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Nuovi orientamenti per riconciliare la politica estrattiva e la politica in materia di biodiversità

European Commission - IP/10/1283   04/10/2010

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IP/10/1283

Bruxelles, 4 ottobre 2010

Nuovi orientamenti per riconciliare la politica estrattiva e la politica in materia di biodiversità

La Commissione europea ha pubblicato oggi nuovi orientamenti che chiariscono le regole per le industrie estrattive che operano in aree naturali protette. Con l'aumentare della domanda di materie prime preziose, l'accesso ai terreni per l'estrazione di minerali nell'UE acquista un'importanza sempre maggiore. Alcuni minerali si trovano in terreni che fanno parte di Natura 2000, la rete di zone naturali protette dell'UE; i nuovi orientamenti spiegano le procedure da seguire in tali casi. Le implicazioni economiche sono notevoli. L'industria in questione ha un volume d'affari di circa 49 miliardi di euro e occupa più di 250 000 cittadini. Natura 2000, che è uno strumento fondamentale nella lotta contro la perdita di biodiversità, non esclude le attività umane. Al contrario è uno schema flessibile che autorizza le operazioni estrattive a condizione che siano sostenibili sotto tutti gli aspetti e siano effettuate senza compromettere l'integrità della rete.

Antonio Tajani, vicepresidente della Commissione europea e responsabile per l'Industria e l'imprenditoria, e Janez Potočnik, commissario europeo per l'ambiente, hanno congiuntamente dichiarato: "Questi nuovi orientamenti forniranno a Stati membri e imprese chiarimenti sulla realizzazione di attività estrattive non energetiche nel rispetto dei requisiti di Natura 2000. Non c'è alcun cambiamento a livello giuridico o politico; costituiscono solo un orientamento sulla normativa esistente. Il nostro obiettivo principale è di soddisfare le esigenze dell'industria, evitando effetti negativi sulla natura e sulla fauna selvatica. Gli orientamenti garantiscono che le direttive ‘Habitat’ e ‘Uccelli’ dell'UE siano attuate in maniera adeguata."

È essenziale una pianificazione strategica

Gli orientamenti pubblicati oggi si riferiscono all'industria estrattiva non energetica e agli effetti che le attività dell'estrazione possono produrre sulla natura e sulla biodiversità. Essi analizzano in quale maniera questi effetti possano essere ridotti al minimo o evitati completamente e sottolineano l'importanza di una pianificazione strategica e di una valutazione adeguata dei nuovi sviluppi, evidenziando anche la necessità di adeguate misure di attenuazione. Gli orientamenti contengono diversi esempi di migliori pratiche e mostrano come alcuni progetti estrattivi risultino in prospettiva benefici per la biodiversità, nella misura in cui possono offrire nicchie ecologiche di qualità.

Le risorse minerarie non sono ripartite uniformemente nell'UE, poiché seguono limiti geologici piuttosto che confini politici. Dato che l'estrazione può soltanto avere luogo in giacimenti commercialmente redditizi, alcuni piani e progetti entrano in conflitto con utilizzi del suolo in concorrenza tra loro e con interessi sociali più ampi, come nel caso dei siti Natura 2000.

Contesto

L'industria estrattiva non energetica fornisce molte delle materie prime essenziali per le industrie manifatturiera e edile europee. Nel 2007 il settore ha registrato un volume d'affari di circa 49 miliardi di euro e ha fornito posti di lavoro a circa 287 000 persone. La sua importanza economica è anche maggiore in considerazione del valore aggiunto di settori a valle di più grandi dimensioni, le cui imprese dipendono da una fornitura regolare di materie prime.

Natura 2000 è la chiave di volta della politica dell'UE in materia di natura e biodiversità. Si tratta di una rete ecologica a livello di UE comprendente poco meno di 26 000 siti sparsi nei 27 Stati membri, che è stata istituita dalla direttiva Habitat del 1992 e che interessa quasi il 18% della superficie dell'UE. Scopo della rete è garantire la sopravvivenza a lungo termine delle specie e degli habitat europei più preziosi e più minacciati. Natura 2000 non è un sistema di rigorose riserve naturali in cui è esclusa ogni attività umana. La rete comprenderà certamente riserve naturali, ma gran parte del terreno rimarrà di proprietà privata, ponendo in rilievo la necessità di una futura gestione sostenibile, tanto sotto il profilo ecologico quanto sotto quello economico.

Ulteriori informazioni

Direttiva Habitat e Guidance on Non-Energy Extractive Industry (NEEI) and Natura 2000

http://ec.europa.eu/environment/nature/natura2000/management/guidance_en.htm

Politica in materia di biodiversità

http://ec.europa.eu/environment/nature/index_en.htm

Politica relativa alle materie prime

http://ec.europa.eu/enterprise/policies/raw-materials/sustainable-supply/index_en.htm)

IP/10/752   Una relazione prospetta la carenza di 14 materie prime essenziali.


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