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La Commissione propone nuove misure per migliorare la stabilità futura del settore lattiero‑caseario

Commission Européenne - IP/10/1691   09/12/2010

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IP/10/1691

Bruxelles, 9 dicembre 2010

La Commissione propone nuove misure per migliorare la stabilità futura del settore lattiero‑caseario

La Commissione europea ha adottato oggi una proposta sulle "relazioni contrattuali nel settore del latte", che mira a rafforzare la posizione dei produttori lattiero-caseari nella filiera di approvvigionamento e a preparare il settore per un futuro più sostenibile e orientato al mercato. Vi sono contemplati contratti scritti tra produttori di latte e trasformatori, la possibilità di negoziare collettivamente le condizioni contrattuali attraverso le organizzazioni di produttori (in modo da bilanciare il potere contrattuale dei produttori lattieri nei confronti dei principali trasformatori), norme specifiche dell'UE per le organizzazioni interprofessionali e misure destinate a migliorare la trasparenza nel mercato. Le misure proposte, che saranno soggette a due revisioni intermedie, rimarranno in vigore fino al 2020. La definizione di limiti adeguati per le contrattazioni collettive ed altre misure specifiche di salvaguardia dovrebbero permettere di rafforzare il potere contrattuale dei produttori di latte salvaguardando nel contempo la concorrenza e gli interessi delle PMI. La Commissione ha inoltre adottato oggi una relazione sul mercato dei prodotti lattiero-caseari nel contesto della graduale abolizione del regime delle quote latte.

Dacian Cioloș, commissario europeo per l’agricoltura e lo sviluppo rurale, ha dichiarato oggi: "Queste proposte scaturiscono dalla volontà di mettere a profitto gli insegnamenti tratti dalla crisi del mercato lattiero-caseario dello scorso anno. Altre raccomandazioni del gruppo di alto livello, istituito dopo la crisi dell'anno passato, saranno esaminate nell'ambito del dibattito sulla riforma della PAC (far fronte alla volatilità e rafforzare l'innovazione) e del pacchetto qualità (norme di commercializzazione e indicazione dell'origine nell'etichettatura). Si tratta di cambiamenti importanti che consentiranno al settore di prepararsi a un "atterraggio morbido" per il 2015, anno in cui saranno abolite le quote latte."

La proposta prevede la stipula, prima dell'inizio delle consegne, di contratti scritti facoltativi tra produttori di latte e trasformatori che definiscano i prezzi, il calendario e il volume delle consegne e la durata del contratto. Gli Stati membri possono rendere obbligatorio sul loro territorio il ricorso a tali contratti. Una deroga è prevista per le cooperative, per tener conto della loro natura specifica, sempre che i loro statuti contengano norme atte a produrre analoghi effetti.

Per riequilibrare il potere contrattuale all'interno della filiera, la proposta consente agli agricoltori di negoziare collettivamente i contratti attraverso le organizzazioni dei produttori. La definizione di limiti appropriati per i volumi da negoziare metterà gli agricoltori su un piede di parità con i principali caseifici, mantenendo nel contempo una concorrenza adeguata nella filiera del latte crudo. Questo tipo di contrattazione non dovrà infatti superare il 3,5% del totale della produzione UE e il 33% della produzione nazionale; sono previste anche specifiche norme di salvaguardia per evitare pregiudizi gravi, in particolare per le PMI.

La proposta introduce inoltre norme specifiche dell'UE per le organizzazioni interprofessionali, che interessano tutti i comparti della filiera. Tali organizzazioni possono svolgere un ruolo importante in materia di ricerca, miglioramento della qualità e promozione e diffusione di buone pratiche nei metodi di produzione e di trasformazione, contribuendo ad accrescere le conoscenze e la trasparenza nel settore. È inoltre prevista la trasmissione di informazioni più regolari sui volumi di latte crudo consegnati, per fornire una visione più chiara della produzione e dell'andamento del mercato.

Le nuove misure, che saranno riesaminate nel 2014 e nel 2018, dovrebbero rimanere in vigore fino al 2020 per dare ai produttori lattieri il tempo necessario per prepararsi all'abolizione delle quote e migliorare la loro organizzazione secondo una logica più orientata al mercato. Relazioni più chiare e equilibrate e una maggiore trasparenza nella filiera di approvvigionamento dovrebbero migliorare l'efficienza del settore e permettergli di cogliere nuove opportunità di mercato all'interno e all'esterno dell'Unione.

Le misure proposte scaturiscono dalle raccomandazioni formulate dal gruppo di esperti di alto livello sul latte (GAL), approvate nelle conclusioni della presidenza del Consiglio del 27 settembre 2010. Composto da alti funzionari dagli Stati membri e presieduto dal direttore generale della DG AGRI, il GAL è stato istituito a seguito della crisi del settore lattiero‑caseario del 2008-2009 con il mandato di formulare misure a medio e lungo termine intese a stabilizzare il mercato e il reddito dei produttori e a migliorare la trasparenza. L'analisi realizzata dal GAL evidenzia importanti squilibri nella catena di approvvigionamento, una crescente concentrazione dell'industria a fronte di un numero elevato di produttori lattieri dispersi sul territorio e una ripartizione disomogenea del valore aggiunto. Questa situazione ha generato scarsa trasparenza, rigidità e problemi nella trasmissione dei prezzi lungo la filiera.

La relazione indica che ci si sta avviando verso un "atterraggio morbido"

La Commissione ha inoltre adottato una relazione distinta sulla situazione del mercato lattiero-caseario e sulle conseguenti condizioni per estinguere gradualmente il regime delle quote latte. Partendo dalla constatazione che soltanto tre Stati membri (DK, NL, CY) hanno registrato un superamento nel 2009/2010 e che il prezzo delle quote latte è molto basso e in alcuni paesi è già arrivato a zero, la relazione conclude che ci si sta avviando verso un atterraggio morbido nella grande maggioranza degli Stati membri e che non c'è quindi motivo di rivedere le decisioni prese nell'ambito della verifica dello stato di salute della PAC riguardo al graduale aumento delle quote e alla soppressione definitiva del regime il 1° aprile 2015. La relazione suggerisce inoltre, a titolo di ulteriore salvaguardia, che in casi eccezionali in cui le misure politiche esistenti risultino insufficienti, la Commissione possa prendere in considerazione un meccanismo volto a compensare i produttori lattieri che decidano di ridurre le loro consegne per evitare gravi squilibri del mercato. Per preparare meglio il terreno all'abolizione delle quote, la Commissione propone che siano organizzate riunioni congiunte degli esperti del comitato di gestione dell'OCM unica e del gruppo consultivo “latte” al fine di valutare l'evoluzione e le prospettive del mercato. Una seconda relazione della Commissione è prevista per il 2012.

Maggiori informazioni:

Link alla proposta e alla relazione: http://ec.europa.eu/agriculture/milk/index_en.htm

Allegato:

  • Prezzi del latte franco azienda nei vari Stati membri (settembre 2010 rispetto a settembre 2009)

  • Andamento dei prezzi nella filiera di approvvigionamento di prodotti lattiero‑caseari

Figures and graphics available in PDF and WORD PROCESSED

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