IP/09/609
Bruxelles, 21 aprile 2009
“Occorre razionalizzare la delimitazione delle zone caratterizzate da svantaggi naturali pregiudizievoli per l’agricoltura e rendere gli aiuti più mirati. È nell’interesse degli agricoltori e di tutta la popolazione che queste zone continuino ad essere coltivate per evitare il degrado ambientale”, ha dichiarato la commissaria per l’agricoltura e lo sviluppo rurale Mariann Fischer Boel. “L’obiettivo non è di restringere o di ampliare le zone svantaggiate, ma di definire un metodo di delimitazione chiaro e trasparente, tenendo in considerazione le peculiarità di un territorio altrettanto vasto e vario quanto l’UE”.
Una delimitazione più semplice e trasparente delle zone
Nell’insieme dell’UE si conta oltre un centinaio di criteri nazionali, molto diversi tra loro, utilizzati per valutare se una zona abbia diritto a beneficiare dell'indennità ‘zone svantaggiate’. Questa varietà è stata additata dalla Corte dei conti come potenziale fonte di discriminazione. La Commissione, con l’aiuto di esperti scientifici, ha individuato otto parametri pedoclimatici[1] che potrebbero costituire la base adatta per una classificazione chiara e oggettiva delle zone in questione.
La fattibilità di una nuova delimitazione basata su tali parametri deve essere tuttavia collaudata mediante simulazioni, che saranno effettuate dagli Stati membri con l’ausilio di dati nazionali dettagliati.
Aiuti più mirati
Il mantenimento di un’attività agricola sostenibile nelle zone in cui la coltivazione della terra è resa particolarmente difficile dalle condizioni del suolo e del clima appare essenziale per la conservazione del paesaggio, degli habitat naturali e della biodiversità, la prevenzione degli incendi boschivi e una migliore gestione del suolo e delle risorse idriche.
Le sovvenzioni dell’UE finalizzate al mantenimento dell’agricoltura in queste aree dovrebbero essere riservate alle zone caratterizzate da svantaggi naturali considerevoli e particolarmente pregiudizievoli per l’agricoltura. Anche le modalità di assegnazione delle indennità alle aziende agricole dovrebbero essere mirate laddove è maggiore il rischio di abbandono della terra.
Intensa collaborazione
La Commissione ha tenuto più di cento riunioni con gli Stati membri e ha ricevuto 121 contributi in seguito a una consultazione pubblica indetta il 22 maggio 2008. I risultati di questo lavoro sono sintetizzati nella valutazione d’impatto che accompagna la comunicazione.
La comunicazione adottata oggi coinvolge ulteriormente le istituzioni dell’UE, le regioni e i gruppi interessati all’uso agricolo del suolo nell’analisi che dovrebbe sfociare in una nuova delimitazione delle zone svantaggiate.
Gli Stati membri sono invitati a facilitare l’iter propositivo della Commissione mediante simulazioni.
Portata limitata
La revisione non interessa le zone montane (già classificate in base a criteri oggettivi comuni), né le zone caratterizzate da svantaggi specifici (come le isole e le fasce costiere) che sono classificate in base allo specifico svantaggio che le distingue.
Prossime tappe
Le autorità nazionali devono trasmettere alla Commissione i risultati delle simulazioni entro il 21 ottobre 2009. Il nuovo sistema di classificazione dovrebbe diventare operativo nel 2014.
Ulteriori informazioni
Pagina web della Commissione sulle indennità a favore degli agricoltori delle zone svantaggiate:
http://ec.europa.eu/agriculture/rurdev/lfa/index_en.htm
Pagina web della Commissione sulla politica di sviluppo rurale 2007-2013:
http://ec.europa.eu/agriculture/rurdev/index_it.htm
[1] Gli otto parametri sono: basse temperature, stress da calore, drenaggio, tessitura, pietrosità, proprietà chimiche e bilancio idrico del suolo, profondità radicale e pendenza.