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Inizia una nuova fase di consultazioni sul riesame della direttiva UE relativa all'orario di lavoro e viene pubblicata una nuova relazione sulla sua attuazione

European Commission - IP/10/1760   21/12/2010

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IP/10/1760

Bruxelles, 21 dicembre 2010

Inizia una nuova fase di consultazioni sul riesame della direttiva UE relativa all'orario di lavoro e viene pubblicata una nuova relazione sulla sua attuazione

La Commissione europea, nel quadro del suo riesame della direttiva UE sull'orario di lavoro, ha oggi avviato la seconda fase obbligatoria di consultazione dei rappresentanti dei lavoratori e dei datori di lavoro a livello UE. Ha inoltre presentato una relazione dettagliata sull'attuazione della direttiva concernente l'orario di lavoro da parte degli Stati membri. La nuova consultazione chiede i pareri delle parti sociali sulle possibili opzioni di riesame delle regole UE sull'orario di lavoro. Presenta altresì i principali risultati della prima fase di consultazione delle parti sociali (IP 10/345) e una panoramica dei dati più recenti sulle tendenze e sui modelli relativi all'orario di lavoro nonché un'analisi dell'impatto socioeconomico delle attuali norme negli Stati membri.

László Andor, commissario UE responsabile per l'occupazione, gli affari sociali e l’integrazione, ha dichiarato: "La seconda consultazione dei rappresentanti dei lavoratori e dei datori di lavoro si concentra sull'esame dei pareri da essi espressi per favorire il raggiungimento di un accordo sul riesame delle regole UE relative all'orario di lavoro. L'attuale situazione non è sostenibile né politicamente né giuridicamente". Ha quindi aggiunto: " Dobbiamo ripartire da capo e adottare un nuovo approccio all'orario di lavoro a livello UE. Non è un compito facile, ma sono convinto che la nuova relazione sull'attuazione delle attuali norme pubblicata oggi ci aiuterà ad andare oltre le discussioni del passato e a trovare una soluzione equilibrata che rifletta le esigenze reali dei lavoratori, dei consumatori e delle imprese nel XXIo secolo".

Il lancio di questo documento di consultazione costituisce il passo successivo nel quadro del nuovo riesame della legislazione UE sull'orario di lavoro annunciato dal presidente della Commissione José Manuel Barroso alla fine del 2009. Il riesame si basa su una serie di obiettivi strategici destinati in primo luogo ad adattare l'orario di lavoro ai cambiamenti del mondo lavorativo, tutelando nel contempo la salute e la sicurezza dei lavoratori.

Il documento relativo alla seconda fase di consultazione chiede alle parti sociali di formulare i loro pareri in merito a due approcci alternativi: un riesame dalla portata più ampia o un riesame dalla portata più limitata. Vengono richieste opinioni su opzioni dettagliate riguardanti temi chiave quali:

  • i servizi di guardia;

  • i periodi minimi di riposo;

  • come affrontare la problematica degli orari di lavoro eccessivi;

  • una migliore conciliazione della vita lavorativa e di quella familiare; nonché

  • chiarimenti relativi agli ambiti in cui la legislazione può risultare poco chiara.

Dalle risposte alla prima fase di consultazione dei rappresentanti dei lavoratori e dei datori di lavoro a livello UE è emerso un ampio consenso. Il messaggio chiaro è che le attuali regole sull'orario di lavoro vanno modificate quanto prima. È inoltre emerso un consenso assai generalizzato quanto al fatto che le regole UE sull'orario di lavoro dovrebbero consentire una maggiore flessibilità affinché i rappresentanti dei lavoratori e dei datori di lavoro possano negoziare i dettagli dell'attuazione al livello adeguato.

Parallelamente la Commissione ha presentato una relazione dettagliata sull'attuazione dell'attuale direttiva da parte degli Stati membri. Tale relazione illustra la situazione attuale e identifica i punti principali di mancata osservanza o di incertezza del diritto nei vari paesi.

La Commissione ha altresì presentato i primi risultati di studi indipendenti sull'impatto socio-economico delle regole relative all'orario di lavoro e di attività di ricerca sui cambiamenti dei modelli lavorativi. Da questi risultati emergono aspetti quali i possibili effetti dannosi per la salute di orari di lavoro eccessivi, gli attuali vincoli di spesa degli Stati membri e il problema delle carenze di personale specializzato, mentre i datori di lavoro del settore pubblico e di quello privato identificano modalità per ridurre l'impatto delle regole sull'orario di lavoro. Lo studio suggerisce inoltre che la direttiva potrebbe fungere da catalizzatore per miglioramenti dell'efficienza e un migliore equilibrio tra vita privata e vita lavorativa. La Commissione pubblicherà questi risultati per aiutare le parti sociali a elaborare le loro risposte alla consultazione.

Contesto

Nel 2004 la Commissione ha presentato una proposta di modifica dell'attuale direttiva sull'orario di lavoro 2003/88/CE. La proposta mirava a chiarire l'applicazione della direttiva in relazione ai servizi di guardia, indicava la flessibilità da applicare ai periodi minimi di riposo, l'eventuale opportunità di consentire una maggiore flessibilità nel calcolo dell'orario di lavoro settimanale e le modalità di riesame dell'opt-out individuale dal limite delle 48 ore di durata media dell'orario lavorativo settimanale. Nell'aprile del 2009, tuttavia, il Consiglio dei ministri dell'UE e il Parlamento europeo hanno concluso di non essere in grado di raggiungere un accordo sulla proposta, malgrado i lunghi negoziati.

Nel settembre 2009 il presidente della Commissione Barroso ha annunciato che la nuova Commissione avrebbe avviato un nuovo riesame della direttiva, fondato su una consultazione in due fasi delle parti sociali conformemente all'articolo 154 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE) e sull'analisi dei loro pareri, con una valutazione approfondita dell'impatto socio-economico.

La prima fase della consultazione è stata lanciata nel marzo 2010.

In tale fase i rappresentanti dei lavoratori e dei datori di lavoro non hanno espresso il desiderio comune di avviare un dialogo su tali tematiche. Per questo motivo la Commissione lancia ora la seconda fase di consultazione dei rappresentanti dei lavoratori e dei datori di lavoro a livello UE.

Parallelamente alle consultazioni, la Commissione sta realizzando una valutazione approfondita dell'impatto delle attuali regole, compreso un esame dell'applicazione giuridica della direttiva negli Stati membri. A questo si aggiunge anche uno studio indipendente dell'impatto socio-economico.

Nella seconda fase di consultazione le parti sociali potranno comunicare alla Commissione i loro pareri sulle diverse opzioni di modifica della direttiva sull'orario di lavoro entro la fine di febbraio 2011. Sulla base delle risposte ottenute la Commissione inizierà a preparare una proposta legislativa di modifica della direttiva ed elaborerà una valutazione dettagliata dell'impatto delle modifiche proposte. La proposta legislativa potrebbe essere adottata dopo il completamento della valutazione dell'impatto, previsto per il terzo trimestre del 2011. Essa dovrebbe poi essere esaminata ed approvata dal Consiglio e dal Parlamento.

Le parti sociali possono tuttavia decidere in qualsiasi fase della consultazione di avviare esse stesse un dialogo su questi aspetti conformemente all'articolo 155 del TFUE. In questo caso la Commissione dovrebbe riesaminare i tempi e il contenuto del calendario della proposta.

Per ulteriori informazioni:

Direttiva sull'orario di lavoro

http://ec.europa.eu/social/main.jsp?catId=706&langId=en&intPageId=205

Communication : http://ec.europa.eu/social/BlobServlet?docId=6419&langId=en

Implementation report :

http://ec.europa.eu/social/BlobServlet?docId=6420&langId=en

Independent study : http://ec.europa.eu/social/BlobServlet?docId=6421&langId=en


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