IP/09/673
Bruxelles, 29 aprile 2009
La Commissione stabilisce nuovi orientamenti
sulla struttura e il livello delle remunerazioni degli
amministratori
La Commissione europea ha adottato una
raccomandazione sul regime per la remunerazione degli amministratori delle
società quotate che integra le raccomandazioni 2004/913/CE e 2005/162/CE.
Un’adeguata politica retributiva dovrebbe garantire la ricompensa per i
risultati ottenuti e incentivare gli amministratori a operare
nell’interesse della sostenibilità di medio e lungo termine della
società. La vigente raccomandazione sulla remunerazione degli
amministratori è basata sull’idea di ricompensare i risultati
ottenuti rendendo pubblica la politica retributiva. La nuova raccomandazione
fornirà ulteriori orientamenti su come conseguire tale obiettivo attraverso
la definizione delle migliori pratiche per l’elaborazione di
un’adeguata politica retributiva. A tal fine essa si sofferma su taluni
aspetti della struttura della remunerazione degli amministratori e sulle
modalità di determinazione della stessa, anche per quanto riguarda la
supervisione da parte degli azionisti. La Commissione ha inoltre adottato una
raccomandazione sulle politiche retributive nel settore dei servizi finanziari
(cfr. IP/09/674).
Charlie McCreevy, Commissario per il mercato interno e i servizi, ha
dichiarato: “Troppo spesso i sistemi di incentivazione destinati agli
amministratori delle società quotate che svolgono incarichi esecutivi hanno
dato luogo ad interventi di gestione di scarso respiro, portando in alcuni casi
addirittura a ricompensare prestazioni inadeguate. Le regole attuali
dell’UE devono essere integrate da ulteriori orientamenti su alcuni
aspetti fondamentali della struttura della remunerazione degli amministratori.
È stato inoltre consolidato il processo di determinazione della
remunerazione degli amministratori, anche per quanto riguarda la supervisione da
parte degli azionisti. Il principio che si intende affermare è chiaro: la
remunerazione degli amministratori deve essere chiaramente collegata ai
risultati e non ricompensare prestazioni inadeguate.”
Riguardo alla struttura della remunerazione degli amministratori, la
raccomandazione esorta gli Stati membri:
- a fissare un limite (massimo due anni della componente fissa della
remunerazione) per le liquidazioni erogate in caso di licenziamento
(“liquidazioni d’oro”) e a vietare l’erogazione della
liquidazione in caso di risultati negativi;
- ad esigere un equilibrio tra componente fissa e variabile della
remunerazione e a collegare la componente variabile a criteri di efficienza
predeterminati e misurabili per rafforzare la correlazione tra risultati e
remunerazione;
- a promuovere la sostenibilità a lungo termine della società grazie
a un corretto equilibrio tra i criteri di efficienza a breve e lungo termine cui
è subordinata la remunerazione degli amministratori, al pagamento
dilazionato della retribuzione variabile, alla fissazione di un periodo di
maturazione minimo per l’esercizio di stock option e azioni (almeno tre
anni) e alla conservazione di una parte delle azioni fino al termine del
rapporto di lavoro;
- ad autorizzare le società ad esigere la restituzione delle componenti
variabili della remunerazione erogate sulla base di dati verificatisi
manifestamente infondati (“recupero”).
Riguardo al
processo di determinazione della remunerazione degli amministratori, la
raccomandazione esorta gli Stati membri:
- ad estendere alcuni obblighi di informazione previsti dall’attuale
raccomandazione al fine di migliorare il controllo degli azionisti sulle
politiche di remunerazione;
- a garantire che gli azionisti, e segnatamente gli investitori istituzionali,
partecipino ove opportuno alle assemblee generali ed esercitino correttamente il
loro diritto di voto sulla remunerazione degli amministratori;
- a disporre che agli amministratori che non esercitano incarichi esecutivi
non siano conferite stock option come parte della remunerazione, per evitare
conflitti di interesse;
- a consolidare il ruolo e l’operato del comitato remunerazione mediante
nuovi principi riguardanti i) la composizione del comitato, ii) l’obbligo,
per i suoi membri, di presenziare all’assemblea generale in cui viene
discussa la politica retributiva per fornire le pertinenti spiegazioni agli
azionisti, iii) misure intese a prevenire conflitti di interesse per i
consulenti in materia di remunerazioni.
La raccomandazione prende
atto degli sforzi profusi da vari Stati membri nel contesto della crisi
finanziaria e intende incoraggiare un ulteriore progresso grazie
all’identificazione delle pratiche più consone a garantire una
maggiore convergenza a livello dell’UE. La Commissione seguirà da
vicino l’applicazione della raccomandazione e renderà note le sue
conclusioni al riguardo pubblicando tabelle di valutazione.
Trascorso un anno, essa esaminerà entrambe le raccomandazioni alla luce
dell’esperienza maturata e delle risultanze del monitoraggio e
presenterà una relazione di valutazione sull’applicazione delle
raccomandazioni da parte degli Stati membri.
Il testo completo della raccomandazione è disponibile
all’indirizzo seguente:
http://ec.europa.eu/internal_market/company/directors-remun/index_en.htm
MEMO/09/213