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IP/10/1260

Bruxelles, 30 settembre 2010

Trasporti marittimi: la Commissione chiede all'Italia di non applicare tasse portuali discriminatorie

La Commissione europea ha deciso di chiedere all'Italia di modificare la propria normativa per garantire che le tasse portuali richieste per le navi dirette o provenienti da porti non italiani non siano superiori a quelle applicate alle navi dirette o provenienti da porti italiani. La Commissione ritiene che l'attuale normativa italiana violi la legislazione UE in materia di liberalizzazione dei trasporti marittimi tra Stati membri e tra Stati membri e paesi terzi (regolamento (CE) n. 4055/86). La richiesta della Commissione è formulata attraverso un parere motivato conformemente ai procedimenti di infrazione dell'UE. Se l'Italia non adempie alla richiesta entro due mesi, la Commissione può adire la Corte di giustizia dell'UE.

Le norme dell'UE

Il regolamento (CE) n. 4055/86 ha liberalizzato il trasporto marittimo fra gli Stati membri dell'UE nonché fra gli Stati membri e i paesi terzi. Secondo la giurisprudenza consolidata della Corte di giustizia europea, ai sensi del regolamento (CE) n. 4055/86 gli Stati membri non possono applicare ai traffici interni all'UE tasse portuali superiori a quelle applicate ai trasporti nazionali. Secondo la medesima giurisprudenza, non è consentito applicare tasse portuali maggiorate alle navi in provenienza o dirette verso porti extraeuropei, salvo casi motivati di interesse pubblico.

La motivazione di questa richiesta formale

In Italia le tasse portuali per le navi da carico sono fissate da un decreto del 2009, che per i traffici all'interno dell'Unione prevede tasse superiori a quelle applicate ai trasporti nazionali. Anche se di fatto che tali tasse maggiorate non sono applicate, il decreto in vigore è tuttavia in conflitto con la normativa europea e gli operatori marittimi non sono tutelati dalla certezza del diritto per quanto riguarda l'importo delle tasse portuali. Sono invece effettivamente applicate tasse maggiorate ai traffici con i paesi non europei. Finora l'Italia non ha presentato alla Commissione alcuna motivazione specifica in merito.

Effetti concreti della mancata attuazione

La normativa italiana si traduce in tasse portuali maggiorate sui traffici internazionali con ripercussioni sui costi per il consumatore. Agli operatori non è garantita la certezza del diritto per quanto riguarda il livello delle tasse portuali corrisposte per le navi da carico in rotta fra porti italiani e quelli di altri Stati membri.


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