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IP/10/1505

Bruxelles, 15 novembre 2010

Verso un'Europa senza barriere: la Commissione europea punta a migliorare l'accessibilità per 80 milioni di disabili

Per la maggior parte delle persone è scontato poter salire su un autobus per andare a fare la spesa, navigare su internet o guardare una serie televisiva. Ma gli 80 milioni di cittadini europei con disabilità possono incontrare gravi ostacoli che rendono impossibili queste attività. La Commissione europea ha adottato oggi una nuova strategia per abbattere queste barriere. Il progetto illustra come l'UE e i governi nazionali possano consentire ai disabili di esercitare i propri diritti. Nei prossimi dieci anni saranno adottate misure specifiche che vanno dal riconoscimento reciproco delle tessere d'invalidità nazionali alla promozione della standardizzazione, fino all'applicazione più mirata delle norme in materia di appalti pubblici e aiuti di Stato. Tali misure produrranno non solo benefici sociali sostanziali, ma anche un effetto trainante per l'economia europea, ad esempio rafforzando il mercato dell'UE dei dispositivi e dei servizi assistiti, il cui valore annuo è attualmente stimato a più di 30 miliardi di euro. Inoltre, la Commissione valuterà la possibilità di proporre, entro il 2012, un Atto europeo per l'accessibilità allo scopo di sviluppare ulteriormente il mercato unico dei prodotti e dei servizi accessibili.

"Per poter partecipare pienamente alla nostra società e alla nostra economia, le persone con disabilità devono poter accedere più facilmente agli edifici e ai trasporti pubblici, nonché ai servizi digitali", ha dichiarato la vicepresidente Viviane Reding, Commissaria per la Giustizia, i diritti fondamentali e la cittadinanza. "Un metodo particolarmente efficace per ottenere questo scopo consiste nell'elaborare norme a livello europeo per beni e servizi accessibili e nell'utilizzare gli appalti pubblici per promuovere l'accessibilità degli edifici pubblici. Misure analoghe hanno avuto successo negli Stati Uniti, sia sul piano sociale che su quello economico. È necessario, inoltre, che queste persone non incontrino difficoltà aggiuntive quando attraversano una frontiera: un cittadino con una disabilità riconosciuta che decide di stabilirsi in un altro paese deve poter godere degli stessi benefici che aveva nel proprio paese di origine, come l'accesso gratuito o ridotto ai trasporti pubblici. Il mio obiettivo è realizzare entro il 2020 un'Europa realmente priva di barriere per i disabili".

Nell'Unione europea una persona su sei - in totale 80 milioni circa – presenta una disabilità da leggera a grave, mentre più di un terzo dei cittadini oltre i 75 anni sono portatori di disabilità che li limitano parzialmente. Queste cifre sono destinate ad aumentare con il progressivo invecchiamento della popolazione dell'UE. La maggior parte di queste persone troppo spesso non riesce a partecipare pienamente alla vita sociale ed economica a causa di barriere fisiche o di altro tipo, ma anche perché discriminate.

Abbattere queste barriere non solo è un dovere sociale, ma può anche aprire nuove opportunità di mercato. Uno studio realizzato dal Royal National Institute of the Blind del Regno Unito ha dimostrato che una catena di supermercati, dopo aver investito 35 000 sterline per rendere accessibile il proprio sito internet, ha registrato entrate supplementari di oltre 13 milioni di sterline all'anno. In Germania, un altro studio ha dimostrato che una maggiore offerta di strutture accessibili aumenterebbe gli spostamenti dei disabili, garantendo al settore turistico tedesco un aumento del fatturato compreso tra 620 milioni e 1,9 miliardi di euro.

In questo contesto, la strategia presentata oggi dalla Commissione segna la ripresa dell'impegno da parte dell'UE a migliorare le condizioni dei cittadini europei con disabilità, e completa e sostiene l'azione degli Stati membri, che sono i principali responsabili delle politiche in materia di disabilità.

La strategia dell'UE punta ad offrire ai disabili la possibilità di esercitare i propri diritti in condizioni di parità rispetto agli altri cittadini e a rimuovere gli ostacoli che essi incontrano nella vita quotidiana. Le principali azioni previste sono le seguenti:

  • l'iniziativa per l'accessibilità: valutare come applicare la standardizzazione e le norme in materia di appalti pubblici e aiuti di Stato al fine di rendere accessibili alle persone con disabilità tutti i beni e i servizi, incoraggiando allo stesso tempo un mercato dell'UE per i dispositivi assistiti ("Atto europeo per l'accessibilità"); sulla base di quanto è accaduto negli Stati Uniti, si prevede una notevole espansione di questo mercato nel prossimi anni;

  • la partecipazione: garantire che le persone con disabilità e le loro famiglie possano esercitare i diritti relativi alla cittadinanza europea in condizioni di parità grazie al riconoscimento reciproco delle tessere di invalidità e dei relativi diritti; facilitare l'impiego del linguaggio dei segni e del Braille per i cittadini dell'UE che esercitino i propri diritti elettorali o che entrino in contatto con le istituzioni dell'UE; promuovere la realizzazione in formato accessibile di siti web e materiale protetto da diritti d’autore, come ad esempio i libri;

  • il finanziamento: assicurare che i programmi dell'UE in settori che interessano le persone con disabilità prevedano la promozione di condizioni eque di lavoro per gli operatori sanitari professionisti e non professionisti, nonché lo sviluppo di piani per l'assistenza personale;

  • una maggiore cooperazione tra gli Stati membri (attraverso il gruppo ad alto livello sulla disabilità) e la società civile: promuovere un forum per lo scambio di dati e il coordinamento delle politiche, soprattutto per quanto concerne la trasferibilità dei diritti, come ad esempio il diritto all'assistenza personale;

  • la sensibilizzazione: accrescere la consapevolezza dell'opinione pubblica in materia di disabilità e accessibilità, ad esempio attraverso l'istituzione di un premio europeo per le città accessibili;

  • la accolta e l'analisi di informazioni: migliorare le conoscenze sulle condizioni delle persone con disabilità in Europa e sulle barriere che esse incontrano nella vita di tutti i giorni, identificando e promuovendo al contempo le strutture di sostegno realizzate con successo dagli Stati membri a livello nazionale.

Tale strategia prevede una lista di azioni concrete e un calendario. La Commissione presenterà periodicamente relazioni sull'andamento del progetto e sui progressi compiuti al fine di rispettare gli obblighi imposti dalla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, di cui è firmataria.

Contesto

Secondo la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, "l'Unione riconosce e rispetta il diritto delle persone con disabilità di beneficiare di misure intese a garantirne l'autonomia, l'inserimento sociale e professionale e la partecipazione alla vita della comunità". Inoltre, l'UE e tutti i 27 Stati membri si sono già impegnati nella creazione di un'Europa senza barriere sottoscrivendo la Convenzione ONU.

L'attuale strategia UE per la disabilità specifica le iniziative prese dall'UE nell'ambito della strategia Europa 2020 (IP/10/225) e le azioni proposte nella relazione 2010 sulla cittadinanza dell'UE (IP/10/1390).

Ulteriori informazioni

La strategia europea in materia di disabilità 2010-2020, "Un rinnovato impegno per un'Europa senza barriere", e la relativa documentazione sono disponibili sul seguente sito:

http://ec.europa.eu/social/main.jsp?langId=en&catId=89&newsId=933&furtherNews=yes

Homepage di Viviane Reding, vicepresidente e Commissaria per la Giustizia, i diritti fondamentali e la cittadinanza:

http://ec.europa.eu/commission_2010-2014/reding/index_en.htm

MEMO/10/578


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