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Bruxelles, 6 ottobre 2010

L"Unione dell'innovazione" – trasformare le idee in occupazione, crescita e progresso sociale

Il programma della Commissione europea "Unione dell'innovazione", presentato in data odierna, definisce un approccio strategico all'innovazione, che gode di un sostegno al più alto livello politico. L'Unione dell'innovazione è un progetto finalizzato a concentrare gli interventi dell'Europa – e la cooperazione con i paesi terzi – in ambiti quali i cambiamenti climatici, la sicurezza dell'approvvigionamento energetico e alimentare, la salute e l'invecchiamento della popolazione. Il programma intende utilizzare gli interventi pubblici per stimolare il settore privato e rimuovere gli ostacoli che impediscono alle idee di raggiungere il mercato: si tratta ad esempio di ovviare a problemi quali la mancanza di finanziamenti, la frammentazione dei sistemi di ricerca e dei mercati, lo scarso utilizzo degli appalti pubblici nel campo dell'innovazione e la lentezza nella definizione delle norme. L'Unione dell'innovazione è una delle iniziative faro della strategia Europa 2020.

Máire Geoghegan-Quinn, commissaria europea per la ricerca, l'innovazione e la scienza e il vicepresidente Antonio Tajani, responsabile per l'industria e l'imprenditoria, hanno dichiarato: "L'Europa che sta uscendo dalla crisi deve fare i conti con una fortissima concorrenza a livello mondiale e, in questo contesto, innovare riveste carattere di urgenza. Se non riusciremo a trasformare l'Europa in un'Unione dell'innovazione, infatti, le nostre economie saranno destinate al declino, con conseguente perdita di talenti e idee. L'innovazione è la chiave per una crescita sostenibile e una società più giusta ed ecologica. Un cambiamento profondo nella capacità di innovazione dell'Europa è il solo modo per creare posti di lavoro stabili e ben retribuiti che possano resistere alla pressione della globalizzazione."

Un nuovo studio1 ha evidenziato che uno degli obiettivi della strategia Europa 2020 – aumentare fino al 3% del PIL gli investimenti in R&S – consentirebbe, se raggiunto, di creare 3,7 milioni di posti di lavoro e di aumentare il PIL annuo di 795 miliardi di euro entro il 2025. A tal fine sarà necessario impiegare un milione in più di ricercatori.

Dieci elementi chiave dell'Unione dell'innovazione

  • I partenariati europei per l'innovazione mirano a coinvolgere i soggetti interessati – a livello europeo, nazionale e regionale, pubblico e privato – per conseguire obiettivi ben definiti in settori che uniscano la capacità di affrontare importanti sfide per la società e le potenzialità dell'Europa di affermarsi come leader mondiale. In particolare, i partenariati consentiranno di dare impulso alla R&S, coordinare gli investimenti, accelerare la normalizzazione e stimolare la domanda. La Commissione erogherà finanziamenti propri per attirarne altri, più cospicui, da tutti i soggetti interessati. All'inizio del 2011 sarà avviato un partenariato pilota su come invecchiare mantenendosi attivi e in salute, con l'obiettivo di prolungare (di due anni entro il 2020) il periodo di vita in cui godiamo di buona salute. A questo seguiranno altri partenariati in settori quali l'energia, le "città intelligenti" e la mobilità, l'efficienza idrica, le materie prime non energetiche e l'agricoltura produttiva e sostenibile.

  • La Commissione ha riunito 25 indicatori in un "Quadro valutativo dell'Unione dell'innovazione" e ha definito un elenco di controllo relativo ai sistemi innovativi che abbiano dimostrato la loro efficacia. La Commissione elaborerà un nuovo indicatore per misurare la quota di società innovative a rapida crescita nell'economia e finanzierà la creazione di un sistema indipendente di classificazione delle università.

  • La Commissione proporrà misure per migliorare l'accesso ai finanziamenti. In particolare proporrà un regime transfrontaliero per il capitale di rischio, coopererà con la Banca europea degli investimenti per migliorare regimi UE quali il "Meccanismo di finanziamento con ripartizione dei rischi " e designerà una personalità di spicco con il compito di rafforzare i collegamenti transfrontalieri tra imprese innovative e investitori.

  • Saranno potenziate le in iniziative di ricerca in atto. La Commissione intende proporre misure per completare lo Spazio europeo della ricerca – obbligo giuridico previsto dal trattato di Lisbona – entro il 2014. A tal fine sarà necessario garantire maggiore coerenza tra le politiche europee e nazionali di ricerca, ridurre gli adempimenti amministrativi e rimuovere gli ostacoli alla mobilità dei ricercatori, quali la non trasferibilità dei diritti pensionistici. Sarà necessario inoltre favorire un accesso il più ampio possibile ai risultati della ricerca finanziata con fondi pubblici. L'Ottavo Programma quadro verrà elaborato in modo da sostenere gli obiettivi di Europa 2020. Saranno ulteriormente sviluppati il Consiglio europeo della ricerca e l'Istituto europeo di innovazione e tecnologia e, tramite il proprio Centro comune di ricerca, la Commissione rafforzerà la base scientifica del processo decisionale.

  • Nel 2011 la Commissione istituirà un consiglio direttivo europeo in materia di design e un marchio europeo del design di eccellenza.

  • Sempre nel 2011 la Commissione avvierà un programma di ricerca di ampia portata in materia di settore pubblico e innovazione sociale e un progetto pilota di quadro valutativo dell'innovazione nel settore pubblico europeo; avvierà inoltre un progetto pilota sull'innovazione sociale in Europa finalizzato a creare competenze per l'innovazione sociale in quanto epicentro dei futuri programmi del Fondo sociale europeo. Essa consulterà le parti sociali sulle modalità per diffondere l'economia dell'innovazione a tutti i livelli occupazionali.

  • La Commissione propone che i governi destinino fondi ad hoc per gli appalti pubblici di prodotti e servizi innovativi, con l'obiettivo di creare un mercato degli appalti di un valore di almeno 10 miliardi di euro all'anno per le innovazioni che consentono di migliorare i servizi pubblici. La Commissione fornirà orientamenti in materia di appalti congiunti tra amministrazioni aggiudicatrici di Stati membri differenti.

  • All'inizio del 2011 la Commissione presenterà una proposta legislativa per accelerare e modernizzare il processo di normalizzazione allo scopo di consentire l'interoperabilità e promuovere l'innovazione.

  • È necessario modernizzare il regime europeo della proprietà intellettuale. Un accordo sul brevetto UE consentirebbe alle imprese di risparmiare 250 milioni di euro all'anno; per questo motivo la Commissione presenterà nel 2011 proposte per un mercato europeo della conoscenza per brevetti e licenze.

  • Per dare impulso all'innovazione sarà necessario rivedere il quadro normativo in materia di finanziamenti strutturali e aiuti di Stato. La Commissione coopererà con gli Stati membri al fine di garantire un migliore utilizzo degli 86 miliardi di euro dei Fondi strutturali desinati alla ricerca e all'innovazione nel periodo 2007-2013 e proporrà per il periodo successivo al 2013 un regime dei Fondi strutturali maggiormente incentrato sull'innovazione. Nel 2011 infine verrà rivisto il quadro sugli aiuti di Stato.

Il programma "Unione per l'innovazione" sarà esaminato nell'ambito del Consiglio concorrenza del 12 ottobre e nel Consiglio europeo di dicembre. Il suo stato di avanzamento sarà monitorato nell'ambito della gestione della strategia Europa 2020. Una convenzione annuale sull'innovazione farà il punto sull'avanzamento del programma.

Ulteriori informazioni

MEMO/10/473

http://ec.europa.eu/innovation-union

http://ec.europa.eu/enterprise/policies/innovation/index_en.htm

http://www.facebook.com/innovation.union

http://twitter.com/innovationunion

http://blogs.ec.europa.eu/innovationunlimited/

1 :

P. Zagamé, (2010) The cost of a non-innovative Europe (Il costo di un Europa non innovativa),

http://ec.europa.eu/research/social-sciences/policy-briefs-research-achievements_en.html


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