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IP/09/774

Bruxelles, 14 maggio 2009

Telecomunicazioni: Italia invitata a conformarsi alla sentenza della Corte di giustizia europea sulla localizzazione delle chiamate al 112

In Italia i servizi di soccorso continuano a non disporre delle informazioni che permettono di identificare il luogo da cui provengono le chiamate al 112 effettuate a partire da telefoni cellulari, contrariamente a quanto prevede la normativa comunitaria e nonostante la sentenza della Corte di giustizia del gennaio scorso. La Commissione europea ha deciso oggi di inviare all’Italia una lettera di costituzione in mora invitandola a conformarsi alla sentenza della Corte e a rendere disponibili ai servizi di soccorso le informazioni sull’ubicazione del chiamante per tutte le chiamate al 112. L’Italia rischia una multa se il caso dovesse approdare di nuovo dinanzi alla Corte.

“Per un funzionamento efficace del numero unico europeo di emergenza 112 è fondamentale che i servizi di soccorso possano conoscere l’ubicazione del chiamante”, ha affermato Viviane Reding, Commissaria europea alle telecomunicazioni. “Nella maggior parte degli Stati membri questo servizio è già operativo e non ci sono motivi per cui l’Italia non possa metterlo a disposizione dei suoi cittadini. La Commissione deve portare avanti il procedimento di infrazione contro l’Italia, sia per garantire l’osservanza della sentenza della Corte di giustizia sia perché la possibilità di conoscere l’ubicazione esatta di chi chiama il 112 è uno strumento che può contribuire a salvare vite umane in situazioni di emergenza.”

Il 15 gennaio 2009 la Corte di giustizia europea ha statuito che l’Italia aveva omesso di mettere a disposizione delle autorità responsabili dei servizi di soccorso le informazioni relative all’ubicazione del chiamante per tutte le chiamate telefoniche al 112. L’informazione sull’ubicazione del chiamante non è ancora disponibile in tutta Italia per le chiamate al 112 effettuate da telefoni cellulari: fa eccezione la provincia di Salerno.

La Commissione prende atto delle misure adottate dalle autorità italiane per garantire la disponibilità dell’informazione sull’ubicazione del chiamante il 112, ma invita il governo italiano ad accelerare la messa a disposizione di tale informazione per tutte le chiamate al 112 in tutto il territorio italiano. Qualora non si conformi entro due mesi a questa richiesta, l’Italia corre il rischio di essere multata per mancato rispetto della sentenza della Corte.

La trasmissione ai servizi di soccorso dell’informazione che permette di localizzare chi chiama il 112 contribuisce alla sicurezza dei cittadini di tutta Europa. I cittadini, italiani e europei, in viaggio per turismo o per motivi professionali nel loro paese o in altri paesi dell’UE, devono poter contare sulla capacità dei servizi di soccorso italiani di localizzarli quando fanno una chiamata di emergenza e non sono in grado di precisare la propria ubicazione per l’invio dei soccorsi.

Contesto

A norma della direttiva “servizio universale” (articolo 26) gli Stati membri hanno l’obbligo di garantire il corretto funzionamento del numero unico di emergenza europeo 112. Tale obbligo significa garantire che i servizi di soccorso conoscano l’esatta ubicazione delle persone che chiamano il numero di emergenza 112 da qualsiasi telefono.

La Commissione ha avviato procedimenti di infrazione nei confronti di 14 Stati membri a proposito dell’ubicazione delle persone che chiamano il 112. Undici casi sono stati archiviati dopo che gli Stati membri hanno posto rimedio alla situazione e hanno reso pienamente disponibile l’informazione sull’ubicazione del chiamante. Oltre all’Italia, la Corte di giustizia europea ha statuito che anche la Lituania e i Paesi Bassi sono venuti meno agli obblighi loro imposti dalla normativa comunitaria per quanto riguarda l’ubicazione del chiamante il 112. I procedimenti per questi due paesi sono tuttora pendenti.

In passato la Commissione aveva avviato procedimenti di infrazione anche nei confronti di altri due Stati membri per indisponibilità del numero d’emergenza europeo 112. L’ultimo caso, che riguardava la Bulgaria, è stato chiuso il 29 gennaio di quest’anno e attualmente il 112 è attivo in tutta l’Unione europea (IP/08/1968). Infine, nel settembre 2008 ha avviato un altro procedimento contro l’Italia sul trattamento delle chiamate al 112 (IP/08/1342).

La Commissione europea ha deciso, in applicazione dell’articolo 228 del trattato CE, di inviare una lettera di costituzione in mora in cui chiede all’Italia di informarla dettagliatamente sui provvedimenti presi per conformarsi alla sentenza della Corte del gennaio scorso. La Commissione, se persiste l’inadempimento dell’Italia, trasmetterà al governo italiano un parere motivato e in ultima istanza potrà chiedere alla Corte di infliggere all’Italia il pagamento di una penale.

Un riepilogo dettagliato dei procedimenti di infrazione in materia di telecomunicazioni è disponibile sul sito:

http://ec.europa.eu/information_society/policy/ecomm/implementation_enforcement/infringement/


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