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IP/10/1357

Bruxelles, 20 ottobre 2010

La Commission esprime soddisfazione per l’approvazione di nuove norme contro i ritardi di pagamento da parte del Parlamento europeo

Il vicepresidente della Commissione europea Antonio Tajani ha espresso soddisfazione per il fatto che il Parlamento europeo abbia oggi votato a favore di una nuova direttiva finalizzata a lottare contro i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali. La direttiva tutelerà meglio gli interessi dei creditori, che sono nella maggior parte dei casi PMI, pur nel pieno rispetto dell’autonomia contrattuale. Gli enti pubblici saranno tenuti a pagare entro 30 giorni, od altrimenti a pagare interessi di mora al tasso dell’8%. Grazie a questo provvedimento si prevede che le imprese vedranno aumentare di 180 miliardi di euro la liquidità a loro disposizione.

Il vicepresidente della Commissione europea Antonio Tajani, commissario responsabile per imprese e industria, ha dichiarato: “Il lavoro va retribuito tempestivamente. Questo è un principio fondamentale di correttezza, che però svolge anche un ruolo d’importanza cruciale ai fini della solidità di un’impresa, delle sue disponibilità finanziarie e del suo accesso a credito e finanziamenti. Di conseguenza la nuova direttiva gioverà all’intera economia europea.”

Le nuove disposizioni della direttiva stabiliscono tra l’altro che:

  • Venga armonizzato il termine dei pagamenti effettuati dagli enti pubblici alle imprese: gli enti pubblici dovranno pagare entro 30 giorni ovvero, in circostanze del tutto eccezionali, entro 60 giorni i beni ed i servizi che hanno acquistato.

  • In rapporto all’autonomia contrattuale delle imprese in tema di transazioni commerciali, le imprese debbano regolare le fatture entro 60 giorni, a meno che non abbiano espressamente concordato altrimenti e che ciò non costituisca una condizione manifestamente iniqua.

  • Alle imprese venga conferito il diritto automatico di esigere il pagamento degli interessi di mora e di ottenere altresì un importo fisso minimo di €40 a titolo d’indennizzo dei costi di recupero del credito. Esse potranno comunque esigere anche il rimorso di tutti i costi ragionevoli incorsi a tal fine.

  • Il tasso di legge applicabile agli interessi di mora venga aumentato e portato ad almeno 8 punti percentuali al disopra di quello di riferimento della Banca centrale europea. Non è consentito agli enti pubblici fissare tassi inferiori per gli interessi di mora.

  • Venga reso più facile per le imprese contestare in tribunale termini e pratiche manifestamente iniqui.

  • Vi siano maggiore trasparenza ed un’accresciuta sensibilizzazione del pubblico: gli Stati membri saranno tenuti a pubblicare i tassi applicabili agli interessi di mora cosicché siano più accessibili per le imprese.

  • Gli Stati membri vengano incoraggiati a redigere codici di prontezza dei pagamenti.

  • Gli Stati membri abbiano la facoltà di mantenere o porre in vigore leggi e regolamenti contenenti disposizioni più favorevoli ai creditori di quelle stabilite dalla direttiva.

Prossima tappa

La direttiva andrà recepita negli ordinamenti nazionali entro ventiquattro mesi dalla sua adozione.

Per più ampie informazioni:

http://ec.europa.eu/enterprise/policies/single-market-goods/fighting-late-payments/index_en.htm


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