Navigation path

Left navigation

Additional tools

IP/10/1303

Bruxelles, 8 ottobre 2010

Biodiversità: la valutazione conferma che l'UE non ha raggiunto l'obiettivo fissato per il 2010, ma ha tratto importanti insegnamenti

Una relazione pubblicata in data odierna conferma che l'UE non ha raggiunto l'obiettivo di arrestare la perdita di biodiversità entro il 2010. Le eccessive pressioni esercitate sull'ambiente, in particolare in termini di cambiamento di destinazione d'uso dei terreni, inquinamento, specie invasive e mutamenti climatici, continuano a costituire una grave minaccia per la biodiversità del nostro continente. È quanto emerge dalla valutazione dell'attuazione del piano d'azione della Commissione per la biodiversità. La valutazione rivela anche, tuttavia, che sono stati realizzati progressi significativi negli ultimi due anni. Gli importanti insegnamenti tratti dall'attuazione del piano saranno alla base della strategia dell'UE per il periodo successivo al 2010.

Il commissario per l'ambiente Janez Potočnik ha dichiarato al riguardo: "Abbiamo tratto importanti insegnamenti e siamo riusciti a fare della biodiversità una priorità fondamentale della nostra agenda politica. Occorre però il contributo di tutti, e non della sola Europa: la minaccia che grava sul mondo è ancora più grave di quella che incombe sull'Unione. Per questo è indispensabile che dalla conferenza di Nagoya scaturisca una solida strategia globale per la tutela della biodiversità e degli ecosistemi."

Un importante processo di apprendimento

Il piano d'azione per la biodiversità è stato avviato nel 2006 con l'obiettivo di arrestare la perdita di biodiversità nell'UE entro il 2010. Come dimostra l'odierna valutazione dei progressi realizzati nell'ambito di circa 150 interventi diversi, se in alcuni settori sono stati compiuti passi avanti significativi, l'obiettivo generale fissato per il 2010 in materia di biodiversità non è stato ancora conseguito.

Sono state realizzate con successo azioni mirate destinate ad invertire il declino delle specie e degli habitat in pericolo. È stata notevolmente ampliata la rete Natura 2000, che con i suoi 26 000 siti copre attualmente il 18% del territorio dell'Unione europea. Il campo di applicazione del finanziamento LIFE+ è stato esteso per includervi problematiche più ampie connesse alla biodiversità e per sostenere l'attuazione del piano d'azione per la biodiversità dell'UE.

La nuova strategia per l'ambiente marino ha dato impulso ad interventi di tutela degli ecosistemi marini e di acqua dolce. L'estate scorsa la Commissione ha fissato i criteri che gli Stati membri devono applicare per valutare lo stato ambientale dei loro mari.

I lavori in corso nell'ambito dello studio sull'economia degli ecosistemi e della biodiversità hanno permesso di riconoscere più chiaramente il valore economico del patrimonio naturale, rendendo i decisori più consapevoli dell'interesse di investire nel capitale naturale.

Il piano d'azione ha contribuito a una migliore comprensione dei fattori che sono all'origine della perdita di biodiversità (tra cui i cambiamenti climatici), della correlazione tra biodiversità ed altre attività settoriali e del ruolo cruciale svolto dagli ecosistemi nell'attenuare i cambiamenti climatici e favorire l'adeguamento a tale fenomeno.

Tutti questi insegnamenti saranno fondamentali per il buon esito dei futuri interventi volti ad arginare la perdita di biodiversità e per conseguire il nuovo obiettivo che l'UE si è data nel mese di marzo: porre fine alla perdita di biodiversità e al degrado dei servizi ecosistemici nell'UE entro il 2020, ripristinarli nei limiti del possibile e, al tempo stesso, intensificare il contributo dell'UE per scongiurare la perdita di biodiversità a livello mondiale.

L'integrazione delle preoccupazioni relative alla biodiversità e agli ecosistemi nelle altre politiche dell'UE costituirà il punto di forza della strategia per il periodo successivo al 2010. Le riforme previste dei settori politici che hanno implicazioni significative per la biodiversità, quali la politica agricola comune e la politica comune della pesca, e i lavori preparatori per il prossimo periodo di programmazione della politica regionale dell'UE offriranno buone opportunità sia per ridurre gli impatti negativi sulla biodiversità che per mobilitare risorse destinate a finanziare misure volte a garantirne il ripristino e la conservazione.

La nuova strategia si avvarrà di una base di conoscenze notevolmente consolidata e di un parametro di riferimento per la biodiversità che consentirà di individuare e misurare chiaramente le tendenze al di là del 2010.

La situazione globale

Fuori dall'UE la situazione è ancora più allarmante, in quanto le pressioni esercitate sulla biodiversità non fanno che aumentare. Tra il 12 e il 55% dei gruppi di vertebrati, invertebrati e vegetali selezionati sono minacciati di estinzione a livello mondiale [3rd Global Biodiversity Outlook, 2010]. La comunità internazionale non è riuscita a raggiungere l'obiettivo globale di ridurre in misura significativa la perdita di biodiversità nel mondo entro il 2010. Nuovi obiettivi globali saranno discussi in occasione della 10a conferenza delle parti della convenzione sulla diversità biologica che si svolgerà dal 18 al 29 ottobre a Nagoya, in Giappone.

L'UE si è adoperata per ridurre gli impatti dei propri elevati consumi sul resto del mondo e le ripercussioni degli scambi internazionali sulla biodiversità e sugli ecosistemi mondiali. In questa prospettiva rientrano, ad esempio, i primi accordi volontari di partenariato destinati a lottare contro lo sfruttamento illegale delle foreste. Una delle preoccupazioni principali della conferenza di Nagoya sarà di garantire che i benefici derivanti dall'uso di risorse destinate allo sviluppo di prodotti quali farmaci e cosmetici siano condivisi con il paese dal quale esse provengono.

La relazione

La valutazione è densa di dati e informazioni sulle misure adottate per contenere la perdita di biodiversità in ciascuno dei 27 Stati membri e nell'insieme dell'UE. Contiene inoltre un raffronto sintetico dei risultati dei singoli paesi e una versione aggiornata degli indicatori di biodiversità (SEBI 2010).

Il testo integrale della relazione può essere consultato al seguente indirizzo:

http://ec.europa.eu/environment/nature/biodiversity/comm2006/index_en.htm


Side Bar

My account

Manage your searches and email notifications


Help us improve our website