fare ciò sarà necessario inserire il testo di Copenaghen nei negoziati delle Nazioni Unite e affrontare i punti deboli del protocollo di Kyoto. Un'azione di coinvolgimento attivo dell'UE verso l'esterno sarà il fattore determinante per promuovere il sostegno ai negoziati ONU. La Commissione s'impegnerà in tal senso in stretta collaborazione con il Consiglio e con il sostegno del Parlamento europeo.

Il p residente della Commissione, José Manuel Barroso, ha dichiarato: " La Commissione è decisa a mantenere l'impulso a favore dell'azione di lotta ai cambiamenti climatici in tutto il mondo. La comunicazione di oggi definisce una strategia chiara riguardante le fasi successive necessarie per dare nuovo vigore ai negoziati internazionali e coinvolgere i nostri partner in questo percorso. Intendo chiedere al prossimo Consiglio europeo di sostenere la strategia, anche sulla base di ulteriori consultazioni che la Commissaria Hedegaard avvierà, su mia richiesta, con i principali partner internazionali ."

Connie Hedegaard, c ommissaria incaricata dell'Azione per il clima, si è così espressa: " I cambiamenti climatici potranno essere contenuti solo con l'intervento di tutti i principali emettitori. Naturalmente, nessuno più di me si augura di poter giungere a risultati conclusivi in Messico; tuttavia, i segnali che giungono da varie capitali dei principali emettitori non rendono questo obiettivo molto probabile. A Copenaghen il mondo ha avuto un'opportunità unica e non l'abbiamo sfruttata nella sua interezza. Adesso dobbiamo garantire l'impulso necessario e fare del nostro meglio per ottenere dei risultati specifici e importanti a Canc ú n e per garantire il raggiungimento di un accordo sulla forma giuridica al più tardi in Sudafrica. Copenaghen ha rappresentato un passo avanti. E anche se il testo approvato in quella sede non corrisponde agli obiettivi ambiziosi che l'Europa si è fissata, il sostegno sempre maggiore che tale testo sta ricevendo in tutto il mondo offre all'UE la possibilità di ispirarsi ad esso e tradurlo in azione. L'esempio più convincente di leadership che ora l'Europa può dare è l'adozione di interventi concreti e decisi per trasformare l'UE nella regione più compatibile con il clima al mondo; ciò ci permetterà anche di rafforzare la sicurezza energetica, di stimolare una crescita economica più ecocompatibile e di creare nuova occupazione."

Tabella di marcia per i negoziati

La comunicazione propone una tabella di marcia per il processo negoziale che ripartirà ad aprile. Le linee politiche contenute nel testo approvato a Copenaghen (il cosiddetto "Copenhagen Accord") – che non sono state formalmente adottate come decisione ONU – dovranno essere integrate nei testi oggetto di negoziato in ambito ONU che conterranno la base del futuro accordo globale sul clima. L'UE è pronta a sottoscrivere un patto giuridicamente vincolante a livello mondiale nel corso della conferenza ONU sul clima di Cancún, in Messico, alla fine di quest'anno. La Commissione è tuttavia consapevole che le divergenze di vedute tra i paesi potrebbero ritardare l'adozione di un accordo al 2011. L'UE è pronta ma il resto del mondo potrebbe non esserlo e per questo dovremo adottare un approccio graduale.

Il testo di Copen aghen

Il testo approvato a Copen aghen rappresenta un passo in avanti verso l'obiettivo che l'UE si è fissato di arrivare ad un accordo sul clima di portata mondiale e giuridicamente vincolante che entri in vigore nel 2013, cioè al termine del primo periodo di impegno previsto dal protocollo di Kyoto. Il testo accoglie l'obiettivo principale sostenuto dall'UE, ossia il mantenimento del surriscaldamento globale al di sotto dei 2 °C rispetto ai livelli preindustriali, per evitare le ripercussioni peggiori dei cambiamenti climatici.

Finora i paesi indust rializzati e in via di sviluppo che producono oltre l'80% delle emissioni di gas serra a livello planetario hanno inserito i rispettivi obiettivi di emissione o azioni in materia nel testo di Copenaghen. Questo dato significa che la maggior parte dei paesi intende intensificare la lotta contro i cambiamenti climatici.

Integrità ambientale

I negoziati internazionali dovranno garantire che il futuro accordo globale sul clima abbia un 'elevata integrità ambientale e serva realmente a mantenere il riscaldamento al di sotto dei 2 °C. Il protocollo di Kyoto rimane l'elemento attorno al quale ruota il processo ONU, ma è necessario affrontarne i problemi, in particolare il numero limitato di paesi cui è destinato e i punti deboli più seri, che riguardano le norme per la contabilizzazione delle emissioni prodotte dalla silvicoltura e il trattamento dei diritti di emissione nazionali in eccesso riportati dal periodo 2008‑2012. Se tali punti deboli permanessero si rischierebbe di annullare del tutto gli attuali impegni dei paesi industrializzati ad abbattere le emissioni.

La leadership dell 'UE

La Commissione ritiene che l 'UE debba dare dimostrazione di leadership adottando azioni concrete nell'ambito della sua strategia Europa 2020 presentata il 3 marzo (vedi IP/10/225 ) per trasformarsi nella regione mondiale più compatibile con il clima. L'UE si è impegnata a ridurre le emissioni del 20% rispetto ai livelli del 1990 entro il 2020 e ad arrivare al 30% se altre economie importanti accetteranno di partecipare equamente allo sforzo globale di abbattimento. In vista del Consiglio europeo di giugno la Commissione preparerà un'analisi delle strategie pratiche che potrebbero essere necessarie per ottenere una riduzione delle emissioni del 30%; successivamente la Commissione provvederà a delineare un percorso di transizione che porti l'UE a diventare un'economia a basse emissioni di carbonio entro il 2050. In linea con la strategia UE 2020, si tratta di proporre soluzioni intelligenti che favoriscano la lotta ai cambiamenti climatici ma anche la sicurezza energetica e l'occupazione.

Finanziamenti "rapidi"

L a Commissione propone che l'UE inizi a dare applicazione al testo di Copenaghen. Per tutelare la propria credibilità e rafforzare le capacità dei paesi beneficiari di far fronte ai cambiamenti climatici l'UE dovrebbe concretizzare in tempi rapidi l'impegno a stanziare 2,4 miliardi di euro nell'ambito dell'assistenza finanziaria "rapida" annua ai paesi in via di sviluppo nel periodo 2010-2012. La Commissione è disposta a garantire il coordinamento dell'assistenza UE.

Sviluppare ulteriormente i mercati del carbonio

La comunicazione sottolinea che l 'UE dovrebbe impegnarsi per portare avanti lo sviluppo del mercato internazionale del carbonio, elemento fondamentale per dare impulso agli investimenti a basse emissioni di carbonio e ridurre le emissioni planetarie in maniera economicamente efficace. Il mercato del carbonio può inoltre creare importanti flussi finanziari verso i paesi in via di sviluppo.

Intensificare le attività di coinvolgimento

L 'UE dovrà lavorare di più per creare fiducia sulla possibilità di giungere ad un patto globale ed esaminare quali decisioni specifiche orientate all'azione potranno essere adottate a Cancún. La Commissione avvierà queste iniziative di coinvolgimento e sensibilizzazione in stretto contatto con il Consiglio e con la presidenza e intende incoraggiare e assistere il Parlamento europeo affinché coinvolga attivamente i parlamentari dei principali paesi partner.

Per ulteriori informazioni:

http://ec.europa.eu/environment/climat/future_action_com.htm


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