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Bruxelles, 17 settembre 2010

La Commissione adotta una proposta modificata relativa al programma per la distribuzione di derrate alimentari agli indigenti nell'Unione europea.

La Commissione europea ha adottato oggi una proposta modificata intesa a migliorare l'attuale programma per la distribuzione di derrate alimentari agli indigenti nell'Unione europea. Il nuovo sistema è basato su una proposta del 2008 che consente di ricorrere in forma permanente agli acquisti sul mercato per integrare le scorte di intervento disponibili. La scelta dei generi alimentari sarà lasciata agli Stati membri e i piani di distribuzione saranno fissati per periodi di tre anni, mentre le derrate continueranno ad essere distribuite in collaborazione con associazioni caritative e con i servizi sociali locali. Oltre 13 milioni di cittadini europei beneficiano ogni anno del programma. La proposta modificata, che prevede tassi di cofinanziamento nazionale stabili e più vantaggiosi e fissa a un massimo di 500 milioni di euro il contributo dell'UE, apporta numerosi altri adeguamenti alla proposta originaria del 2008 e la allinea al trattato di Lisbona. La proposta del 2008 non era stata adottata dal Consiglio, nonostante la posizione favorevole del Parlamento europeo.

"Il programma a favore degli indigenti costituisce una forma molto concreta di aiuto ai meno abbienti della nostra società. In un contesto in cui l'accesso ai prodotti alimentari è tutt'altro che scontato per diversi milioni di europei, la proposta rientra nel nostro obiettivo di fare della PAC uno strumento caratterizzato da uno stretto legame tra consumatori e produzione", ha dichiarato Dacian Cioloș, commissario responsabile dell'agricoltura e dello sviluppo rurale. "Non dobbiamo dimenticare che la PAC è al servizio di tutti i comparti della società e non unicamente degli agricoltori."

Nato nel 1987 e inizialmente destinato a distribuire scorte eccedentarie di prodotti agricoli ("scorte di intervento") ai bisognosi, il programma è stato modificato alla metà degli anni '90 per consentire, in certi casi, di integrare le scorte di intervento con prodotti acquistati sul mercato.

L'introduzione del cofinanziamento contribuirà a migliorare la programmazione e la gestione dei fondi e conferirà agli Stati membri maggiore responsabilità per il programma. Per agevolare la partecipazione degli Stati membri, la proposta modificata prevede tassi di cofinanziamento nazionale più vantaggiosi (25% e 10% per gli Stati membri beneficiari del Fondo di coesione, contro il 50% e il 25% dopo il periodo di introduzione graduale previsto dalla precedente proposta). Per garantire la massima efficienza e continuità è prevista la definizione di piani di distribuzione triennali.

I prodotti non saranno più limitati a quelli oggetto dell'intervento: ad esempio, per la prima volta saranno ammissibili alla distribuzione gli ortofrutticoli e l'olio alimentare. In futuro la scelta dei generi alimentari sarà effettuata dalle autorità nazionali sulla base di criteri nutrizionali e la distribuzione, come ora, avverrà in collaborazione con i partner della società civile.

I prodotti alimentari proverranno dalle scorte di intervento o dal mercato, fermo restando il ricorso prioritario alle scorte di intervento in funzione della loro disponibilità. Come suggerito dal Parlamento europeo, la proposta modificata prevede la possibilità per gli Stati membri di accordare la preferenza a prodotti alimentari originari dell'UE. La distribuzione deve essere gratuita, o perlomeno ad un prezzo non superiore a quello giustificato dalle spese sostenute dall'organismo designato per realizzare l'operazione.

Gli Stati membri sono liberi di scegliere se partecipare o no al programma, cui attualmente aderiscono 19 paesi dell'Unione. Di norma l'aiuto è fornito a una molteplicità di persone che vivono in povertà, fra cui famiglie in difficoltà, anziani che dispongono di mezzi insufficienti, senzatetto, disabili, bambini a rischio, lavoratori a basso reddito, lavoratori migranti e richiedenti asilo.

Come nel sistema attuale, gli Stati membri che intendono partecipare al programma sceglieranno gli organismi idonei (generalmente associazioni caritative o servizi sociali locali) per effettuare la distribuzione. Diversamente dal passato, quando la programmazione veniva fatta su base annua, identificheranno poi i fabbisogni per un periodo di tre anni e trasmetteranno la loro richiesta alla Commissione. La Commissione assegnerà quindi la dotazione di bilancio su base annua, in modo da consentire eventuali adeguamenti in caso di cambiamento della situazione nel corso del periodo di programmazione.

Nonostante il tenore di vita medio nell'UE sia tra i più elevati al mondo, non tutti hanno accesso a un'alimentazione adeguata. Si stima che nell'UE 43 milioni di persone siano a rischio di povertà alimentare, il che significa che non possono permettersi un pasto a base di carne, pollo o pesce ogni due giorni.


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