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Bruxelles, 29 novembre 2010

Previsioni d'autunno 2010-2012: consolidamento della ripresa dell'UE, ma discontinuità dei progressi

Le previsioni d'autunno della Commissione indicano che proseguirà la ripresa economica attualmente in corso nell'UE. Il PIL dovrebbe aumentare dell'1¾% circa nel 2010-2011 e del 2% circa nel 2012. La significativa revisione al rialzo, rispetto alle previsioni di primavera, della crescita annua per il 2010 è basata sui risultati migliori del previsto ottenuti nell'anno in corso. Tuttavia, tra un'attenuazione dei fenomeni mondiali e l'avvio del risanamento delle finanze pubbliche, l'attività dovrebbe declinare verso la fine dell'anno e nel 2011 per poi riprendere nel 2012 grazie al rafforzamento della domanda privata. Con il consolidamento della ripresa economica nell'UE, le condizioni del mercato del lavoro e la situazione di bilancio dovrebbero lentamente migliorare nel corso del periodo di riferimento. Il tasso di disoccupazione dovrebbe scendere al 9% circa nel 2012 e il disavanzo pubblico diminuire al 4¼% circa del PIL. L'evoluzione negli Stati membri è tuttavia destinata a restare disuguale.

Olli Rehn, commissario per gli Affari economici e monetari dell'UE, ha dichiarato: "La ripresa economica si è consolidata. Trovo confortante la prospettiva che l'occupazione sia infine destinata a salire in Europa nel prossimo anno. Grazie alle misure di risanamento adottate e alla ripresa della crescita i disavanzi pubblici stanno iniziando a diminuire. Tuttavia questa ripresa non è omogenea e numerosi Stati membri stanno attraversando un difficile periodo di aggiustamento. Al fine di creare solide basi per una crescita e un'occupazione sostenibili, è indispensabile portare avanti con determinazione il risanamento delle finanze pubbliche e l'attuazione delle politiche intese a promuovere la crescita. Le turbolenze verificatesi sui mercati del debito sovrano segnalano la necessità di una forte azione politica."

Sviluppi finora in larga misura positivi

Come già avvenuto per le fasi di ripresa che in passato hanno fatto seguito a crisi finanziarie, l'attuale ripresa si sta dimostrando perlopiù discreta. Comunque ultimamente nella situazione economica nell'UE si è verificata una notevole schiarita, con la crescita del PIL per il 2010 finora sorprendentemente al rialzo, in particolare nel secondo trimestre. Inoltre la ripresa sembra estendersi. L'economia dell'UE presenta da qualche tempo un consistente aumento delle esportazioni - prima fase del tradizionale processo di ripresa - e sta ora entrando nella fase successiva, in cui l'aumento delle esportazioni stimola la domanda di investimenti (in attrezzature).

Una ripresa graduale e irregolare

Le prospettive a breve termine dell'economia dell'UE appaiono più contenute a causa del previsto rallentamento dell'attività a livello mondiale, che attenuerà la crescita delle esportazioni, e del fatto che le misure di sostegno temporaneo giungono a termine. Il contributo delle esportazioni nette alla crescita del PIL è destinato a calare nel periodo di riferimento, mentre il contributo della domanda interna è destinato ad aumentare, a seguito di un graduale consolidamento della crescita degli investimenti e dei consumi privati. Sul fronte degli investimenti, l'aumento del tasso di utilizzazione della capacità produttiva e la situazione di redditività delle imprese figurano tra i fattori che secondo le previsioni sosterranno la crescita, mentre i limiti dovrebbero essere costituiti dalle misure in vigore per l'assestamento dei bilanci e il risanamento delle finanze pubbliche. Quanto ai consumi privati, le prospettive di un lento miglioramento dell'occupazione, una moderata crescita dei redditi e un'inflazione contenuta sono alla base delle previsioni di ripresa, ma il risanamento e il minore ricorso al credito da parte delle famiglie sono destinati a pesare anche in questo ambito.

Nonostante a livello aggregato la ripresa stia assumendo un carattere sempre più autosufficiente, i progressi nei diversi Stati membri sono disuguali e perciò la ripresa dovrebbe continuare a un ritmo piuttosto sostenuto in alcuni di essi e accusare ritardi in altri. Questa situazione riflette le disparità nell'entità degli aggiustamenti necessari nelle diverse economie e il riequilibrio in corso nell'UE e nell'area dell'euro.

Avvio di un miglioramento della situazione del mercato del lavoro e delle finanze pubbliche

In genere il mercato del lavoro riflette l'evoluzione del PIL con un ritardo di almeno sei mesi. Conformemente a questo modello, negli ultimi mesi la situazione del mercato del lavoro nell'UE ha iniziato a stabilizzarsi e un leggero miglioramento è previsto nel periodo di riferimento. Secondo le previsioni la crescita dell'occupazione sarà di quasi ½% e di circa ¾% rispettivamente nel 2011 e nel 2012, mentre le proiezioni danno il tasso di disoccupazione in progressivo calo, dal 9½% circa quest'anno al 9% circa entro il 2012. La situazione generale dovrebbe però restare fragile e riflettere, tra l'altro, l'esaurimento delle misure politiche adottate in risposta alla recessione e l'adeguamento strutturale in corso, in particolare nel settore pubblico. Alcuni miglioramenti si notano anche a livello di finanze pubbliche, dato che quest'anno nella metà circa degli Stati membri dell'UE il disavanzo pubblico dovrebbe risultare inferiore a quello del 2009. Poiché le misure di stimolo giungono a termine e la fase di risanamento sta consolidandosi, si prevede per il prossimo anno una diminuzione del disavanzo in 24 Stati membri. Per l'UE nel suo complesso, il disavanzo dovrebbe essere di poco superiore al 5% del PIL nel 2011 e presentare un ulteriore calo di circa 1 punto percentuale nel 2012 con l'affermarsi della ripresa. Tuttavia nel periodo di riferimento il rapporto debito/PIL dovrebbe continuare a salire.

Inflazione ancora contenuta

Tanto nell'UE quanto nell'area dell'euro nel prossimo futuro l'inflazione dei prezzi al consumo dovrebbe risultare piuttosto modesta. In base alle previsioni, l'inflazione IAPC nell'UE sarà in media del 2% nell'anno in corso e nel prossimo, per scendere all'1¾% circa nel 2012 (per l'area dell'euro si prevede un tasso dell'1¾% nel 2011‑2012). Nonostante un leggero aumento dei prezzi delle materie prime e delle imposte indirette e dei prezzi amministrati in alcuni Stati membri, il persistente ristagno economico e la crescita piuttosto moderata dei salari e del costo unitario del lavoro dovrebbero frenare l'aumento dell'inflazione.

Notevoli incertezze, ma nel complesso il bilancio dei rischi dovrebbe risultare equilibrato

Dato il livello d'incertezza ancora elevato, i rischi per le prospettive di crescita dell'UE non sono trascurabili ma appaiono nel complesso compensarsi. Sul lato positivo, il riequilibrio della crescita del PIL verso la domanda interna e le ripercussioni della ripresa dell'attività in Germania e in altri Stati membri potrebbero risultare di entità superiore a quella attualmente prevista. Anche le politiche adottate per far fronte agli elevati disavanzi e al debito potrebbero risultare più efficaci del previsto nel dissipare le inquietudini del mercato e nell'aumentare il livello di fiducia fra imprese e consumatori. Sul lato negativo, la situazione del mercato finanziario resta preoccupante e nuove tensioni sono possibili, come mostrano le turbolenze di recente ricomparse sui mercati dei titoli sovrani. Inoltre non si può escludere che la domanda esterna sia meno sostenuta del previsto, mentre il risanamento delle finanze pubbliche potrebbe pesare più di quanto ipotizzato sulla domanda interna dei paesi interessati. Anche i rischi che gravano sulle previsioni relative all'inflazione sembrano nel complesso compensarsi.

Per una relazione più dettagliata, si veda al seguente indirizzo:

http://ec.europa.eu/economy_finance/eu/forecasts/2010_autumn_forecast_en.htm

A. Altafaj Tel. 295 2658

P. Seppala Tel. 299 2488

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