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Valutazione del codice frontiere Schengen: la Commissione è preoccupata per le difficoltà dei viaggiatori

European Commission - IP/10/1329   13/10/2010

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IP/10/1329

Bruxelles, 13 ottobre 2010

Valutazione del codice frontiere Schengen: la Commissione è preoccupata per le difficoltà dei viaggiatori

Nella relazione sull’applicazione del codice frontiere Schengen alle frontiere interne, la Commissione mette a fuoco tre principali motivi di preoccupazione: difficoltà connesse alle verifiche che sarebbero effettuate in maniera periodica e sistematica in certe zone di frontiera interne; presenza di ostacoli alla scorrevolezza del traffico ai valichi di frontiera stradali delle frontiere interne; ritardi nel notificare il ripristino dei controlli alle frontiere interne.

"La creazione di uno spazio senza frontiere interne in cui le persone possono circolare liberamente rappresenta uno dei più grandi traguardi della cooperazione europea e un vantaggio reale per i cittadini. È pertanto deplorevole che non tutti ne rispettino le regole, come si legge nella relazione", ha dichiarato Cecilia Malmström, Commissaria UE per gli Affari interni.

L'accordo di Schengen prevede che le persone, indipendentemente dalla cittadinanza, possano attraversare le frontiere interne ovunque senza dover subire verifiche di frontiera. Sono invece consentite su tutto il territorio, anche nelle zone di frontiera, le verifiche sulle persone effettuate dalle autorità competenti degli Stati membri nell’esercizio delle competenze di polizia, purché non abbiano effetto equivalente alle verifiche di frontiera.

La Commissione è preoccupata per le difficoltà segnalate dai viaggiatori, che subirebbero verifiche periodiche e sistematiche in determinate zone di frontiera interne. Per avere un controllo adeguato della situazione e rispondere alle preoccupazioni dei cittadini, la Commissione ritiene che gli Stati membri dovrebbero dare maggiori informazioni riguardo alla frequenza e ai motivi delle verifiche nelle zone frontaliere interne.

La Commissione sta pertanto esaminando i reclami e chiedendo spiegazioni agli Stati membri. Se queste non saranno soddisfacenti, la Commissione utilizzerà tutti i mezzi a disposizione per assicurare la corretta applicazione del diritto dell’Unione e solleciterà dagli Stati membri statistiche sui controlli di polizia effettuati nei loro territori, in particolare nelle zone di frontiera interne. Oltre a ciò, nella proposta di revisione del meccanismo di valutazione di Schengen, la Commissione prevede di organizzare visite sul posto senza preavviso per essere sicura che non siano fatte verifiche alle frontiere interne.

La Commissione rileva inoltre che sono tuttora mantenute ai valichi stradali delle frontiere interne le grosse infrastrutture, spesso combinate a forti limitazioni della velocità. Gli Stati membri dovrebbero eliminare tutti questi ostacoli per favorire lo scorrimento del traffico, in particolare i limiti di velocità non dettati esclusivamente da considerazioni di sicurezza stradale.

Da ultimo, per quanto riguarda la possibilità ammessa dal codice frontiere Schengen di ripristinare temporaneamente i controlli di frontiera alle frontiere interne, la Commissione insiste sulla necessità di comunicare tempestivamente tale ripristino. Chiede poi agli Stati membri di inviarle informazioni dettagliate che le consentano, se del caso, di dare un parere e procedere a consultazioni formali con gli Stati membri.

Contesto

L’accordo di Schengen, firmato il 14 giugno 1985 da Belgio, Germania, Francia, Lussemburgo e Paesi Bassi, sopprime i controlli sistematici alle frontiere interne e consente alle persone di circolare liberamente nello spazio Schengen.

Lo spazio Schengen corrisponde attualmente al territorio di 25 paesi: 22 paesi UE (Austria, Belgio, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Repubblica ceca, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia e Ungheria) e tre paesi associati (Norvegia, Islanda e Svizzera). Bulgaria, Romania e Cipro applicano per ora solo parte della normativa Schengen, pertanto alle frontiere con questi tre Stati membri UE si continuano a effettuare le verifiche di frontiera.

Il codice frontiere Schengen (regolamento (CE) n. 562/2006), entrato in vigore il 13 ottobre 2006, consolida e sviluppa ulteriormente l’acquis di Schengen. Il suo titolo III ha confermato l’assenza di controlli sulle persone che attraversano le frontiere interne tra i paesi Schengen.

Ai sensi dell’articolo 38 del codice frontiere Schengen, la Commissione era tenuta a sottoporre al Parlamento europeo e al Consiglio una relazione sull’applicazione del titolo III entro il 13 ottobre 2009. A tal fine, la Commissione aveva inviato un questionario agli Stati membri per avere informazioni sull’applicazione delle disposizioni del titolo III. Il termine per presentare la relazione non è stato rispettato a causa della tardiva trasmissione, da parte di alcuni Stati membri, delle informazioni richieste. La relazione della Commissione, redatta sulla base delle risposte degli Stati membri, tiene conto anche delle informazioni trasmesse da cittadini e membri del Parlamento europeo che segnalano il persistere di verifiche alle frontiere interne e di ostacoli alla scorrevolezza del traffico in alcuni ex valichi di frontiera.

Maggiori informazioni

Homepage di Cecilia Malmström, Commissaria UE per gli Affari interni:

http://ec.europa.eu/commission_2010-2014/malmstrom/index_en.htm

MEMO/10/488


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