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Cancún, 11 dicembre 2010

L'Unione europea accoglie favorevolmente l'accordo di Cancún, un passo importante verso un quadro mondiale per l'azione a favore del clima

L'Unione europea si compiace per l'esito positivo della conferenza di Cancún sul clima. L'accordo di Cancún, adottato oggi, è un pacchetto equilibrato e sostanziale di decisioni e rappresenta un importante passo avanti verso la creazione di un quadro di riferimento globale e giuridicamente vincolante per l'azione per il clima nel periodo successivo al 2012.

Connie Hedegaard, commissaria responsabile dell’Azione per il clima, si è così espressa: "L'UE è venuta a Cancún per ottenere un pacchetto sostanziale di decisioni orientate all'azione e per mantenere vive le trattative internazionali sui cambiamenti climatici. Abbiamo contribuito alla stesura di un documento di rilievo che il pianeta attendeva e di cui aveva bisogno. Ma le due settimane trascorse a Cancún ci hanno dimostrato una volta di più quanto il processo sia tortuoso e complesso. Ciascuno di noi deve essere consapevole del lungo e difficile percorso che ci attende per conseguire l'obiettivo di un quadro di riferimento mondiale giuridicamente vincolante".

Joke Schauvliege, ministro fiammingo per l'Ambiente, la natura e la cultura, che ha rappresentato la presidenza belga dell'UE a Cancún, ha dichiarato a sua volta: "A Cancún l'UE ha lavorato senza sosta per costruire un ponte, facendo tuttavia udire le sue posizioni. L'UE ha riferito in modo trasparente in merito ai progressi compiuti nello stanziamento dei 7,2 miliardi di euro di finanziamento rapido impegnati per il periodo 2010-2012 e continuerà a farlo con cadenza annua. Ci congratuliamo con la presidenza messicana, che ha condotto una conferenza esemplare".

L'accordo di Cancún si fonda sulle decisioni adottate un anno fa a Copenhagen e indica come compiere ulteriori progressi in futuro. Rappresenta un compromesso ben equilibrato fra i diversi interessi in seno al sistema delle Nazioni Unite. Il pacchetto comprende i seguenti elementi principali:

  • per la prima volta un documento delle Nazioni Unite riconosce la necessità di contenere il riscaldamento del pianeta entro i 2°C rispetto alle temperature dell'era preindustriale e istituisce un processo per definire una data di picco massimo per le emissioni mondiali con un obiettivo di riduzione globale entro il 2050;

  • gli impegni in termini di emissioni dei paesi sviluppati e in via di sviluppo sono stati integrati nel processo delle Nazioni Unite ed è stato istituito un processo per consentirne il chiarimento; il testo riconosce inoltre la necessità di intensificare gli impegni mondiali volti ad attenuare il cambiamento climatico per rispettare il limite di 2°C;

  • l'accordo sul varo di un processo per rafforzare la trasparenza delle azioni volte a ridurre o limitare le emissioni in modo da poter monitorare più efficacemente i progressi generali;

  • la conferma dell'obiettivo in virtù del quale entro il 2020 i paesi sviluppati destineranno 100 miliardi di dollari al finanziamento per il clima nei paesi in via di sviluppo e l'istituzione di un fondo verde per il clima che convoglierà una parte cospicua di tali finanziamenti;

  • l'accordo sul quadro di adattamento di Cancún per rafforzare l'azione di adattamento al cambiamento climatico;

  • il varo di un meccanismo "REDD+" per agevolare le misure volte a ridurre le emissioni causate dalla deforestazione e dal degrado delle foreste nei paesi in via di sviluppo;

  • l'accordo relativo all'opportunità di istituire un nuovo meccanismo di mercato del carbonio che vada al di là dell'approccio basato sul progetto;

  • l'istituzione di un meccanismo tecnologico, che comprende un comitato esecutivo tecnologico e un centro e una rete di tecnologie per il clima, al fine di rafforzare lo sviluppo e il trasferimento di tecnologia;

  • la creazione di un processo trasparente per rivedere l'adeguatezza dell'obiettivo di mantenere il riscaldamento del pianeta entro 2°C, riflettendo anche sull'opportunità di rendere più rigoroso l'obiettivo, portandolo a 1,5°C nel 2015;

  • la proroga di un anno supplementare per l'operato dei gruppi di lavoro ad hoc sotto l'egida della convenzione delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico e del protocollo di Kyoto, senza vincoli di forma giuridica per l'eventuale risultato delle trattative.


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