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IP/10/1100

Bruxelles, 8 settembre 2010

Procedure di asilo: la Commissione individua carenze nelle norme comuni in vigore

La relazione della Commissione europea sull'applicazione della cosiddetta “direttiva procedure” recante norme minime per le procedure applicate negli Stati membri ai fini del riconoscimento e della revoca dello status di rifugiato mostra che le garanzie procedurali variano ancora notevolmente all'interno dell'UE. Inoltre, la vaghezza delle norme della direttiva e le carenze attuative a livello nazionale possono condurre a errori amministrativi. Per colmare queste lacune, il 21 ottobre 2009 la Commissione ha adottato una proposta di rifusione della direttiva.

"Le procedure nazionali in materia di asilo sono ancora molto divergenti e le norme in vigore non sono in grado di impedire errori amministrativi: chiedo al Parlamento europeo e al Consiglio di adottare le modifiche che la Commissione ha proposto nel 2009 proprio per rimediare a questa situazione", ha affermato Cecilia Malmström, Commissario per gli Affari interni, aggiungendo: "La Commissione continuerà a esaminare e seguire tutti i casi in cui sono emersi problemi di attuazione, in modo da garantire la corretta applicazione della direttiva, in particolare per quanto riguarda il rispetto del principio di non-refoulement e degli altri diritti sanciti dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, nonché per ridurre i margini di divergenza".

Scopo della direttiva procedure è stabilire norme minime che garantiscano procedure eque ed efficaci per il riconoscimento e la revoca dello status di rifugiato.

La relazione della Commissione sull'attuazione della direttiva rivela che l'obiettivo di creare parità di condizioni nelle procedure di asilo non è stato pienamente conseguito. Alcune delle disposizioni facoltative e delle deroghe previste dalla direttiva hanno contribuito alla proliferazione di regimi divergenti nei vari paesi dell'UE: di conseguenza, le garanzie procedurali variano molto tra gli Stati membri. Il problema riguarda soprattutto le disposizioni sulle procedure accelerate, sul "paese di origine sicuro", sul "paese terzo sicuro", sui colloqui personali, sull'assistenza legale e sull'accesso a un mezzo di impugnazione efficace.

Sono inoltre numerosi i casi di recepimento incompleto o anche scorretto e carenze applicative riscontrate.

Ne consegue che le procedure possono essere soggette a errori amministrativi: una percentuale importante delle decisioni adottate su casi individuali è capovolta in sede di ricorso poiché si fonda su criteri imprecisi e poco chiari.

Sulla base di un esame accurato dell'attuazione della direttiva procedure, la Commissione ha adottato il 21 ottobre 2009 una proposta di rifusione della direttiva, destinata a ovviare alle carenze, snellire e consolidare le procedure e migliorare la qualità delle decisioni di primo grado e l'efficacia della procedura di asilo in tutta l'UE. Qualità ed efficienza della procedura saranno i temi principali della conferenza ministeriale che si svolgerà a Bruxelles il 13 e 14 settembre: la relazione della Commissione servirà anche di supporto al dibattito.

Contesto

Tra il 1° gennaio 20081 e il 31 dicembre 2009, i 26 Stati membri vincolati dalla direttiva procedure hanno registrato 492 995 domande di asilo. Nello stesso periodo, questi Stati membri hanno emesso 444 165 decisioni di primo grado e 125 785 decisioni in sede di ricorso2.

Il termine per il recepimento della maggior parte delle disposizioni della direttiva era il 1° dicembre 2007, mentre l'articolo 15, relativo all'assistenza legale, doveva essere recepito entro il 1° dicembre 2008.

Scaduti i termini, sono scattati i procedimenti di infrazione contro tutti gli Stati membri che non avevano comunicato la totalità dei provvedimenti di recepimento: la Commissione ha inviato 17 lettere di costituzione in mora e 5 pareri motivati.

Attualmente tutti gli Stati membri hanno notificato provvedimenti di recepimento completi tranne l'Irlanda. La Commissione aveva deciso di proporre ricorso contro il Belgio e l'Irlanda dinanzi alla Corte di giustizia (IP/10/808) e aveva avviato un procedimento di infrazione contro la Grecia per l'applicazione inadeguata di svariate disposizioni della direttiva. Di recente, però, il Belgio ha notificato alla Commissione provvedimenti di recepimento a sua detta completi. È in corso un esame diretto a verificare se con questa notifica il recepimento del Belgio è effettivamente compiuto.

Il 21 ottobre 2009 la Commissione ha presentato una proposta di modifica della direttiva procedure (IP/09/1552) con i seguenti scopi:

  • predisporre una procedura unica semplificando e razionalizzando le procedure di asilo e riducendo l'onere amministrativo a carico degli Stati membri;

  • facilitare l'accesso alle procedure di esame. Coloro che desiderano presentare domanda di protezione internazionale devono disporre delle informazioni necessarie e di consulenza adeguata fin dall'inizio della loro permanenza nel territorio. Le guardie di frontiera, le forze di polizia e le altre autorità che per prime entrano in contatto con le persone che chiedono protezione avranno un'idea più precisa di come procedere nei loro confronti;

  • rendere più efficace la procedura di esame delle domande. Una delle misure più importanti della direttiva è l'introduzione di un termine generale di sei mesi per ultimare le procedure di primo grado. La proposta concede agli Stati membri un periodo di transizione di tre anni affinché possano adeguarsi a tale termine. Inoltre, semplifica e chiarisce concetti e meccanismi procedurali, tra i quali il concetto di "paese di origine sicuro", l'obbligo dei richiedenti asilo di collaborare con le autorità nazionali o le procedure accelerate.

  • migliorare la qualità delle decisioni in materia di asilo. La proposta rafforza le garanzie procedurali, in particolare per le persone vulnerabili, quali le vittime di tortura o i minori non accompagnati. Il personale che entra in contatto con i richiedenti asilo dovrà disporre delle competenze necessarie;

  • assicurare l'accesso dei richiedenti asilo ad un ricorso effettivo in linea con gli obblighi imposti agli Stati membri dal diritto dell'UE e internazionale. La proposta precisa che i giudici devono riesaminare in fatto e in diritto le decisioni di primo grado, e stabilisce norme chiare riguardo all'effetto sospensivo dei ricorsi. Le modifiche assicurano coerenza con gli sviluppi della giurisprudenza in materia di diritto alla difesa, principio della parità delle armi e diritto ad una tutela giurisdizionale effettiva.

1 :

Non erano coperte dalla direttiva le decisioni cui si accenna in questo paragrafo riguardanti domande presentate prima del 1° dicembre 2007.

2 :

I dati relativi alle decisioni sui ricorsi non sono tuttavia completi: 3 Stati membri non hanno fornito dati per il 2008 e mancavano i dati relativi a 9 Stati per il 2009.


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