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Bruxelles, 15 settembre 2010

Un nuovo quadro normativo per migliorare la trasparenza e garantire il coordinamento in materia di vendite allo scoperto e Credit Default Swaps

La Commissione europea ha adottato oggi una proposta di regolamento sulle vendite allo scoperto e alcuni tipi di Credit Default Swaps (CDS). L'obiettivo principale risiede nel creare un quadro normativo armonizzato per poter arrivare a interventi coordinati a livello europeo, migliorare la trasparenza e ridurre i rischi. Il nuovo quadro normativo prevede che le autorità di regolamentazione, a livello nazionale ed europeo, dispongano di poteri ben definiti per poter intervenire, quando sia necessario, impedendo nel contempo la frammentazione del mercato e garantendo il regolare funzionamento del mercato interno.

Il commissario per il Mercato interno e i servizi Michel Barnier ha dichiarato: "In condizioni normali, le vendite allo scoperto migliorano la liquidità del mercato e contribuiscono all'efficienza dei meccanismi di formazione dei prezzi. In periodi di mercati in difficoltà, invece, le vendite allo scoperto possono amplificare le cadute dei prezzi, portando a mercati disordinati e a rischi sistemici. La proposta odierna contribuisce a migliorare la trasparenza per autorità di regolamentazione e mercati e rende più facile, per i primi, individuare la presenza di rischi sui mercati del debito sovrano. Le autorità di regolamentazione otterranno inoltre precisi poteri per limitare o vietare le vendite allo scoperto in situazioni eccezionali, in coordinamento con la nuova Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (ESMA). Le proposte odierne costituiscono un ulteriore passo verso una maggiore stabilità finanziaria in Europa".

La vendita allo scoperto consiste nella vendita di un titolo che il venditore non possiede, ma che ha l'intenzione di acquistare successivamente per poterlo consegnare.

Nelle vendite allo scoperto cosiddette "naked" il venditore non ha preso a prestito i titoli né ha provveduto, prima della vendita allo scoperto, a garantirsi la possibilità di prenderli a prestito prima del regolamento.

Ciò può portare a rischi specifici legati al mancato regolamento (vale a dire che l'operazione non venga portata a termine). Fin dall'inizio della crisi finanziaria, molti Stati membri hanno adottato iniziative per sospendere o vietare le vendite allo scoperto. Ora iniziative non coordinate possono essere meno efficaci e provocare difficoltà sui mercati, avendo inoltre delle conseguenze sulla fiducia degli investitori.

Maggiore trasparenza

Attualmente, sono disponibili poche informazioni affidabili sulle vendite allo scoperto: è difficile infatti per operatori di mercato e autorità di regolamentazione sapere quali titoli vengono negoziati allo scoperto e qual'è la loro consistenza complessiva. La proposta presentata oggi migliora la trasparenza introducendo la norma che tutti gli ordini su titoli azionari impartiti nelle sedi di negoziazione vengano registrati come scoperti (cosiddetto "flagging") se comportano una vendita allo scoperto, in modo che le autorità di regolamentazione sappiano quali sono le operazioni effettuate allo scoperto. Inoltre, gli investitori devono comunicare alle autorità di regolamentazione le proprie posizioni corte nette significative in titoli azionari quando superano una certa soglia (0,2% del capitale azionario emesso) e al mercato se superano una soglia più elevata (0,5%). Queste misure permettono agli operatori di mercato di essere meglio informati consentendo inoltre alle autorità di regolamentazione di monitorare i mercati e individuare potenziali rischi. Per quanto riguarda i titoli obbligazionari sovrani, le autorità di regolamentazione saranno in grado di individuare possibili rischi alla stabilità dei mercati del debito sovrano ricevendo informazioni sulle posizioni corte, tra cui quelle ottenute attraverso Credit Default Swaps sovrani (un prodotto derivato considerato talvolta una forma di assicurazione contro il rischio di inadempimento).

Poteri precisi per le autorità di regolamentazione e un quadro normativo europeo coordinato

Tuttavia in mercati in difficoltà la sola trasparenza può non essere sufficiente. Attualmente i poteri delle autorità di regolamentazione nazionali di limitare o vietare le vendite allo scoperto variano notevolmente da uno Stato membro all'altro. La proposta odierna attribuisce alle autorità di regolamentazione nazionali, in situazioni eccezionali, dei poteri precisi per limitare o vietare temporaneamente le vendite allo scoperto di qualsiasi strumento finanziario, fermo restando il coordinamento da parte dell'ESMA (che dovrebbe diventare operativa nel gennaio 2011, fatto salvo l'accordo del Parlamento europeo). L'ESMA avrà inoltre il potere di indirizzare pareri alle autorità competenti quando queste intervengono in situazioni eccezionali. Coerentemente con il nuovo quadro di vigilanza, l'ESMA avrà la possibilità, in presenza di determinate condizioni, di adottare essa stessa misure temporanee, aventi efficacia immediata, per limitare o vietare delle vendite allo scoperto.

Inoltre, se il prezzo di uno strumento finanziario nell'arco di una giornata scende in misura significativa, le autorità di regolamentazione nazionali avranno il potere di limitare le vendite allo scoperto su quello strumento fino alla fine del successivo giorno di negoziazione. Queste misure aiutano le autorità di regolamentazione ad adottare le azioni necessarie, in modo coordinato, per rallentare o fermare il calo dei prezzi che può essere amplificato dalle vendite allo scoperto in mercati in difficoltà. Ciò contribuirà inoltre a ridurre per gli operatori di mercato i costi di adeguamento alla normativa attualmente causati dalla divergenza delle norme nazionali.

Affrontare i rischi specifici delle vendite allo scoperto "naked"

Le vendite allo scoperto "naked" possono fare aumentare il rischio di mancato regolamento. La proposta odierna prevede che per effettuare una vendita allo scoperto un investitore deve aver preso a prestito gli strumenti interessati, aver stipulato un accordo per prenderli a prestito o aver concluso un accordo con un terzo per trovare e tenere a disposizione i tioli in questione ai fini del prestito in modo che possano essere consegnati alla data di regolamento [al più tardi 4 giorni dopo l'operazione]. Le sedi di negoziazione devono provvedere a dotarsi delle adeguate disposizioni in materia di acquisto di titoli azionari o di debito sovrano, nonché di sanzioni pecuniarie e della possibilità di vietare le vendite allo scoperto, in caso di mancato regolamento.

Deroghe

Determinate deroghe sono incluse nella proposta, ad esempio nel caso di alcune attività che svolgono un ruolo importante nel fornire liquidità o sono essenziali per il corretto funzionamento dei mercati obbligazionari primari.

Tappe future

La proposta passa ora al Parlamento europeo e al Consiglio per essere discussa e successivamente adottata. Una volta adottato il regolamento dovrebbe entrare in vigore il 1° luglio 2012.

Ulteriori informazioni:

http://ec.europa.eu/internal_market/securities/short_selling_en.htm

MEMO/10/409


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